solo in battaglia offre una nuova chiave di lettura per comprendere i protagonisti dello sport, che raramente sono stati raccontati da tanto vicino. l`autore ha vissuto con questi tre sportivi mentre preparavano l`impresa, narrando la fatica degli allenamenti di silvio mondinelli in attesa di partire per il nepal e tentare di scalare l`everest, lo sforzo di vittorio malingri per costruire con le proprie mani il catamarano di sei metri e mezzo senza cabina con cui attraversare l`oceano atlantico in solitaria, la ricerca della concentrazione di mattia pasini per giungere nella condizione perfetta al via del gran premio d`italia classe 250; senza tralasciare i dubbi e le paure, i sogni e l`invocazione alla quotidiana dose di rischio che consente a questi atleti, attraverso meccanismi puramente inconsci, di compiere prestazioni straordinarie. un libro che e` al contempo avventura e confessione.
una essenziale carrellata su quel parlato pregnante ed espressivo, denso di sorridente fantasia e di ammiccanti sfumature in cui saldo possesso ancora si manifesta il napoletano: le sue proprieta`, le sue "regole", le sue spesso inavvertite caratteristiche, le componenti e gli apporti della sua struttura da palinsesto, le svariate sorprese che lo stesso riserva e la sua attitudine a far trasmigrare nella madrelingua propri esclusivi fonemi. e in piu` un`amena rassegna di termini sul cui "italianismo" si sarebbe pronti a giurare, ma che invece sono - e restano - genuinamente e candidamente di matrice napoletana. un ideale contributo alla riscoperta e alla riappropriazione di un eloquio che, proprio perche` in grado di reggere vitalmente al cospetto del generalizzato e ingeneroso declino degli idiomi locali, merita di essere privilegiato e difeso.
il castello di porta giovia, meglio conosciuto come castello sforzesco, e` uno dei simboli della citta` di milano e uno dei luoghi piu` amati dai milanesi. fu eretto grazie alla perizia e alla fatica di generazioni di muratori, carpentieri e scalpellini, diretti da figure di spicco nel campo dell`architettura quali antonio averlino detto il filarete, leonardo da vinci e bartolomeo gadio. non tutti sanno pero` che esiste anche una parte nascosta: sono i sotterranei del castello, un vero e proprio mondo sommerso tutto da scoprire, che conserva intatta la sua bellezza architettonica. in queste pagine, un viaggio tra cunicoli, gallerie e casematte seguendo gli esploratori della s.c.a.m. (speleologia cavita` artificiali milano) che per primi si sono calati sotto le mura della fortezza milanese.
nel 1922 salvemini, che si e` ritirato dalla politica attiva, prende a scrivere il diario per dar corpo alle sue riflessioni e per registrare quanto sta accadendo, si` da predisporsi il materiale per uno studio futuro sul fascismo. il diario alterna cosi` pagine di giudizi sferzanti e furibondi e la puntigliosa raccolta di notizie grandi e piccole sul clima politico italiano: notizie che vengono dai giornali ma soprattutto dalle conversazioni e dalle corrispondenze di una vasta cerchia di amici, da sforza ad amendola, da albertini a fortunato, da ojetti a modigliani.
dalle sabbie dell`egitto e` emerso un sorprendente rotolo di papiro, che contiene una porzione della perduta "geografia" di artemidoro di efeso (ii seeolo a.c.), una carta geografica non finita e due serie di disegni, di animali e di figure umane. quando e come si puo` datare il reperto? in che rapporto fra loro stanno testo, mappa, primo e secondo gruppo di disegni? perche` le foto all`infrarosso mostrano numerose impronte speculari del testo e dei disegni? che base hanno i dubbi che qualcuno ha sollevato sulla sua autenticita`? con quali strumenti si affronta, tra archeologia, papirologia, filologia e storia dell`arte antica, un documento cosi` inatteso? questo libro ripropone, in breve e con linguaggio accessibile, la storia del papiro di artemidoro dalla scoperta all`acquisto da parte della compagnia di san paolo di torino, alle analisi fisico-chimiche, paleografiche, bibliologiche e contestuali che consentono di datarlo entro il i secolo d.c., alle nuove conoscenze che esso apporta agli studi classici. emergono il recupero di un testo perduto ma di autore identificabile, una mappa che e` a oggi la piu` antica che sia giunta dal mondo greco-romano, e infine le due serie di disegni che ripropongono con forza il tema delle pratiche di bottega degli artisti antichi, fra vari generi del disegno: di repertorio, di progetto e di esercizio. i disegni del papiro di artemidoro aprono cosi` una nuova stagione di studi, una nuova provincia delle ricerche sulla storia dell`arte antica.
l`individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, ma non sempre si e` portati a stabilire connessioni tra le proprie vite individuali e i poteri piu` estesi che le configurano. cosi` passivita` e indifferenza contribuiscono ad alimentare lo sgomento collettivo che regna nel mondo. in un libro che mescola l`attualita`, l`analisi della societa` e la storia, paul ginsborg disegna il tracciato di una politica al futuro: che sappia scoprire e reinventare ideali riconoscendo gli stretti legami che intercorrono tra i valori universali e i comportamenti quotidiani.
"siamo condannati ad avere fede - sostiene l`autore - se vogliamo vivere. con la nostra parte oscura combattere un`altra parte oscura. l`animale che e` in noi, non il nostro intelletto, ci porta avanti, verso le vette piu` alte della spiritualita`. qui vedo il paradosso della fede". una ricerca dei segni della propria fede piu` sotto il segno di kafka che di dostoevskij, perche` avere fede e` un impegno tragico. lo scrittore ne indaga l`origine tra le paure infantili, le menzogne dell`eta` adulta e l`illuminazione della grazia. una ricerca che ben presto si muta in un corpo a corpo con la questione del male e della sofferenza: la fede come necessita` della nostra vita senza certezze.
lo studioso israeliano otto dov kulka ha dedicato tutta la propria opera all`analisi rigorosa e impersonale dell`olocausto e dei suoi legami con la societa` tedesca. ora, a decenni di distanza, decide di spezzare il silenzio in cui ha relegato la propria esperienza di bambino deportato ad auschwitz e di far convergere in un unico libro il dato autobiografico e quello storico, rivelando le mitologie elaborate sulla base delle proprie impressioni d`infanzia e confrontandole con la realta` dei documenti e dei resoconti altrui, e con l`immaginario comune sulla realta` dei campi di sterminio. auschwitz e` per kulka la metropoli della morte, su cui domina implacabile la legge della morte. ma e` anche il luogo in cui, grazie agli insegnamenti dei malati ricoverati come lui in infermeria, scopre i capisaldi della cultura occidentale, in cui coglie nel cielo primaverile squarci di bellezza assoluta, in cui intona l`inno alla gioia a poche centinaia di metri dai forni crematori, insieme al coro dei ragazzi del "campo famiglia", l`illusoria isola di normalita` creata a uso e consumo degli ispettori della croce rossa. ripercorrendo i frammenti del proprio mondo interiore e i luoghi reali in cui un tempo ha vissuto, kulka fornisce un resoconto straziante e a tratti poetico di cosa significhi essere immersi nell`esperienza dei campi di sterminio, rinchiusi in un mondo dominato dalla morte da cui e` impensabile uscire, oggi come allora.
la padronanza nell`uso della consonante doppia e dell`accento finale nella lingua scritta viene difficilmente acquisita dai bambini con disortografia o dislessia. il metodo qui presentato e` pensato in relazione a teorie scientifiche e si basa sull`utilizzo da parte del bambino della memoria visiva quale via non deficitaria per stimolare sinergicamente abilita` fonologiche (isolamento, fusione e manipolazione) e abilita` metacognitive elementari. le schede per disortografia e dislessia sono ordinate in modo da costituire un itinerario progressivo per uno specifico apprendimento in bambini che abbiano gia` acquisito una sufficiente capacita` di conversione fonema-grafema. nel libro sono state elaborate inoltre una serie di prove che stimolano la generalizzazione degli apprendimenti specifici. daniele mugnaini, psicologo scolastico, e` esperto in disturbi dell`apprendimento e dell`intelligenza. ha collaborato con il centro per lo studio dei disturbi dell`apprendimento della asl di firenze e con l`istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca nell`educazione. attualmente collabora con l`azienda ospedaliera meyer di firenze.
ortega y gasset, il piu` grande filosofo spagnolo, medito` per tutta la vita su vela`zquez e la sua pittura. in particolare negli anni quaranta e cinquanta del novecento, ortega definisce una propria provocatoria interpretazione della figura e dell`opera di vela`zquez che, nonostante le resistenze iniziali degli storici dell`arte, ha segnato fino ad oggi la nostra interpretazione del piu` grande pittore spagnolo di tutti i tempi. vissuto in un`epoca dall`accentuato formalismo e dall`esasperata convenzionalita`, vela`zquez paradossalmente sa ritagliarsi poprio a corte uno spazio di liberta`, svincolando l`arte dal tema rappresentato e ridandole la funzione primigenia di fissare l`attimo per l`eternita`. di fronte alla circostanza del suo tempo, pur condizionante che sia, un individuo geniale sa sempre trovare, dunque, il modo di esprimere se stesso. degli scritti di ortega su vela`zquez si offre qui un`ampia scelta in una nuova, accurata e felice traduzione, mentre la prefazione inquadra la proposta interpretativa di ortega nella storia della fortuna critica del pittore. d`altro canto, le schede storico-filologiche, che accompagnano le riproduzioni dei capolavori analizzati dal filolosofo, aggiornano la loro lettura sino al fitto dibattito attuale.
, poi , fino a : a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, e` difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. anzi, negli anni, tutta la vicenda dell`esodo italiano dall`istria e dalla dalmazia e` diventata oggetto di polemiche sempre piu` forti e violente. questo libro e` rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell`esodo o a chi pensa di sapere gia` tutto, pur non avendo mai avuto l`opportunita` di studiare realmente questo tema. questo "fact checking" non propone un`altra verita` storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realta`, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. con l`intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una `versione ufficiale` molto lontana dalla realta` dei fatti. e un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto e` accaduto in anni terribili.