il libro raccoglie cinque saggi critici dei primi anni `80 sui grandi innovatori della canzone italiana, nei quali gianfranco manfredi mostra con grande ampiezza di riferimenti, ma non senza provocatoria ironia, quanto la musica cosiddetta leggera abbia pesato sulla storia del costume di questo paese. si tratta di saggi scritti nel momento in cui manfredi - cantautore lui stesso - rappresentava un forte punto di contatto fra la canzone piu` esplicitamente politica e certa canzone pop (ricky gianco, pfm...). questi scritti, usciti all`epoca per la lato side, indagano un rimosso collettivo: i rapporti col linguaggio in cui nacque e soprattutto si espresse il grande rinnovamento (non solo della canzone) degli anni `70.
d`elia ci offre con questa raccolta il frutto di un lungo lavoro cominciato nel 1992 e continuato fino al 1998 attraverso varie metamorfosi metriche e compositive. il risultato di tanti anni di scrittura e` una sorta di "poema a diario" che intreccia gli spunti piu` disparati, lasciando che i temi scorrano liberi tra le pagine, che si alternino come sequenze in un montaggio filmico.
"la regola celeste" fu scritto da lao-tzu, considerato uno dei maggiori filosofici cinesi, tra il 403 e il 206 a.c. questo libro costituisce, pur nella sua apparente semplicita` e brevita`, un vero e proprio sistema filosofico in quanto possiede una metafisica, una morale e una politica. vittorioso e` spesso chi non agisce, chi non forza il fato, ma sa adattarsi agli eventi e sfruttarli grazie alla sua saggezza. il tutto e` esposto in pensieri brevi e fulminanti: "tutti sanno cosa e` bene e, di conseguenza, riconoscono il male. difatti l`essere e il non-essere si generano l`un l`altro di continuo". "nel mondo niente e` piu` molle e debole dell`acqua, eppure nel suo attaccare il duro e forte nessuna cosa puo` superarla".
"la dismissione" e` opera che ha guadagnato nel tempo una bruciante attualita`. vi si leggono le sorti dell`ilva di bagnoli e della napoli operaia attraverso la vicenda di vincenzo buonocore, entrato all`ilva come semplice manovale e diventato, con gli anni, tecnico specializzato alla guida delle colate continue. a lui viene affidato l`incarico di smontare il suo reparto, venduto ai cinesi. al colpo durissimo reagisce in maniera imprevedibile. in preda a uno stato di esaltazione nevrotica, decide di eseguire il compito assegnatogli con una precisione e un rigore "assoluti". questa dismissione, dice a se stesso, dovra` avvenire "bullone per bullone", dovra` essere il mio "capolavoro", la prova tangibile del mio genio operaio. la meravigliosa dedizione di buonocore non cancella il lavoro negato ne` tantomeno la sconfitta, che e` la sua ma anche quella di tutta napoli e del paese nel suo insieme. il romanzo si chiude con un corteo funebre, tanto straziante quanto simbolico, e con il presagio di futuri disastri: dal dilagare della disoccupazione all`imperio di una camorra destinata a non avere piu` freni. a napoli si e` aggiunta taranto, ma il quesito rimane lo stesso: perche` tanta cieca improvvisazione? la risposta di buonocore - di tutti i buonocore d`italia, vecchi e nuovi - non muta: perche` abbiamo un capitalismo straccione e una classe dirigente inetta e famelica.
78.08 e` una narrazione che ricorda come la febbre del sabato sera (di cui si celebra quest`anno il trentennale) abbia segnato in maniera irreversibile la societa` occidentale del tempo. basandosi sui propri ricordi e sul rapporto con la figlia sedicenne, in sette capitoli intitolati ai sette brani piu` famosi del film il protagonista antonio mette a confronto il 1978 con il 2008. nell`azione, ambientata a milano, intorno al quarantaseienne antonio, esponente di una generazione che non ha mai preso una posizione netta, ma ha subito insulti da qualsiasi fazione, compare una folta schiera di caratteristi del nostro tempo.
nel febbraio del 1815, a marsiglia, il marinaio edmond dante`s viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. durante la prigionia nel castello d`if, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l`amicizia con un altro prigioniero gli procura l`evasione nonche` un favoloso tesoro, ne fara` lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. le mille identita` che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l`uscita della puntata successiva. con uno scritto di andre` maurois.
il libro-manifesto di le corbusier, punto di riferimento per organizzare una citta` a misura d`uomo.
"raffaello ha solo dipinto. non e` stato un uomo complesso come leonardo, un pensatore curioso di tutto; non e` stato come caravaggio, un `maledetto` che vive una vita piena di contrasti; non e` stato un artista come michelangelo, pittore, scultore, poeta, architetto. raffaello ha dipinto soltanto. e ogni volta ha inventato un capolavoro. i pittori, come il suo maestro perugino, tendono a ripetersi, a riprodurre un modello, hanno un archetipo di riferimento. lui no. ogni volta inventa un`immagine nuova. opere che la critica disconosce sono di raffaello: sono opere diverse da quelle che ci aspettiamo, perche` raffaello non e` solo raffaello, e` anche giorgione, e` caravaggio, e` michelangelo, e` parmigianino. lui e` tutto: nessuno e` `piu` tutto` di lui. quello che ha fatto raffaello e` un prolungamento della creazione di dio e della bellezza del mondo, una bellezza assoluta, senza limiti." seguendo il racconto di giorgio vasari, vittorio sgarbi compone il suo racconto di raffaello, dal commovente rapporto con il padre e la madre, al magistero di pietro perugino, dagli affreschi delle stanze vaticane fino al torbido amore per la fornarina che destabilizzo` la sua calma olimpica. e ogni volta vittorio sgarbi percorre la fitta rete di legami con i pittori del suo tempo: l`ammirazione per leonardo, il rapporto contrastato con michelangelo, l`amicizia con bramante.
per cinquantatre` anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese, florentino ariza ha perseverato nel suo amore per fermina daza, la piu` bella ragazza del caribe. ha resistito alle minacce del padre di lei e non ha perso le speranze neppure davanti al matrimonio d`amore di fermina con il dottor urbino. un eterno incrollabile sentimento che florentino continua a nutrire contro ogni possibilita` fino all`inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. una storia d`amore e di speranza, un affascinante racconto di passione e di ottimismo. un`irresistibile epopea romantica, uno sfrenato e travolgente inno alla vita e alla fantasia che trova la sua ideale ambientazione nella lussureggiante natura dei caraibi.
in questo cofanetto: le avventure del signor mack, dei ridarelli e dell`astuto rover. un turbine di divertimento assicurato! se ti sono piaciute queste storie, in libreria trovi anche i ridarelli, rover e il pupo bello grosso. eta` di lettura: da 6 anni.