elena e lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso "l`amica geniale" e "storia del nuovo cognome", sono diventate donne. lo sono diventate molto presto: lila si e` sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l`agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; elena e` andata via dal rione, ha studiato alla normale di pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui elena ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.
con questo romanzo jean-claude izzo chiude la trilogia marsigliese avviata con "casino totale" e "chourmo". il successo inatteso e strepitoso dello scrittore marsigliese, che ha fatto letteralmente irruzione nella scena letteraria francese piuttosto tiepida suscitando entusiasmi e passioni, e` il felice connubio tra un ritmo trascinante di scrittura e un romanticismo che commuove il lettore e lo coinvolge. l`umanita` di montale - ex poliziotto, lupo solitario dal cuore ferito, in un mondo schifoso dove per denaro e per potere si commette qualsiasi atto crudele - e` un`umanita` forse anche esasperata (lui stesso dice di avere "i sentimenti a fior di pelle"), pero` mai ideologica. si nutre dei dettagli della vita vera: gli amori innanzitutto, le amicizie, la musica (solea e` un brano di miles davis), il pastis, il vino, il mare e il cielo di marsiglia. in solea lo scontro con il sistema degli intrecci illeciti tra imprese, politica e malavita e` violentissimo. ma al di la` della posta politica, il romanzo e` un`esplosione di rabbia per questa vita che avrebbe potuto essere bella, per questi amori che non si sanno vivere.