jorge luis borges diceva che "noi siamo la nostra memoria, siamo questo museo chimerico di forme incostanti". "vie di memoria", realizzato da gianluigi colin e curato da moreno gentili, non e` altro che il sorprendente censimento di questo universo di forme, ricostruito attraverso performance in numerose citta`: da milano a napoli, da roma a buenos aires. foto, documenti, lettere, e altri piccoli frammenti della sfera affettiva (ma anche memorie nascoste negli spazi immateriali della grande rete) sono trasformati, con il linguaggio della copy art, da intimi simulacri di emozioni in altrettante nuove straordinarie icone.
abbiamo spesso un`idea confusa di quelle che sono state le vite degli uomini che hanno consacrato all`impresa scientifica le loro migliori energie. eppure, non solo nell`arte e nella filosofia, ma anche nella scienza "lo stile e` l`uomo" e la psicologia del singolo scienziato puo` rivelarsi il miglior aiuto per capire la logica della scoperta scientifica. questa e` una "storia della scienza raccontata agli amici davanti al caminetto", come l`autore stesso definisce la propria opera. che non e` soltanto una ricostruzione puntuale delle svolte principali che hanno portato alla scienza contemporanea, ma un racconto delle vicende personali di tutti quegli scienziati che sono stati divorati dalla passione del conoscere.
allevato in romagna da genitori insegnanti che sperimentarono su di lui la nuova didattica degli anni sessanta, daniele luttazzi ha imparato a rendere la propria alienazione interessante, radunando nel tempo un seguito di appassionati che amano il suo umorismo cinico e sarcastico. in questo libro luttazzi "spara" contro la disinformazione, la pigrizia elettorale, le legnate inferte ai princi`pi della democrazia, contro la "chiesa oscurantista" e contro la "sinistra inconcludente", e naturalmente contro mister b. una parte del libro e` dedicata al racconto su un maggio in iraq per intrattenere le truppe italiane al fronte.
"questo testo e` stato scritto nel 2002, mentre facevo ricerche per un altro libro, poi pubblicato. e nato dall`incontro fra le tesi di uno studioso tedesco brillante e fuori dagli schemi, klaus theweleit, e l`opera di un fascista belga, le`on degrelle, in cui il gioco delle immagini e della lingua fa emergere la struttura stessa del pensiero del suo autore. poiche` il testo e` scritto in francese, ho potuto tentare un`analisi piu` approfondita di alcune intuizioni; effettuare una verifica sperimentale di una particolare teoria del fascismo, proposta appunto da theweleit. una teoria che, come si potra` vedere, contiene la sua parte di verita`, cosi` come altre linee di pensiero che del resto ho avuto modo di esplorare, ampie vie maestre, semplici sgrossature, vicoli ciechi o rapide incursioni nell`oscurita`, che quella teoria incrocia senza mai ricalcarle. l`argomento e` infatti tale che, per quanto rigorosamente si cerchi di delimitarlo, sfugge sempre per qualche suo aspetto; sempre le sue profondita`, messe a nudo, nasconderanno altre profondita` insospettate, e talvolta ripiegate su se stesse, a formare un`unica superficie liscia, piatta, banale, ma sempre pronti a cedere di nuovo sotto i piedi di chi vi si avventura". (jonathan little)
giornalista e scrittore cattolico, vittorio messori presenta in questo libro il risultato di una "indagine sul campo" sull`opus dei, i suoi segreti, la "leggenda" internazionale cresciuta attorno all`istituzione fondata da josemaria escriva de balaguer nel 1928. come si entra nell`opera, qual e` la vita quotidiana dei membri? il volume, pubblicato nelle "frecce" mondadori nel 1994, e` qui riproposto in edizione tascabile in occasione della santificazione del fondatore dell`opus dei.
perche` maria sia finita a vivere in casa di bonaria urrai, e` un mistero che a soreni si fa fatica a comprendere. la vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure e` cosi` semplice: tzia bonaria ha preso maria con se`, la fara` crescere e ne fara` la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sara` lei ad averne bisogno. quarta figlia femmina di madre vedova, maria e` abituata a pensarsi, lei per prima, come "l`ultima". per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "tutt`a un tratto era come se fosse stato sempre cosi`, anima e fili`e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". eppure c`e` qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c`e` un`aura misteriosa che l`accompagna, insieme a quell`ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. ci sono uscite notturne che maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. quello che tutti sanno e che maria non immagina, e` che tzia bonaria urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando e` necessario e` pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. il suo e` il gesto amorevole e finale dell`accabadora, l`ultima madre.
in inghilterra, secondo philip larkin, "i rapporti sessuali incominciarono nel millenovecentosessantatre", "tra la fine del bando a "lady chatterley" e il primo ellepi dei beatles". la giovane coppia protagonista del nuovo romanzo di lan mcewan patisce invece gli ultimi fuochi di un clima diffuso di repressione sessuale. la prima notte di nozze, e prima esperienza sessuale per entrambi, scocca infatti alla vigilia di quell`"annus mirabilis". tutto avviene in appena due ore, in un antiquato hotel vicino alla celebre spiaggia di ciottoli di chesil beach. i due sposi stanno cenando in camera, ma gia` pensano a quello che accadra` piu` tardi. edward e` un ragazzo di provincia laureato in storia, indeciso se continuare la carriera accademica o lavorare nell`azienda del padre della sposa. finalmente fara` l`amore con florence: e` piuttosto nervoso e sa, per sentito dire, che deve cercare di controllarsi per non concludere troppo in fretta. florence prova una profonda repulsione per il sesso, un misto di opprimente solitudine e vergogna; ma e` ben attenta a mantenere le apparenze di un matrimonio felice e perfetto, ansiosa di non deludere edward. ma quello che succedera` di li` a poco segnera` per sempre il destino di entrambi.
amici da molti anni, joe e harry hanno tentato insieme varie imprese commerciali, rimaste tutte senza successo. per amore della famiglia, joe ha dovuto mettere la testa a posto e si e` rassegnato a un lavoro di programmatore di computer. ma un giorno, salendo sull`auto, joe si trova davanti a decine di copie dell`amico harry: alcune sono minuscole, altre gigantesche, ma tutte lo supplicano di rintracciare il vero harry e di fargli inventare una macchina capace di dargli il controllo dello spazio e del tempo.
le carte regionali 1:200.000 comprendono la rete viaria dettagliata con le caratteristiche di ogni strada. ricca la classificazione delle localita` di interesse turistico e le indicazioni relative alle aree naturali protette. sul retro delle carte l`indice dei nomi accompagnato dalla tabella delle distanze chilometriche tra le principali localita`.
pochi altri posti della terra sono ammantati di leggenda come l`himalaya, con le sue storie di scalatori che affrontano l`everest e di viaggiatori alla ricerca di esperienze spirituali nei monasteri buddhisti. ma cosa sappiamo davvero dei popoli che vivono lassu`? dopo aver raccontato le repubbliche ex sovietiche dell`asia centrale e gli sterminati confini della russia, erika fatland ci porta sulla catena montuosa piu` alta del pianeta facendoci scoprire la sua gente, le mille culture, lo splendore dei paesaggi, ma anche la storia poco nota che e` all`origine di alcuni tra i conflitti piu` sanguinosi di oggi e di ieri. partendo dalla cina e attraversando pakistan, india, bhutan, nepal e tibet, la scrittrice norvegese, uno dei piu` apprezzati talenti della letteratura di viaggio, percorre un nuovo itinerario, affascinante e pieno di sorprese, dove a dominare la scena non sono solo vette maestose e orizzonti infiniti, ma uomini e donne in carne e ossa, di cui raccoglie le testimonianze e descrive le piccole vite che brulicano tra quelle montagne alte come giganti.
roberto zamarin, 32 anni, grafico e disegnatore, mori` il 19 dicembre 1972, vittima di un incidente stradale al ritorno da un viaggio notturno deciso all`ultimo momento per fare arrivare il quotidiano "lotta continua" ai distributori nonostante la nebbia che ne aveva bloccato la spedizione per via aerea. zamarin aveva creato il "logo" di quel movimento: un pugno chiuso formato dalle parole "lotta continua" e soprattutto aveva arricchito il giornale con le sue vignette nelle quali narrava le avventure di "gasparazzo", operaio meridionale immigrato in una fabbrica del nord, personaggio che i lettori di quel giornale e non solo loro amarono sin dal primo momento. il volume contiene una ampia selezione di quelle vignette.
questo libro racconta le sortite, le trovate, le provocazioni, le denunce coraggiose o trasgressive di un audace gruppo di artisti, alcuni concettuali, altri pop, altri ancora performer e graffitisti, attivi tra la fine degli anni cinquanta e i nostri giorni. attraverso la loro arte apparentemente beffarda, allergica ai canoni, hanno affrontato temi fondamentali della nostra epoca - la violenza di genere, la malattia, l?aids e la morte, il consumismo, la guerra - e hanno rimesso in discussione il ruolo e la natura stessa dell?arte. nifosi li definisce irriverenti perche non hanno rispettato gli schemi. hanno spiazzato, scombinato, disturbato, eluso. alcuni di loro sono stati irriverenti nel proporre forme d?arte lontanissime dalla nozione comune di arte. altri hanno affrontato tematiche scabrose o creato immagini scandalose, rompendo tabu, violando la sensibilita del pubblico. alcuni spinti da nobilissimi propositi, altri da uno spirito canzonatorio e ribelle. nessuno puo definirsi banale. nessuno inutile. tutti hanno osato, tutti hanno utilizzato l?arte come un grimaldello per entrare nelle nostre coscienze. ci hanno stupito, irritato, divertito e cosi facendo sono riusciti ad attirare la nostra attenzione e spinto a riflettere anche quando non ne avevamo voglia.