quarantatre` e` un romanzo articolato in sette capitoli, che prendono ciascuno il titolo da una ricetta di cucina. la protagonista si rivolge alla madre, morta piu` di trent`anni prima, quando lei era ancora bambina, e le racconta la propria vita, secondo una scansione cronologica che diventa pero` anche scansione tematica, segnata appunto dalle ricette che rappresentano gli snodi cruciali di un`esistenza. il colloquio con la madre diventa un percorso alla ricerca di se` in un dialogo continuo tra identificazione e affrancamento dalla figura materna. ma e` anche una sorprendente analisi di come i ricordi si modifichino nel tempo adeguandosi ai nostri bisogni. solo dopo aver raggiunto e superato l`eta` che aveva la madre al momento della morte, quarantatre` anni, la protagonista riesce a sentirsi davvero autonoma e capisce che il modo piu` giusto e piu` bello per ricordarla consiste nel considerare la madre sua pari, una donna adulta come lei, una figura forte, impossibile da dimenticare, il cuore della famiglia, il nucleo da cui prende vita il senso delle cose.
nella memoria collettiva degli antichi, come nella memoria riflessa dei moderni, le grandi vittorie ottenute dai greci a maratona, alle termopili e a salamina hanno assunto un enorme valore simbolico. i 300 spartani che, seppur vinti, riescono a sconfiggere i vincitori. i nemici storici, sparta e atene, che si alleano in nome di un bene superiore. ma soprattutto i barbari, i nemici della liberta` e della civilta`, che si infrangono di fronte alla resistenza di una minoranza unita e determinata a difendere i propri diritti. la narrazione e la celebrazione, in esaltanti scritture poetiche, delle epiche gesta della confederazione ellenica contro la soverchiante armata di terra e di mare approntata dal gran re serse hanno fornito una serie di topoi letterari che hanno influenzato e continuano a influenzare il nostro immaginario. tanto da costituire un patrimonio che riemerge costantemente ogniqualvolta la storia lo richieda: da lepanto a nelson vincitore a trafalgar, dai testi incendiari del nostro risorgimento fino alle canzoni della resistenza. un libro appassionato e divertente, alla riscoperta dei mille fili che ci legano al nostro passato piu` remoto.
questo libro affronta per la prima volta la storia complessiva del "beneficio di cristo", unanimemente considerato il testo capitale della riforma italiana, menzionato in moltissimi processi per eresia dal veneto alla sicilia e oggetto di una caccia spietata da parte del sant`ufficio romano, al punto che solo a meta` ottocento si scopri` l`unica copia superstite della prima edizione. oltre a coglierne le molteplici assonanze con numerosi filoni eterodossi della cultura europea del primo cinquecento, la ricerca contestualizza la redazione e ricezione del testo in un ampio quadro politico europeo, tra speranze di riforma della chiesa, illusioni di pacificazione religiosa e di accordo con i protestanti, continui conflitti tra papa paolo iii farnese e l`imperatore carlo v. lo studio di firpo e alonge affronta, sulla base di una documentazione nuova, il controverso problema di chi fu l`autore di quelle pagine e ne colloca la redazione sul crinale di eventi decisivi della storia religiosa e politica degli anni che fecero da sfondo alle prime convocazioni del concilio di trento. ne emergono i caratteri peculiari dell`eresia italiana, la sua originalita` e le sue contraddizioni, nonche` gli aspri conflitti che divisero i vertici della chiesa su come affrontare la drammatica crisi scaturita dalla protesta di lutero e sulle sue diramazioni anche al di qua delle alpi.
come rendere davvero italiani i territori di cultura tedesca, croata e slovena conquistati dopo il primo conflitto mondiale? quali furono i piani di `conquista del suolo` elaborati da ambienti nazionalisti e irredentisti prima e dal fascismo poi? la risposta fu nel tentativo di sottrarre almeno una parte delle proprieta` terriere agli `allogeni` delle nuove province per impiantarvi famiglie coloniche italianissime. simili piani videro il coinvolgimento di enti operanti anche nel resto d`italia e nelle colonie in attivita` di bonifica e colonizzazione. l`esito finale sarebbe stato piuttosto deludente. limiti di bilancio e considerazioni di politica estera frenarono i propositi piu` ambiziosi. in alto adige influi` anche il giudizio tutt`altro che negativo che il fascismo aveva dei sudtirolesi, considerati conservatori, cattolicissimi e legati alla terra, quasi un esempio per i rurali delle altre regioni del regno. la ricostruzione dei propositi fascisti di `conquista del suolo` e del loro sostanziale fallimento consente di cogliere le oscillazioni e le incoerenze della politica del regime verso le minoranze linguistiche, gli elementi di continuita` con il nazionalismo prebellico e con quello successivo al 1945, ma anche il modo tutt`altro che lineare attraverso cui il fascismo defini` l`identita` italiana.
dopo la resa dell`italia, l`8 settembre 1943, la lotta armata degli antifascisti e` l`ultimo capitolo di una lunga resistenza al fascismo durata piu` di venticinque anni. l`eroica battaglia dei partigiani in questo ultimo tragico epilogo del conflitto mondiale, diventato anche guerra civile, ha in parte oscurato la ricostruzione dell`intera storia dell`antifascismo, eroica quanto i diciotto mesi resistenziali. lunga e` stata la resistenza, iniziata nel 1919, costata feriti e caduti sotto i colpi degli squadristi, continuata dopo il 1922 nella clandestinita`, nell`esilio, nelle carceri e al confino. una condanna a vita per gli antifascisti che hanno sacrificato tutto, affetti, amori, lavoro, ma non si sono arresi. resi invisibili agli occhi degli italiani, a loro volta imprigionati entro le mura di una dittatura totalitaria, gli antifascisti non sono rimasti passivi testimoni delle liberta` e dei diritti perduti. si sono rinnovati nei valori e nei programmi politici; hanno aperto un confronto con i cattolici, i liberali e i democratici, restati da privati cittadini nel paese fascistizzato senza pero` rinunciare a trasmettere i loro ideali antifascisti alle giovani generazioni che il dittatore educava al culto dello stato fascista. su questo ricco patrimonio di pensiero, di saperi, di progetti per il futuro, gli antifascisti hanno costruito le fondamenta della nuova italia repubblicana e democratica.
epicuro e` considerato il "filosofo del piacere", ma il piacere - egli insegna - consiste nell`assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell`anima e chi vuole vivere nel piacere deve vivere come un asceta. perche` allora utilizzare questa parola tanto equivoca per indicare il fine dell`uomo? perche` e` proprio quando il corpo soffre o ha requie che l`io e l`anima emergono e si svelano a se` e agli altri. e proprio all`anima e all`io epicuro si rivolge, in un mondo in cui l`uomo si trova solo con se stesso, faccia a faccia con il mistero dell`esistenza. lo studio dell`opera condotto da carlo diano, il cui contributo all`interpretazione del filosofo greco e` universalmente considerato fondamentale, illustra con esemplare chiarezza i caratteri principali del pensiero epicureo ed e` reso in questa edizione ancora piu` dirimente grazie alla nuova presenza delle lettere di epicuro e dei suoi in appendice.