nel 1907 il tipografo arnoldo mondatori, personaggio controverso e carismatico, fondava un`azienda destinata a diventare in pochi anni la piu` grande casa editrice italiana. mondadori e` stato l`editore di d`annunzio e montale, di churchill e thomas mann, ma anche di topolino, dei celebri gialli e di molte fortunate riviste. aveva iniziato la sua attivita` come tipografo nel primo dopoguerra stampando giornali socialisti; ebbe rapporti non sempre facili con il fascismo (dalla pubblicazione dei "colloqui" di ludwig con mussolini al topolino autarchico); pubblico` opere di enorme successo, ma anche capolavori destinati a entrare nella storia della letteratura. attraverso la biografia del grande editore e imprenditore di successo, enrico decleva racconta una pagina fondamentale della storia italiana del novecento: la nascita e lo sviluppo dell`industria culturale, la creazione di un mercato di massa per libri e riviste in un secolo fitto di importanti cambiamenti sociali.
i mondi virtuali e i giochi di ruolo online si sono trasformati da passatempo di nicchia a fenomeni dall`impressionante impatto economico e sociale, fonti di enormi introiti per l`industria del divertimento. gente di ogni eta` e di ogni estrazione sociale spende migliaia di ore (e di dollari) in e per queste comunita` virtuali. sembra che si sia ormai giunti al punto in cui la realta` si fonde con il digitale: nascono monete virtuali che iniziano a essere usate per il commercio elettronico, soppiantando persino dollaro e yen, e i giocatori a volte trascorrono piu` tempo davanti al video che al lavoro. il piu` autorevole esperto del settore analizza l`aspetto economico delle comunita` online, nelle sue implicazioni culturali e finanziarie.
con questa lunga lettera al figlio andrea, roberto cotroneo racconta la musica attraverso storie, ricordi, pensieri e grandi suggestioni. con grande semplicita` e passione cotroneo che ha studiato per anni pianoforte, narra la musica di mozart e beethoven, chopin e brahms. ma anche quella di john lennon e di nino rota, i tanghi argentini di astor piazzola e il jazz di keith jarrett, le ninne nanne che cullano i bambini e le "canzonette" che anche se non lo vogliamo riempiono le nostre giornate. ne esce un racconto leggero, fitto di nostalgie, punteggiato di uomini che nella notte fischiettano un motivo a una finestra, di fantastici viaggi in carrozza in paesi lontani e di incontri bizzarri con musicisti dei secoli passati.
rafah, una cittadina sperduta nella striscia di gaza, e un posto assai squallido. edifici cadenti e semidistrutti si affacciano su strade piene di spazzatura e detriti, bambini e disoccupati. piu volte spianata dai bulldozer, e un luogo tristemente emblematico del piu feroce conflitto del mondo contemporaneo. qui, nel 1956, i soldati israeliani uccisero 111 palestinesi. a prima vista sembrerebbe solo una nota di scarsa importanza, ormai dimenticata ai margini della storia, ma quanto accadde quel fatale giorno rivela in tutti i suoi aspetti drammatici l`impossibilita di pervenire a una verita condivisa su questo conflitto pluridecennale: si tratto di un massacro a sangue freddo o di uno spaventoso errore? nel tentativo di gettare luce sul lontano episodio, joe sacco si immerge nella vita quotidiana di rafah e della vicina cittadina di khan younis, alla scoperta del passato di gaza, che ancora plasma il presente. sospeso sopra decenni di storia, morte, bugie, miti e violenza, questo reportage-inchiesta ci mostra un susseguirsi sempre piu serrato di guerre, ci fa ascoltare le voci di profughi, sopravvissuti, scolaretti, vedove e capi religiosi, giungendo cosi al cuore pulsante della tragedia di questo paese.