pochi personaggi hanno scatenato l`acredine e il sarcasmo dell`ingegnere quanto ugo foscolo ("mi fa imbestialire" ha confessato in una lettera) : tanto che nel 1958 non ha esitato a fustigarlo in una virulenta, irresistibile "farsa" a tre voci andata in onda sul terzo programma della radio. le tre voci sono quelle della stolida e giuliva donna quirina frinelli, imbevuta delle auree riflessioni dell`amica professoressa gambini; del reboante e didattico manfredo bodoni tacchi, sfegatato ammiratore del poeta; e, infine, dell`insolente e sguaiato carlo de` linguagi, implacabile accusatore del basetta, colpevole ai suoi occhi - nonche` a quelli di gadda - di cialtroneria, istrionismo, virilita` scenica ed esasperato narcisismo: "vantarsi del pelo... e` un`opinione da parrucchiere" sibila a proposito dell`"irsuto petto" del sonetto-autoritratto. e, quel che e` piu` grave, responsabile di un "macchinoso ed inutile vocabolario", di una "sequenza d`imagini ritenute greche e marmorine", di versi traboccanti di "vergini" e simili a sciarade, nonche` di veri e propri strafalcioni. ma a ben vedere "ii guerriero" e` molto piu` di un divertissement: giacche` gli esilaranti attacchi sferrati alla gipsoteca e marmoteca foscoliana e all`epos di bonaparte, il nano, altro non sono che l`impetuosa denuncia di una monolingua incapace, nella sua "lindura faraonizzata" di dar conto della realta` - e della fasulla poesia dei vati, cui spetta il compito di mascherare il volto della sopraffazione e della violenza.
Un evento editoriale di grande rilievo: una splendida e completa raccolta dei testi di Bob Dylan, con le illustrazioni tratte da trentatré album, curata e introdotta da Christopher Ricks.
Come ha ben detto Al Kooper (l’organista di “Like a Rolling Stone”), “Bob è l’equivalente di William Shakespeare. Ciò che Shakespeare ha fatto ai suoi tempi, Bob lo fa ai suoi”. Christopher Ricks, curatore di T. S. Eliot, Samuel Beckett, Tennyson e dell’Oxford Book of English Verse, concorda pienamente con l’affermazione di Kooper, e Dylan riceve il giusto riconoscimento in questa autorevole edizione dei suoi testi.
Nelle parole di Ricks: “Per cinquant’anni, il mondo intero si è deliziato con i testi di Bob Dylan e con ciò che essi rappresentano: provocatori, misteriosi, toccanti, sconcertanti, inafferrabili, intriganti e un promemoria del fatto che il genio è libero di fare ciò che vuole.
Questa edizione cambia le cose, offrendoci i testi delle registrazioni ufficiali in studio e dal vivo, nonché una selezione di varianti e revisioni, sia recenti che retrospettive; e, dagli archivi, parole che fino ad ora non erano mai state pubblicate.
I testi, curati con diligenza da Christopher Ricks, Lisa Nemrow e Julie Nemrow. Come sono stati scritti, come sono stati cantati e come sono stati cantati di nuovo.
Simon & Schuster - 2014 - 960 pagine