Signora Goca` (la)  di Agnelli Marella - libri
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"erano gli anni ottanta - e le chiedevo se aveva messo `pen on paper`, come amava dire marella. a volte si`, piu` spesso no, rispondeva. c`erano sempre troppe cose che succedevano e si succedevano. eppure le pagine lentamente si depositavano. ma non sarebbero mai state rievocazioni arrotondate, piallate, aggiustate da quella somma falsaria che e` la memoria. erano schegge di infanzia e adolescenza, giustapposte, imperiose. fra vaste lacune, si disponevano in una sequenza di tracce vivide: impressioni, espressioni, vestiti, colori, frasi, materie, piante, odori, accenni di sentimenti, che si profilavano e si nascondevano. nomi di luoghi che schiudevano immagini accessibili soltanto a chi ne stava scrivendo. innanzitutto una villa, `i cancelli`, sulle colline di firenze, dove era apparsa "la signora goca`", in un gioco di bambini. e poi ratzotz, balta-liman, il roncaccio. alla fine, roma. la psicologia: sempre implicita, mai dichiarata, come se stesse a poco a poco uscendo dal bozzolo dell``opaca adolescenza`. e, piu` ancora della narratrice, illuminava di sguincio la madre margaret, i fratelli carlo e nicola, il padre filippo, la nonna meralda, le prime amiche, che avevano lasciato un segno indelebile. e un mondo intero, fascinoso e angoscioso, che si sarebbe dissolto per sempre con la fine della guerra e il boogie-woogie." (r. c.)

"la montagna incantata e un fedele, complesso, esauriente ritratto della civilta occidentale dei primi decenni del novecento, e il libro, forse, piu grandioso che sia stato scritto nella prima meta del secolo." con queste parole ervino pocar concludeva, nel 1965, la sua introduzione alla montagna incantata, straordinario romanzo di formazione ambientato in un sanatorio svizzero, il berghof di davos. quando il giovane hans castorp vi arriva, e un borghese solido e rispettabile, ma curioso e aperto all?avventura. a contatto con il microcosmo del sanatorio, abitato da tutte le principali correnti di pensiero dell?epoca, il suo carattere subisce un?evoluzione: qui castorp conosce la malattia, l?amore, il razionalismo e la gioia di vivere, il pessimismo irrazionale e, in mezzo a forze tanto contrastanti, riesce a trovare il proprio equilibrio. paradossalmente, dopo aver abbracciato la vita in questo mondo rarefatto dove il tempo si dissolve, castorp fara ritorno alla pianura per perdersi nell?inutile strage della "grande" guerra. "il graal che egli, anche se non lo trova, intuisce", disse mann parlando agli studenti di princeton nel 1939, alla vigilia di un?altra strage, "e l?idea dell?uomo, la concezione di un?umanita futura, passata attraverso la piu profonda conoscenza della malattia e della morte. fate il favore di leggere il libro sotto questo angolo visuale: troverete allora che cosa sia il graal, il sapere, l?iniziazione, quel "supremo" che non solo l?ingenuo protagonista, ma anche il libro stesso va cercando." in questa nuova edizione, "la montagna incantata" e accompagnata per la prima volta da una prefazione di claudio magris.

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