ideato per festeggiare i quarantacinque anni del salone del mobile, il libro raccoglie alcune delle piu` importanti mostre collaterali organizzate negli anni a fianco degli eventi fieristici. il volume si presenta come un viaggio per immagini nel lavoro di alcuni tra i piu` importanti progettisti, registi e artisti contemporanei che negli anni hanno collaborato con cosmit: dall`installazione wash & travel di peter greenaway per "stanze e segreti" alla stanza d`albergo di toyo ito per "grandhotelsalone"; dalle barche rovesciate di fabrizio plessi nella loggia dei mercanti per "immaginando prometeo" all`intervento di massimo iarussi e paola urbano in via dei cavalieri del santo sepolcro per "a cielo aperto, (s)punti di luce a milano".
sir hugo coal non e` mai stato un filantropo. anche quando non vegetava sulla sedia a rotelle, aveva la tendenza a considerare gli esseri umani meno comprensibili ed eleganti dell`enorme scheletro di sauro che andava pazientemente ricostruendo. ma quello che vede ora, nella sua villa, nei rari momenti in cui i suoi familiari non lo costringono a fissare una parete, gli piace anche meno. e` chiaro che fledge, l`ambiguo maggiordomo, sta ordendo una sua trama assai sinistra. di quella trama la moglie, la figlia e sir hugo stesso, fanno piu` o meno consapevolmente parte. quel che e` meno chiaro e` in che modo sir hugo possa usare l`unica arma peraltro letale - che gli resta, il suo "sguardo fisso di lucertola".
il piu` noto dei testi incompiuti di brecht e` stato per lungo tempo un riassunto di poche righe pubblicato all`interno delle sue opere complete. heiner muller ha consultato gli archivi di berlino e ha scoperto centinaia di pagine di appunti legati al soggetto "fatzer". brecht vi lavoro` tra il 1927 e il 1932 scrivendo quasi seicento pagine di appunti, frammenti, scene complete e note teoriche in cui sviluppava una nuova idea di teatro. il dramma e` ambientato nella germania degli anni della prima guerra mondiale, johann fatzer e tre commilitoni nascondono il proprio panzer e scappano a muhlheim, una citta` segnata dalla fame e dal malcontento sociale.
in fatto di stile audrey hepburn non ha eguali: il suo nome rimanda immediatamente a un`eterea combinazione di grazia, fascino e sobrieta`. ma non e` soltanto questo aspetto ad avere un`influenza fondamentale sulla moda: la sua stessa personalita` e` ancora oggi fonte d`ispirazione per le donne di tutto il mondo. audrey e` un modello di femminilita` e, attraverso la sua vita, ci ha insegnato che essere una donna significa prima di tutto sapere chi siamo e che cosa vogliamo. tra numerosissime interviste, melissa hellstern ha selezionato una raccolta di dichiarazioni che ci fanno ascoltare la voce dell`attrice su argomenti imprescindibili per ogni donna: carriera, vita di coppia, maternita`, relazioni. impreziosito da fotografie poco note, storie inedite e rivelazioni di chi l`ha conosciuta, "come audrey" ci svela la vera essenza della hepburn attraverso le sue stesse parole, offrendoci uno sguardo nuovo sulla donna che si nascondeva dietro il mito, ed e` il libro perfetto per chi vuole trarre ispirazione da un`icona eccezionale e imparare a vivere con eleganza, glamour e grazia.
(dalla prefazione di gabriele frasca)
description : 1973 - 517 pages - 1 volumes
i sentimenti del passato compongono il retroterra esistenziale del lavoro di ogni storico. il volume ne analizza il repertorio composito e volubile che e` venuto a delinearsi nel corso del novecento: dal sentimento "sepolcrale" del passato di stampo positivistico, al sentimento "sperimentale" che ha inaugurato la rivoluzione degli "annales", fino al piu` recente sentimento "differenziale" di matrice antropologica e alle derive postmoderne del sentimento "esotico".
Turnabout 1969. MINT.
che cosa avevano in comune achille, enea, paride, elena, cassandra, menelao, patroclo, ulisse, nausicaa, circe, edipo, giocasta, antigone, prometeo, dafne e orfeo? erano tutti eroi, ma in un senso che abbiamo ormai dimenticato: noi oggi riconosciamo gli isolati atti di grande coraggio, singole azioni che il piu delle volte conducono al sacrificio o addirittura alla morte. insomma, valutiamo il gesto in base al rischio che comporta e non alla vocazione di chi lo compie. da questo punto di vista, riteniamo eroe chi - soprattutto se non era suo compito farlo - si tuffa in mare per salvare qualcuno in difficolta o interviene a difesa di una persona che sta subendo un`aggressione o un grave torto, rischiando in prima persona. ma a ben guardare il mito sembra dirci un`altra cosa: al di la di quale sia l`impresa, prima di tutto l`eroe e colui che la sa compiere, che riesce ad arrivare alla fine. in questo senso, un esempio tra i molti potrebbe essere quello di ercole, non tanto per la straordinarieta delle sue fatiche ma proprio perche le sostiene, tutte e dodici, con perseveranza, fino all`ultimo. non e dunque la sfida a essere di per se eroica, ma la consapevolezza con cui la si affronta, che sola porta al compimento della propria esistenza. per illustrare questo "ritorno alle origini" del concetto di eroe giovanni nucci si avvale di alcuni esempi tratti dai principali testi della letteratura antica che trattano di miti: l`iliade, l`odissea, le tragedie greche, le metamorfosi di ovidio.