Il famoso secondo album della band di Stills, Furay e Young
con l'Electro-acoustic Ensemble
il libro raccoglie 24 saggi di altrettanti autori inglesi in una sorta di scorribanda che, dalla seconda meta` del `700 fin quasi ai nostri giorni, spazia in un territorio vastissimo. si inizia alla vigilia della rivoluzione francese, si attraversa la grande stagione della pubblicistica romantica (lamb, de quincy, hazlitt), passando per vittoriani come stevenson e butler, decadenti come heerbohm, paradossali fustigatori come chesterton, profeti visionari come d. h. lawrence, fino ai moderni epigoni (huxley, orwell, graves...), per chiudere con virginia woolf. una carrellata fra narrativa, autobiografia e saggio critico, generi fusi e riproposti ogni volta in modo unico e innovativo.
capolavoro assoluto del teatro rinascimentale italiano, la "mandragola" e` anche un amaro e disilluso ritratto di firenze e dell`italia del primo cinquecento, abitata da uomini mossi dagli istinti piu` primordiali e privi di ogni determinazione morale o ideale. ossessionato dal desiderio di paternita`, lo sciocco messer nicia si affida al sedicente medico callimaco che, innamorato della bella moglie di nicia, gli promette di guarirne la sterilita` con una pozione di mandragola dalla letale (quanto falsa) controindicazione: il primo che fara` l`amore con lucrezia morira` entro otto giorni. e il primo sara` naturalmente callimaco travestito, che nicia stesso, gongolante, condurra` al letto della moglie. una commedia insieme vitalistica e pessimistica, che il commento di rinaldo rinaldi illustra in tutta la sua poliedrica complessita`.
il mondo dell`opera lirica e` fascinoso e bizzarro, grottesco e sublime. i suoi protagonisti non sono da meno. lasciatelo dire a carla maria casanova che ci bazzica dentro da 60 anni. ascoltandoli, rincorrendoli, viaggiando per tutto il mondo, cacciandosi in avventure spericolate, raggiungendo mete impensabili o subendo fiere sconfitte. per fortuna, non le manca l`ironia. e comunque sempre grandissimo e` l`entusiasmo.
nonostante petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle "rime sparse" - in volgare appunto - che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. e, in volgare, petrarca scrisse anche i "trionfi", che lo impegnarono quasi trent`anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. l`opera e` costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralita` universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la "commedia" di dante. nel loro essere rimasti incompiuti pero`, i "trionfi" mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant`anni che dividono il capolavoro dantesco dall`opera di petrarca: cinquant`anni che avevano visto il passaggio dal medioevo all`umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall`ideale moralizzatore alla concentrazione sull`io e sulle sue debolezze.
Il primo volume dell'opera folk Lines, Edizione in digipack
un teatro che stringa " in pochi minuti, in poche parole e in pochi gesti innumerevoli situazioni, sensibilita`, idee, sensazioni, fatti e simboli": questa e` l`idea che il vulcanico filippo tommaso marinetti propugno`, insieme ai compagni del primo futurismo, riunendo, a titolo d`esempio, in due raccolte del 1915, un`ottantina di "sintesi". una parte di questi " microattiunici " e` indubbiamente legata alle contingenze politiche e di costume e per questo si rivela oggi caduca. ma un buon numero sono ancora di una straordinaria vivezza, sia per il vigore della polemica culturale e morale, sia per l`audacia della scrittura scenica. nella scelta di guido davico benino, marinetti, balla, boccioni, corra, cangiullo, depero, folgore, covoni e compagni riescono veramente a coinvolgere nel loro ardimentoso progetto di una drammaturgia "minima", dall`eccezionale tensione alogica e dinamica.