il romanzo narra la vicenda di tre amiche che dividevano la stessa stanza al college ma che poi, finiti gli studi, si sono perse di vista. dopo anni, si ritrovano a trascorrere una vacanza in un lussuoso ranch del wyoming. e` l`occasione per rinsaldare un legame rimasto forte a dispetto del tempo, ma anche per svelare antichi segreti, cancellare vecchie ferite e trasformare quei giorni, segnati da incontri inaspettati, in un punto di svolta delle loro esistenze.
"`david golder` e` un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto cio` che puo` essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro puo` assumere. oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denaro nel diciannovesimo secolo, o nella prima parte del ventesimo: una fiamma ardentissima, una colata di sangue disseccata, sbarre d`oro sciolte e di nuovo pietrificate. diventava eros, pensiero, sensazioni, sentimenti, fango, abisso, potere, violenza, furore, come nella come`die humaine ... `david golder` e` un libro durissimo e secchissimo, che incide di continuo terribili ritratti, che in parte ricordano la memorialistica e la tradizione aforistica francese." (pietro citati)
"esclusi perditempo" e` una raccomandazione che compare spesso, nei cosiddetti annunci personali, e che andrebbe estesa a quegli scrittori (cioe` quasi tutti) che parlano di sesso per sentito dire, ripescando reminiscenze vetuste, o peggio lavorando di fantasia. e un rischio che david henry sterry non corre, dal momento che per un anno della sua vita ha effettivamente praticato, a livelli di eccellenza, il mestiere fra tutti piu` carico di tradizione. che si rivela anche, nelle pagine di questo libro, il piu` movimentato, e il piu` divertente, oltre che per certi versi il piu` atroce. certo e` una carriera che, come ogni altra, ha i suoi margini d`imprevisto. quando dopo una notte brava finita male viene salvato da un immane e indimenticabile nero, che prima lo mette a cottimo in un suo locale a friggere polli, quindi lo instrada a una carriera di pollastro, il giovane david accetta. ma lo fa senza mettere in preventivo nulla, senza immaginare che si ritrovera` nudo, a parte un grembiulino, a lavare piatti mentre due signore si intrattengono alle sue spalle, ne` che un`altra cliente gli chiedera` di vestirsi e di farsi trattare come il figlio che ha perduto.
queste "ombre bianche", cioe` "storie brevi, divertimenti e dialoghi; infine occasioni, satire scritte negli ultimi quindici anni" che flaiano raduno` nel 1972 nella certezza che la realta` avesse ormai superato la satira, raccontano di . vi ritroviamo dunque il flaiano piu` risentito, impassibile e feroce, capace come pochi di mostrarci le allucinazioni di cui siamo vittime: e mentre legge e sorride e` come se uno spiffero gelido investisse d`improvviso il lettore, perche` nei mostri messi in scena riconosce, non solo la realta` che lo circonda, ma a tratti, e con raccapriccio, un po` di se stesso.
quando il giovane nietzsche pubblico` la nascita della tragedia, subito la corporazione dei grecisti si risenti` - e wilamowitz lo attacco` con un pamphlet feroce. aveva buone ragioni, perche` quel testo di nietzsche minacciava tutto l`assetto degli studi classici. ma una vera risposta a wilamowitz sarebbe venuta solo nel corso del novecento, dall`opera di kere`nyi. sin dagli inizi degli anni trenta, e poi attraverso il dialogo e la collaborazione con jung e thomas mann, kere`nyi sviluppo` una visione della grecita` che permetteva di risalire alle origini di quella che egli chiamo` mitopoiesi e mostrava come una rete possente di simboli innervasse ogni aspetto della vita greca. se c`e` un libro dove questa visione si presenta nelle sue piu` svariate sfaccettature - ciascuna delle quali corrisponde a un aspetto delle molteplici ricerche di kere`nyi -, e` proprio religione antica, apparso per la prima volta nel 1940 e nella sua edizione definitiva nel 1971. non e` un trattato ne` un`opera sistematica, ma un felice tentativo di illuminare eventi e categorie indispensabili per accedere al mondo classico, come gia` si puo` desumere dal titolo di alcuni capitoli: , , , , , , . e ogni volta kere`nyi ci addita la via regale per avvicinarsi a questi temi.
sir hugo coal non e` mai stato un filantropo. anche quando non vegetava sulla sedia a rotelle, aveva la tendenza a considerare gli esseri umani meno comprensibili ed eleganti dell`enorme scheletro di sauro che andava pazientemente ricostruendo. ma quello che vede ora, nella sua villa, nei rari momenti in cui i suoi familiari non lo costringono a fissare una parete, gli piace anche meno. e` chiaro che fledge, l`ambiguo maggiordomo, sta ordendo una sua trama assai sinistra. di quella trama la moglie, la figlia e sir hugo stesso, fanno piu` o meno consapevolmente parte. quel che e` meno chiaro e` in che modo sir hugo possa usare l`unica arma peraltro letale - che gli resta, il suo "sguardo fisso di lucertola".
questo volume dell`epistolario copre un quinquennio fondamentale nella vita di nietzsche. dopo la stesura della nascita della tragedia e delle considerazioni inattuali, egli comincia ad avvertire il peso della filologia come mestiere e avvia quel processo di emancipazione della metafisica e di ricerca della "liberta` di pensiero" che lo allontanera` definitivamente da schopenhauser e da wagner.
al centro della foresta della notte dorme la bella schizofrenica, in un letto dell`hotel re`camier. t. s. eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualita` di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana".
chi fu socrate? sembra una domanda scontata: tutti hanno nella mente un`immagine del filosofo che non lascio` nulla per iscritto, uno tra i piu` noti e affascinanti pensatori di ogni tempo. ma proprio per questo la risposta non e` univoca: ciascuno si sente padrone della sua figura, e la modella secondo i propri interessi, la propria mentalita`, la propria fantasia. cosi` e` successo fin dall`inizio: gli autori che di socrate ci hanno lasciato il profilo piu` completo - aristofane, platone, senofonte - ne tracciano ritratti talvolta addirittura in contraddizione tra loro. come conciliare infatti l`immagine del sofista approfittatore divulgata dalle "nuvole" aristofanee con quella del filosofo tutto d`un pezzo tratteggiata nell`"apologia" platonica? questo volume raccoglie dunque i testi antichi piu` importanti per la comprensione del personaggio socrate e del suo pensiero e, grazie a un`approfondita e godibile introduzione, offre un percorso critico che chiarisce al lettore quanto di cio` che si conosce del filosofo ateniese possa riferirsi al socrate storico, e quanto invece - e perche` - la sua immagine sia stata modificata per renderla portatrice di ideali di volta in volta diversi, ma altrettanto significativi.
marie-dominique chenu (1895-1985) e` stato un esponente di prestigio dell`ordine domenicano. alla meta` degli anni `30 le tesi in cui egli elabora la propria critica radicale a una teologia incapace di accettare fino in fondo il dato della storia e di leggere i segni dei tempi, verranno condannate da roma e messe all`indice. nel corso del vaticano ii a chenu si guarda con sospetto e timore; cio` nonostante la sua partecipazione a diversi momenti chiave del concilio e` intensa e proficua. tenuto durante i lavori conciliari, questo diario costituisce dunque un osservatorio privilegiato.
in una capri dove l`incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, axel munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire san michele, la splendida casa in cui potra` essere pienamente se stesso. la storia di san michele, scritta su consiglio di henry james in un momento doloroso per l`autore ormai anziano e malato agli occhi, racconta l`impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno. munthe parla di se` e dei suoi tempi, rievoca un`europa cancellata dalla guerra, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, e coglie con straordinaria semplicita` il legame che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. nel suo rifugio puo` consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga "nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni".
"migrazioni", epos possente dove si mescolano i destini di alcuni singoli e quelli di un intero popolo - i serbi che nel settecento abitano la terra della vojvodina, al confine tra l`impero austroungarico e quello ottomano -, e` dominato da un senso di smarrimento e di sradicamento, dalla nostalgia di ogni patria perduta e dal sogno di ogni terra promessa, nonche` dalla percezione di un fluire perenne, cieco e rabbioso, di correnti sotterranee che bagnano le radici della storia.
tra la fine dell`ottocento e l`inizio del novecento il progresso scientifico e tecnologico modifico` radicalmente la vita quotidiana dei popoli occidentali. l`arte, naturalmente, non poteva non essere coinvolta in simile cambiamento. il critico berlinese walter benjamin fu tra i primi e piu` acuti indagatori di tale fenomeno. nei suoi saggi il filosofo intravede e teorizza la nuova funzione e la nuova natura dell`opera d`arte, che da capolavoro dal valore puramente estetico avvolto da un`aura quasi magica, grazie ai nuovi media tecnologici, capaci di diffonderla indefinitamente su scala planetaria, assume un ruolo politico e sociale, come gia` stava emergendo nella fotografia, nei film di ejzenstejn e chaplin e come si preparava a fare la radio. nell`introduzione giulio schiavoni, autore della limpida traduzione, guida il lettore nel percorso critico e ideologico dell`autore.
di lei credevamo di sapere tutto: dalla nascita a kiev nel 1903 alla morte ad auschwitz nel 1942, dall`avventura del manoscritto di "david golder", inviato anonimo nel 1929 all`editore grasset, al manoscritto salvato di "suite francese", apparso nel 2004 e tradotto ormai in trenta lingue. sbagliavamo: philipponnat e lienhardt ce lo dimostrano in questa biografia. per tre anni, costantemente affiancati dalla figlia di ire`ne, denise epstein, gli autori hanno consultato le carte inedite della scrittrice: la corrispondenza con gli editori come gli appunti presi a margine dei manoscritti, i diari come i taccuini di lavoro. un`opera che non solo fa risorgere dall`oblio con una vividezza sorprendente le diverse fasi dell`esistenza di ire`ne (l`infanzia nella russia prima imperiale e poi rivoluzionaria, la fuga prima in finlandia e poi in svezia, la giovinezza dorata in francia, i rapporti con la societa` letteraria degli anni trenta, gli sconvolgimenti della guerra, gli ultimi mesi di vita nel paesino dell`ise`re dove si e` rifugiata con la famiglia), ma coglie e restituisce tutte le sfaccettature di una personalita` complessa, affrontandone senza remore di alcun tipo anche gli aspetti piu` discussi e contraddittori.
"`nelle vene dell`america`, che william carlos williams, uno dei maggiori poeti americani del nostro secolo, compose circa quarant`anni or sono, e` tra i libri piu` singolari che siano mai stati dedicati all`interpretazione di un paese e di una civilta`. soccorso da una immaginazione vibratile, williams discende nelle profonde vene dell`america: interroga gli eroi della sua storia, da colombo fino a lincoln: raccoglie documenti, brani di diario, frammenti di testimonianze e se ne appropria, come ori e gemme barbariche sul petto di un conquistatore: alterna splendidi poemi in prosa, autobiografie immaginarie di esploratori, bellissimi dialoghi, confessioni e violenti sarcasmi. alla fine di questa interrogazione, i volti diversi si cancellano, i fatti storici si amalgamano, tutte le voci diventano le sfumature di una voce sola. l`america di william carlos williams e` un unico, immenso corpo femminile, disteso tra due oceani, che possiede la drammatica inesauribilita` delle figure mitiche." (pietro citati)
. (orson welles) con uno scritto di tatti sanguineti.
le poesie di michelstaedter ci fanno sentire, in un`altra forma, la stessa vibrazione estrema di la persuasione e la rettorica. composte fra il 1900 e il 1910, risentono solo superficialmente del clima letterario italiano di quegli anni. mentre subito vi affiorano quei temi ultimi a cui michelstaedter dedico` la sua riflessione filosofica: i temi di chi e` mosso da un`invincibile vocazione a spingersi al di la` del bordo della vita, . all`inizio con timbro adolescenziale, e ancora tenuto alla sudditanza verso temi obbligati, poi con un piglio sempre piu` sicuro, e distaccandosi rapidamente da ogni dipendenza, michelstaedter svela anche qui il suo dono specifico, quello dell`immediatezza nel pensiero, e ci guida attraverso un mare sempre piu` aperto e pericoloso, il vero , un mare assente, rispetto al quale si puo` dire che .
il romanzo racconta tre momenti nella vita di uno scrittore poco piu che trentenne, leo, alle prese con l`enorme dolore per la perdita del compagno, thomas, giovane musicista tedesco. la loro relazione viene raccontata attraverso lunghe riflessioni e continui flashback. leo e uno scrittore di successo, che vive tra milano, parigi, londra e firenze; thomas, invece, a berlino ovest. i due amanti si incontrano spesso in giro per l`europa, trascorrono le vacanze insieme, ma vivono in due camere, separati da duemila chilometri di distanza. hanno cosi la possibilita di vedersi quando desiderano, ma anche di ritirarsi nella propria solitudine. finche thomas non inizia una relazione con una ragazza. questo strano rapporto a tre scatena vere e proprie crisi di gelosia in leo, ma si interrompe presto per via della malattia incurabile di thomas, che, poco piu che venticinquenne, muore in un ospedale di monaco.