a chi voglia ad ogni costo sapere a quale "genere letterario" appartenga questo libro, non si puo` rispondere che cosi`: "e` un romanzo d`avventure e d`amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). e` un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e rimati, regolari e irregolari. e` un`autobiografia. e` un memoriale. e` un manifesto. e` un balletto. e` una tragedia. e` una commedia. e` un madrigale. e` un documentario a colori. e` un fumetto. e` una chiave magica. e` un sistema filosofico-sociale... insomma, e` un libro".
Questo libro affronta con passione e competenza una relazione salda quanto controversa, quella tra le parole e le storie del grande schermo. Sono le storie, i volti dei divi che catturano i sogni, rievocati attraverso la lingua che li richiama ancora ad occhi aperti, oltre il buio della sala. Il cinema italiano è ed è stato una magica fucina di autorappresentazioni del carattere, delle idiosincrasie e delle aspirazioni italiane. Mirabile macchina dei sogni, il cinema riempie il cuore o costringe a riflettere più di un saggio di sociologia. In un modo inedito e brillante, questo vocabolario attraversa la storia e la quotidianità dell’Italia su grande schermo.
la figura divistica di amedeo nazzari e` sempre stata fortemente radicata nell`immaginario del pubblico italiano, ed ha attraversato indenne e sempre fedele a se stessa una lunga stagione cinematografica, dagli anni `30 alle "partecipazioni straordinarie" degli anni `70. durante il fascismo ha incarnato il modello dell`uomo forte e leale, dotato di un grande senso del dovere e amor di patria, capace di riassumere nella sua maschera virile le qualita` dell`"italiano nuovo" che il regime voleva costruire. nel dopoguerra i suoi film furono considerati dalla critica come "film di cassetta" rinunciando a cogliere in nazzari e nei suoi personaggi i tratti profondi di un`identita` italiana popolare ma autentica.
Musicista impegnato, grande autore, Loudon Wainwright III ha una bella discografia alle spalle. E questo disco nuovo non fa che rafforzare i giudizi positivi che il musicista ha raccolto attorno a sè. Canzoni a sfondo letterario, musica d'autore, brani folk, puri divertimenti: Loudon Waiinwright ha fatto, scritto ed interpretato di tutto. La conferma arriva da questo nuovo lavoro, un disco a 360 grandi, dal folk al rock dove Loudon, tanto per fare le cose nel modo migliore, si fa accompagnare da una serie di musicisti di grande qualità: Chaim Tannenbaum, David Mansfield, Tony Scherr, Rich Pagano e Jon Cowherd.
insieme al mahabharata, il ramayana e` non solo una delle piu` antiche epopee della mitologia indiana, ma anche uno dei testi sacri piu` importanti della tradizione religiosa e filosofica del subcontinente. in india e` considerato un`opera degna di devozione e rispetto, alla stregua della bibbia in occidente. il nucleo originario del poema e` databile tra il vi e il iii secolo a.c. e narra l`epopea del principe rama, ingiustamente esiliato dalla sua patria e privato della sua sposa. condotta a partire dalla storica edizione di gaspare gorresio, fondatore nell`ottocento dell`indologia italiana, questa traduzione si presenta in tre volumi con note critiche e glossario curati da alcuni dei piu` autorevoli indologi contemporanei. introduzione di john brockington.
"mia madre era andalusa. per caso, i suoi genitori portavano, di nascita, l`uno e l`altra, il medesimo cognome munoz: cosi` che lei, secondo l`uso spagnolo, portava il doppio cognome munoz munoz. di suo nome di battesimo, si chiamava aracoeli". cosi` ha inizio questo romanzo, in cui manuele, quarantenne fallito e omosessuale infelice, rimpiange l`infanzia paradisiaca vissuta in simbiosi con la madre aracoeli, una selvaggia ragazza andalusa sposata a un ufficiale della marina italiana. per manuele la fine dell`infanzia si configura come una cacciata senza colpa dall`eden e il suo ricordo e` prigione e sventura, poiche` la madre, colpita da un morbo misterioso, e` morta oltraggiando gli affetti famigliari con una furia demenziale e lussuriosa.
dopo l`attacco di hamas del 7 ottobre 2023, la devastazione di gaza e l`uccisione di decine di migliaia di civili hanno prodotto una frattura profonda nell`ordine etico del mondo. ma l`aspetto piu sconvolgente, sostiene fassin, e stato il consenso che ha accompagnato quell`annientamento: governi, istituzioni e media che hanno approvato, giustificato o taciuto di fronte alla distruzione di un popolo, mentre le voci dissenzienti venivano ridotte al silenzio o accusate di antisemitismo. con la precisione del medico e la lucidita dell`antropologo, fassin esplora le radici storiche e linguistiche di questo fallimento: il rovesciamento del lessico morale, l`abuso delle parole "terrorismo", "difesa", "umanitario", la gerarchia implicita che assegna alle vite palestinesi un valore infinitamente minore. il risultato e un atto di accusa contro la corruzione del linguaggio politico e la cecita di un occidente che, nel difendere la propria coscienza, ha perso la propria umanita. una strana disfatta, dichiarato riferimento all`analisi compiuta da marc bloch all`indomani della sconfitta francese a opera della germania nazista, non e un libro sulla guerra di gaza soltanto: e un esame di coscienza collettivo, un tentativo di restituire significato alle parole e dignita alla vita.