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come scrive borges, e` nelle saghe islandesi che nasce il romanzo moderno, in quel mondo di eroismi, intrighi, epiche famigliari e vicende intime. e fra tutte la "laxd?la saga" occupa un posto di assoluto rilievo per la bellezza poetica e le passioni che rappresenta. coprendo 150 anni, narra le tormentate sorti di un clan norvegese che alla fine del ix secolo e` il primo colonizzatore dell`islanda dell`ovest, la valle del laxa, il fiume dei salmoni, restituendoci un potente affresco del medioevo vichingo in un`eta` di transizione, quando il cristianesimo fa breccia nell`antico universo pagano. ma questa saga deve la sua speciale fama e unicita` anche al ruolo dominante che hanno le donne: la grande matriarca unnr, che conduce la famiglia dalla scozia alle orcadi alle faroe prima di prendersi la sua terra sul suolo islandese; la schiava melkorka, che si finge muta per non rivelare al padrone e amante di essere la figlia di un re d`irlanda; e soprattutto gudrun, "la donna piu` bella che fosse mai nata in terra d`islanda", fiera, passionale, femme fatale e "femminista", una delle eroine piu` popolari e affascinanti delle antiche saghe. protagonista di un dramma di amore e vendetta che portera` kjartan e bolli, amici fraterni, a combattersi fino alla morte, gudrun si chiudera` in una dolorosa e algida solitudine, finendo i suoi giorni come suora eremita.

le droghe, in sostanza e` il terzo numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. le sostanze che chiamiamo sono tante e diverse, e i loro effetti variano molto a seconda delle dosi, delle caratteristiche di chi le assume e delle ragioni per cui lo fa. per questo parlare delle droghe come se fossero tutte uguali e` riduttivo e fuorviante. inoltre ignora il fatto che la stessa sostanza che qualcuno usa per provare piacere e divertirsi, puo` essere utile a qualcun altro per i suoi effetti terapeutici: il confine tra , per come abitualmente usiamo questo termine, e e` meno netto di quanto si pensi. negli ultimi anni e` diventato evidente con la grande epidemia da dipendenza da farmaci oppioidi negli stati uniti da un lato, e dall`altro col sempre maggior interesse della comunita` scientifica sui possibili utilizzi delle sostanze psichedeliche per alleviare forme di disagio psichico. nel frattempo in molte parti del mondo si mette in discussione la cosiddetta e si tentano nuovi approcci, con depenalizzazioni e legalizzazioni, conservando l`attenzione necessaria sui rischi. per capire quale direzione prendere bisogna prima di tutto capire di cosa parliamo. con testi di fabio cantelli anibaldi, agnese codignola, carlo gabardini, vanni santoni, laura tonini e della redazione del post. a cura di ludovica lugli, con la consulenza di paolo nencini. illustrazioni di paolo bacilieri.

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