paolo ha appena finito la seconda media quando, nell`estate del 2008, mentre e` in campeggio con gli amici, si accorge che qualcosa non va, il suo ginocchio sinistro e` gonfio. una volta a casa gli esami lo mettono di fronte all`ultima cosa che si sarebbe aspettato: ha un osteosarcoma... cento casi all`anno in italia. da quel momento cambia tutto: niente basket, niente computer, niente uscite con gli amici. paolo capisce di dover mettere in campo una risorsa che non gli manca: un po` di sfrontatezza; il coraggio di affrontare la "sfiga" tra impegni e distrazioni. una lotta che decide di raccontare prima in un blog e poi in questo libro. quattordici cicli di chemioterapia, quattro interventi chirurgici, sfilze di esami e terapie di riabilitazione. la vita d`ospedale, l`antidoto del gioco (le bische clandestine coi compagni di stanza, le sgommate in carrozzina, gli scherzi dei clown). la paura, lo sconforto, e persino il dolore si possono superare grazie all`affetto di chi gli sta vicino e con la caparbia riconquista di spazi di normalita`. paolo rientra in classe dopo mesi di lezioni a domicilio, torna sui campi di basket a tifare per la sua squadra, esce coi compagni per una pizza. l`antidoto piu` potente, pero`, e` la sua incredibile volonta` di non lasciarsi sopraffare dalla malattia e non rinunciare mai ai propri sogni: vuole diventare un grande chef e lavorare sulle navi da crociera.
"lessico famigliare" e` il libro di natalia ginzburg che ha avuto maggiori e piu` duraturi riflessi nella critica e nei lettori. la chiave di questo romanzo e` delineata gia` nel titolo. famigliare, perche` racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i levi, a torino tra gli anni trenta e i cinquanta del novecento. e lessico perche` le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. scrive la ginzburg: "noi siamo cinque fratelli. abitiamo in citta` diverse, alcuni di noi stanno all`estero: e non ci scriviamo spesso. quando c`incontriamo, possiamo essere, l`uno con l`altro, indifferenti, o distratti. ma basta, fra noi, una parola. basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. ci basta dire `non siamo venuti a bergamo per fare campagna` o `de cosa spussa l`acido cloridrico`, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole".
un albero si innamora di un bambino. un bambino si innamora di un albero. l`albero gli regala i suoi frutti. il bambino gioca con le sue fronde. l`albero lo ripara alla sua ombra. il bambino cresce, diventa sempre piu` esigente. l`albero invece e` sempre li`, immutabile e disponibile. felicita`, tristezza, amore avrebbero potuto essere sentimenti vissuti allo stesso modo da un uomo e da un albero, poiche` entrambi sono parte della natura. ma gli equilibri sono stati alterati e l`amore incondizionato, la capacita` di donare e di accettare l`altro sono rimaste prerogative di pochi: dei veri eroi del nostro tempo. eta` di lettura: da 4 anni.