un`enciclopedica storia universale delle vicende di tutto il mondo greco e romano successive alla guerra di troia fino all`eta` di cesare: ecco l`ambizioso progetto concepito nel i secolo a.c. dallo storico siceliota diodoro di agirio. dopo aver illustrato nei primi tre libri mitologia, storia ed etnografia delle principali genti anelleniche, nei cinque libri raccolti in questo volume diodoro si occupa inizialmente delle medesime tematiche ma con riferimento al mondo greco. il iv libro presenta una ricca panoramica dei cicli mitici ellenici, il v tratta il popolamento, l`etnografia e la topografia delle isole greche e il vi delinea una schematica sintesi della teogonia ellenica. la narrazione propriamente storica inizia con il vii libro, che si occupa del cosiddetto medioevo ellenico - durante il quale ando` prendendo forma la civilta` delle poleis - e delle origini di roma, in un`esplorazione dell`affascinante zona di confine che separa il mito dalla storia.
un faldone e una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone e chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l?ordine si puo perdere, modificare, ristabilire. a una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale?-?e, in metafora, della storia collettiva e dell?esistenza individuale?-?e ispirata la costruzione del faldone, l?opera che si vuole unica di vincenzo ostuni, "apertissima" e indecidibile (ne raccolta poetica ne poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un?opera per principio interminabile. chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. nel faldone si discute di linguaggio e paternita, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilita storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi?-?montale, sanguineti, pagliarani su tutti?-?ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, ostuni presenta al lettore un?opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale?-?dalle piu tradizionali alle piu sperimentali?-?sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo "macrogenere" alle incertezze e agli slanci del futuro.