"il popolo francese, che va verso la conquista dei suoi diritti, il popolo francese, che ogni giorno prende piu` coscienza dell`eguaglianza umana, non puo` piu` ignorare che i neri soffrono, i neri che, ancora meno felici di lui, non posseggono neppure se stessi". il nome di victor schoelcher (1804-1893) e` indissolubilmente legato all`impegno per l`abolizione della pena di morte e della schiavitu`. nato a parigi, fin dagli anni `30, a seguito di alcuni viaggi nelle colonie caraibiche, divenne un deciso sostenitore della causa abolizionista e denuncio` pubblicamente le violenze sistematiche dei colonizzatori. uomo di studi, ma anche uomo d`azione, schoelcher si mosse tra le colonie francesi della martinica e della guadalupa, che rappresento` al parlamento di parigi, e il variegato mondo dell`abolizionismo inglese e americano per proporre una nuova visione delle relazioni sociali tra bianchi e neri, ma soprattutto per difendere i diritti dell`uomo in quanto tale. pubblicato nel 1840, questo testo rimane non solo una richiesta ad alta voce per l`abolizione immediata della schiavitu`, ma anche un`efficace confutazione della presunta superiorita` dei bianchi nei confronti della gente di colore.

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Autore: Baretti
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il 4 gennaio 1960, la facel vega guidata dal celebre editore michel gallimard sfreccia lungo una strada della borgogna e va a schiantarsi contro un platano. sul sedile del passeggero, albert camus, che solo tre anni prima era stato insignito del premio nobel per la letteratura, muore sul colpo. mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei piu grandi intellettuali del novecento, quattro donne si ritrovano all`improvviso "vedove" dell`uomo che amavano: la moglie francine faure, la brillante attrice catherine sellers, la giovane pittrice mette ivers, di origini danesi, e maria casares, immensa interprete del teatro francese, che camus stesso - fedele ai paradossi del sentimento - definiva "l`unica". con estro e rigore, elena rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all`ineluttabilita della disgrazia. si imbastisce cosi "un discorso sull`amore" che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la liberta - e l`onere - di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.

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