che la letteratura argentina abbia dato nuovo spazio vitale a un glorioso genere narrativo quale il racconto fantastico, e` cosa nota. dopo borges, julio cortazar ha avuto, in questo, un ruolo preminente. la caratteristica del suo modo di narrare e` la precisione realistica in cui la trasfigurazione visionaria affonda le radici, dando vita a una galleria quasi metafisica di personaggi invisibili, dove il misterioso e l`irrazionale prendono corpo tra atmosfere popolari e ambienti altolocati, sullo sfondo di una buenos aires multiforme. a cent`anni dalla nascita del grande scrittore argentino, una raccolta completa dei suoi racconti: un`introduzione all`opera di cortazar, un "bestiario" di ossessioni, figure immaginarie, nate da una fantasia attica, eppure descritte con dolorosa determinazione.
sean courteney, pronipote del protagonista del destino del leone, dopo aver militato nel corpo antiguerriglia degli scout di ballantyne, si e` messo a fare il cacciatore di professione e organizza safari per ricchi in una riserva nello zimbabwe, ai confini con il mozambico. accompagnato dal fedelissimo matatu, sua guida ndorobo, sean si trova nella valle dello zambesi con riccardo monterro, multimilionario americano di origine italiana, e sua figlia, la bellissima claudia. la ragazza sa che quello sara` per il padre l`ultimo safari, essendo riccardo minato da un male incurabile, e soltanto per questo motivo lo ha accompagnato - lei, sempre in prima linea nelle battaglie per la salvaguardia della natura - in quella caccia. inseguendo tukutela, il gigantesco elefante che nel romanzo assurge a simbolo di un`africa sul punto di scomparire per sempre, il gruppetto sconfina in mozambico, dove e` in corso una sanguinosa guerra fratricida. presi tra i due fuochi degli opposti eserciti, ben presto i cacciatori si trasformeranno in prede, e cio` varra` soprattutto per sean, che la sorte oppone a un nemico uscito dalle brume del suo avventuroso e burrascoso passato. sara` una lotta all`ultimo sangue, per salvaguardare la propria vita ma anche per difendere legami d`amicizia radicati nel profondo dell`anima, una lotta dove all`odio razziale, alla bestialita` della guerra si opporra`, come sempre, il potere salvifico dell`amore.
in una cittadina qualunque della provincia russa, la notizia della visita di un ispettore generale mette in allarme funzionari e notabili. bisognera` nascondere le magagne della pubblica amministrazione, far credere che tutto funzioni alla perfezione, evitare che vengano a galla inefficienza e disonesta`. il subbuglio e` tale che un giovane di passaggio, lo squattrinato bellimbusto chlestakov, viene scambiato per il misterioso controllore. omaggiato da tutti e allettato da offerte di denaro sempre piu` sfacciate, chlestakov sfrutta piu` che puo` la situazione e si dilegua giusto prima che si scopra il malinteso e venga annunciato l`arrivo del vero ispettore. commedia degli equivoci, rappresentata nel 1836, "l`ispettore generale" riecheggia la lezione dei racconti pietroburghesi: non e` l`uomo a essere malvagio, e` la societa` che lo rende tale; non e` chlestakov a spacciarsi per ispettore, bensi` il mondo intorno a lui a imporgli quel ruolo. affidandosi al collaudato espediente dello scambio di persona, gogol` mette alla berlina la corrotta burocrazia della russia zarista, che alla fine rimane presa al laccio dei suoi stessi inganni. introduzione di fausto malcovati.