"il mare non bagna napoli" e` - sottolinea pietro citati nella prefazione - una straordinaria discesa agli inferi: nel regno della tenebra e delle ombre, dove appaiono le pallidissime figure dei morti. di rado un artista moderno ha saputo rendere in modo cosi` intenso la spettralita` di tutte le cose, delle colline, del mare, delle case, dei semplici oggetti della vita quotidiana. anna maria ortese attraversa l`ade posando sulle cose e le figure degli sguardi allucinati e dolcissimi: tremendi a forza di essere dolci; che colgono e uccidono per sempre il brulichio della vita. nei racconti compresi nella prima parte del libro, questi sguardi penetrano nel cuore dei personaggi: ne rendono la musica e il tempo interiore, come molti anni prima aveva fatto cechov".
secondo studi recenti, una conseguenza imprevista del riscaldamento globale sarebbero turbolenze molto piu frequenti rispetto al passato, e soprattutto imprevedibili. nel mondo fisico puo essere vero oppure no, ma in questo romanzo di david szalay i dodici personaggi che da un capitolo all?altro si passano il testimone non sanno davvero cosa potra succedere, fra il terminal delle partenze e quello degli arrivi, ne che esito avra il loro disperato tentativo di fuga. e se i maschi di tutto quello che e un uomo avevano ancora un continente di terra e acqua in cui tentare di mimetizzarsi, sfuggendo alle proprie catastrofi interiori, gli uomini e le donne di "turbolenza" vivono in aria - come, sempre piu spesso, molti di noi. e, come molti di noi, sanno che dall?aria non si puo sperare di proteggersi: nell?aria, soprattutto, non si puo sperare di nascondersi.
Il secondo album su etichetta Appalloosa