"tante cose ci arrivano dal medioevo: il libro, i nostri abiti, il calendario, il genere letterario del romanzo, gli atteggiamenti nei confronti dei poveri, le reazioni di fronte alle epidemie. ma il medioevo e` anche lontano da noi. ci e` spesso estraneo e questo charme esotico costituisce una parte importante del fascino che esercita. il miracolo e il diavolo non sono piu` onnipresenti, la morte improvvisa non e` piu` considerata la peggiore possibile e, a dispetto dell`arte astratta, il nostro occhio si e` abituato sin dal rinascimento a concepire la pittura e osservare la realta` secondo le regole della prospettiva". jacques le goff sintetizza cosi` il senso del volume conclusivo di un`opera che introduce al mondo medievale e ai suoi echi immaginari.
testo fondamentale per la definizione della poetica pirandelliana - e per l`esperienza artistica del primo novecento - il saggio passa in rassegna le diverse concezioni dell`umorismo che hanno contraddistinto secoli e culture differenti. infine, l`autore espone la sua personale riflessione caratterizzando l`umorismo come quel particolarissimo sentimento umano che permette all`artista di svelare la realta`, di scomporla, lasciando emergere dietro le parole, i gesti, le espressioni, quel sentimento del contrario che smaschera, nelle sfasature del reale, il disordine e la sofferenza che vi si celano. a questi spunti teorici si accompagna un excursus fitto di esempi e di citazioni dei classici italiani e stranieri, da ariosto a pulci, da cervantes a theodor lipps, rousseau, maupassant.
l`attore, l`uomo che, senza perdere se stesso, deve creare il personaggio, e` il protagonista di questo celebre diario. le vie interiori di questa creazione, i modi della sua realizzazione psicologica, gestuale, sonora, scenica: queste le fasi del "metodo stanislavskij", la grammatica elementare di tutto il teatro del novecento. attore, regista e teorico dell`espressione scenica, konstantin s. stanislavskij (mosca 1863-1938) fu costretto, durante la rivoluzione d`ottobre, a lasciare la russia per una tourne`e in america dal 1922 al 1924. in realta` fu proprio questa fortunatissima tourne`e a far conoscere al mondo il suo "metodo".
nonostante le temperature gelide e i paesaggi spettrali, l`inverno ha ispirato alcune delle fiabe piu` magiche e commoventi della storia. in tutto il mondo questa stagione di feste, gelate, neve, tradizioni, religione e avventure ha prodotto classici del calibro di "la notte della vigilia di natale" di clement moore e coloratissimi racconti come il resoconto di una "posada" prenatalizia a citta` del messico. "fiabe d`inverno" vuole omaggiare questa ricca narrativa "invernale" con 15 fiabe scritte tra il 1823 e il 1963. spaziando tra autori e illustratori americani, scandinavi, giapponesi, polacchi, lettoni e tedeschi, include narrazioni di eventi quali il capodanno cinese, la gioia per una nevicata, la prima sciata, la preparazione all`arrivo di babbo natale e la perdita dei guanti. ogni fiaba e` stata selezionata per le meravigliose illustrazioni e la trama piena di sentimento, andando a comporre una curatissima raccolta di avventure e storie collettive da tutto il mondo.
riti, miti, magie e tutte quelle espressioni devianti del sentimento religioso che chiamiamo "superstizioni" sono il tema di questo excursus che tiene conto dell`europa, delle colonie americane e delle principali comunita` religiose. si assiste ad una straordinaria persistenza e all`ubiquita`, fra il 1500 e il 1750, dell`intolleranza religiosa, e si riscontrano forme di contaminazione insospettate tra religiosita` popolare e religione ufficiale. grazie alla sua documentata analisi, monter ci costringe a rivedere molti luoghi comuni; per esempio, maghi, streghe ed eretici furono perseguitati con minore accanimento dall`inquisizione che non dai tribunali laici. e ancora: l`idea di tolleranza - da erasmo a spinoza a pierre bayle - evolve in modo contrastato prima di diffondersi nella pratica corrente. sorprendentemente, il xvii secolo, molto piu` del medioevo e a dispetto del razionalismo trionfante, e` il vero teatro europeo della persecuzione religiosa.
negli ultimi anni la questione della disuguaglianza e tornata con forza al centro del dibattito internazionale. branko milanovic ne ha mostrato le conseguenze sulle societa occidentali nel pieno della globalizzazione, rivoluzionando gli studi economici al riguardo. in questo libro, milanovic riporta al centro la categoria di conflitto sociale analizzando come i sei piu influenti economisti della storia - quesnay, smith, ricardo, marx, pareto e kuznets - hanno ragionato sulla disuguaglianza del loro tempo.