siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia cosi` misera che puo` guardare dal basso la poverta`, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribu` verso la sopravvivenza. tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore crea con le sue parole un prodigio di comicita` e vitalita` contagiose, dove tutte le atrocita` diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa.
nel 1956 dominique e aliette lapierre approfittano di un momento in cui le relazioni diplomatiche tra francia e urss sono particolarmente buone e ottengono il permesso di viaggiare in terra sovietica in qualita` di reporter per "paris match". affiancati da una coppia di giornalisti di un quotidiano della gioventu` comunista, hanno l`opportunita` di muoversi in assoluta liberta` tra mosca, kiev, yalta, fino ad arrivare in georgia lungo la "strada del sud". intervistano i contadini dei kolchoz e le commesse dei grandi magazzini moscoviti, visitano luoghi storici o di culto, entrano nelle case di una popolazione straordinariamente ospitale e incontrano zingari e misteriose tribu` "che neppure la rivoluzione ha osato toccare".
il mito ottocentesco di venezia, citta` di spie e intrighi, e` stato anche alimentato dal ferreo controllo che il consiglio dei dieci manteneva sulla citta` e i suoi territori. strumento essenziale del potere politico erano le denunce anonime, depositate in apposite bocche di pietra, spesso indicanti il reato contro cui testimoniare. paolo preto parte dallo sviluppo del sistema giuridico attraverso i secoli per tracciare una storia della repubblica veneta attraverso le denunce segrete, soffermandosi in particolare sul periodo dopo il seicento, quando le autorita` controllavano e indagavano su quasi ogni aspetto della vita politica e sociale, ma anche sulla sfera morale dei singoli cittadini.
il romanzo e` cosi` straordinariamente intessuto di riflessione politica, ideologica e psico-sociologica che non si lascia afferrare pienamente nella sua complessita` a una prima lettura. ne occorrono molte. ma fin dall`inizio, anche al lettore meno avvertito, s`imprime con stupefacente verita` umana il dramma dell`unico vero protagonista: nicolai stavroghin. un enorme concentrato di energia fisica e intellettuale senza direzione, di potenzialita` immensa destinata, priva com`e` di ogni autentico fine, alla corruzione e alla dannazione di tutto cio` che con essa viene a contatto. destinata, infine, all`autodistruzione nel piu` assoluto vuoto di senso. il vero demone del romanzo non e` lo spietato e cinico terrorista nichilista, ma la "pazzia morale" del protagonista, che fomenta tutto il male possibile per una sorta di celia accidiosa, senza godimento, senza partecipazione, senza rimorso, senza nostalgia del bene irrimediabilmente distrutto.
con questo breve testo redatto nel 1936 per la voce "la famiglia" dell`"encyclope`die francaise" lacan, partendo dall`inserzione dello stadio dello specchio - il conflitto tra l`io e il suo doppio idealizzato - nel quadro teorico freudiano, rifonda tutto l`impianto teorico psicoanalitico che ruota intorno al complesso edipico.
conservare bellezza e giovinezza a ogni costo, vivere in un infinito presente anche se il prezzo e` un`infinita dannazione: la storia di dorian gray e` probabilmente una delle piu` note che la letteratura abbia mai raccontato, e non c`e` generazione di lettori che non si sia confrontata con la straordinaria favola per adulti scritta da oscar wilde. una favola che intreccia personaggi, o meglio anime molto diverse tra di loro: da dorian gray, il dandy che espia il proprio edonismo con la vecchiaia, a lord henry, il cui spirito cinico e decadente richiama quello dello stesso wilde. ma proprio l`intrecciarsi di tante anime, insieme alla fortissima tensione narrativa, fa si che l`incanto del ritratto resti intatto nonostante il passare del tempo.
per claudio sessa raccontare "le eta` del jazz" e` una vera e propria missione. "improvviso singolare" amplia l`esplorazione iniziata con "le eta` del jazz. i contemporanei", la prima approfondita ricognizione della sfaccettata scena dei nostri giorni. ora sessa ci accompagna tra le stagioni, i protagonisti, i capolavori e le innovazioni di un intero secolo di jazz. per sua natura inclusiva e pluridimensionale, questa musica tende a sfuggire a ogni classificazione. ma la forza e l`originalita` del jazz risiedono proprio nella sua capacita` di trasformazione e di sintesi: individualismo e ricerca collettiva, tradizioni e sperimentazioni, spontaneita` e dimensione industriale convivono in un`arte sempre alle soglie del paradosso. per questa duttilita` il jazz rappresenta forse la metafora artistica piu` precisa e sofisticata della societa` in cui oggi siamo immersi: fondendo il pensiero musicale africano e quello europeo in terra americana, e` diventato un linguaggio universale e ha modificato l`immaginario sonoro di tutto il pianeta. in questo libro sessa rievoca i tanti sviluppi che il jazz ha vissuto nella sua storia - dallo stile new orleans all`impetuosa scena newyorkese, dallo swing al bebop, dal cool al free, fino alle avanguardie piu` recenti - aggiungendo alla ricostruzione storica e all`interpretazione critica la guida all`ascolto di quasi duecento brani emblematici di questo percorso. prefazione di franco d`andrea.
iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "il mestiere di vivere" accompagna cesare pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull`arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidita` la sua incessante autoedificazione poetico-letteraria, l`evoluzione di un personale mestiere di vivere.
la raccolta che rivelo` pavese scrittore concentra e mette a fuoco un intero universo esistenziale, quello che sara` successivamente declinato nei romanzi e nei racconti. la torino dei viali, dei corsi, dei prati, delle sponde del po, delle strade in salita fra siepe e muro, popolata da creature sradicate e notturne; una campagna che non e` solo e necessariamente langa, ma tende a trasfigurarsi in una dimensione mitica e primordiale; un io che rimane distinguibile, nell`irredimibilita` della propria solitudine e nell`anelito amoroso e fantastico, pur se mimetizzato nel racconto di vicende altrui. prefazione di vittorio coletti.
"what happened, miss simone?" e` la storia di una bambina nera del sud che insegui` un talento prodigioso e divenne nina simone; di nina simone imprevedibile e tormentata, che attraverso` il proprio tempo e divenne la sacerdotessa del soul; del soul che rincorse le sue dita sul piano, tra le fughe di bach e il cuore del blues; e` la vita e la leggenda di una donna che marcio` con luther king e malcolmx, che canto` orgoglio e segregazione, che fece piangere e ballare. e la storia di una voce profonda e oscura, di una voce brutale e sincera che parlava d`amore e scagliava accuse, di una donna incapace di chiedere scusa, del suo disturbo mentale, di occhi severi e solitudine; della meraviglia di "sinnerman", della rabbia di "mississippi goddam". alan light scrive la biografia piu` completa dedicata a nina simone: dall`esordio a dieci anni - in cui si rifiuto` di suonare finche` i suoi genitori non poterono sedersi con i bianchi - ai trionfi della carnegie hall, dal sogno di diventare una grande pianista classica alla consacrazione pop con il successo planetario di "my baby just cares for me". nato come arricchimento dell`omonimo documentario candidato all`oscar, con documenti nuovi e inediti, "what happened, miss simone?" insegue, tra le cadute e i trionfi, il fantasma di una regina del jazz che visse con la stessa ruvida autenticita` il suo tempo, la sua razza e il suo sesso, amo` molti uomini, fu picchiata dal marito e oppresse sua figlia.
1839, la dolce estate francese. fre`de`ric chopin raggiunge george sand a nohant: per sette estati tornera` nella grande casa circondata da parchi e boschi, e li` comporra` le sue opere piu` alte, piu` toccanti, come la berceuse e la barcarola. e una stagione, questa, luminosa e torbida, malinconica ed eccitante, percorsa da fitti intrecci familiari, intimi e mondani. ha inizio con l`incontro parigino tra la scrittrice e il compositore, prosegue con il loro sfortunato soggiorno a maiorca - dove chopin, ammalato, sperimentera` una visionarieta` senza precedenti -, per arrivare ai pomeriggi e alle sere a nohant, soli o circondati da un "piccolo mondo" di artisti con i quali conversare a lungo di musica e pittura, almeno fino a quando l`urgenza del comporre non costringe chopin a chiudersi nella sua stanza e li` improvvisare, scrivere, cancellare e riscrivere. ripercorrendo ognuno di questi passaggi, la narrazione di piero de martini, conoscitore quanto mai della vita e dell`opera di chopin, torna incessantemente a un interrogativo finora poco indagato: quanto la relazione con george sand e la vita a nohant influirono sulla sua arte?
ventisette dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppure sconfinanti nel tragico, in cui gli de`i e gli eroi della grecia classica (da edipo e tiresia a calipso e odisseo, da eros e ta`natos a achille e patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la profondita` del dolore e l`irrevocabile condanna della morte. con la loro musica ammaliante, a meta` tra prosa e poesia, i "dialoghi con leuco`" svelano la necessita` storica del mito, e ne esaltano la missione: comunicare il vero sull`essenza dell`uomo una volta per tutte.
all?uscita di questo libro, nel 1996, alessandro baricco scrisse: "meglio se le vostre cellule cerebrali non hanno piu di quarant?anni, se no rischiate di scivolarci sopra come una mano su una grattugia". e la storia di misty, una venticinquenne che si trasferisce dall?adriatico a londra per prestare strani servizi a domicilio, praticando voyeurismo con uomini e donne esibizionisti. si veste di tulle, latex e "tacchi a spillo blu codeina", beve collutorio e si annichilisce platealmente nelle esperienze piu estreme - ma anche nel tumulto di una cultura anarchica e antagonista, tra un disco di courtney love, un manga, un anime e una sigaretta francese. e il racconto di un tempo che si e scollato dalla realta, dove le ore arrivano fino a 27, o a 28, e i protagonisti si muovono in un tableau vivant a meta strada tra alice nel paese delle meraviglie e un film di shin?ya tsukamoto, in un romanzo-playlist che se fosse letto al contrario non perderebbe niente della sua forza. e poi c?e la scrittura di isabella santacroce, che modifica ogni regola e la riadatta - al punto che, negli anni, in molti hanno provato a imitare questo modo di narrare le cose, violento ed elegiaco, sincopato e abbacinante. secondo capitolo della trilogia "dell?incoscienza", destroy e il romanzo che in italia ha influenzato piu di una generazione di lettori e il piu odiato da chi non ha saputo coglierne la forza innovatrice; e il libro che ragazzi e ragazze si portavano ai concerti degli smashing pumpkins o di marilyn manson, per fare di isabella santacroce non solo una scrittrice "incantatoria e stupefacente", come l?avrebbe definita cesare garboli, ma un mito da seguire come una cantante rock.
con questa formula - citata e contestata, ripetuta e rimodellata, odiata e osannata - "gli strumenti del comunicare" di marshall mcluhan ci interroga dal 1964: una riflessione sulla comunicazione come aspetto specifico della vita umana che e` oggi a tutti gli effetti un classico contemporaneo, capace ancora di stimolare analisi e giudizi. inclassificabile, irriducibile a una categoria del pensiero o della scienza - semiotica, sociologia, teoria dei media - cosi` come a una corrente (quella del determinismo tecnologico, per fare un esempio), questo libro mostra al lettore in modo lucido e argomentato come i media, dall`alfabeto fonetico alla stampa, dal telegrafo alla radio, dall`abbigliamento alla tv fino al denaro, siano metafore che veicolano e insieme trasformano quello che toccano: cio` che vogliamo dire, ma anche cio` che ci circonda, le realta` umane, individuali e collettive. ricorrendo a uno stile eclettico e a una grande creativita`, in queste pagine mcluhan da` vita a intuizioni innovative come , e , destinate a entrare nel linguaggio comune. quest`opera e` un`esplorazione del mondo della comunicazione che riesce a trascendere l`inesauribile evoluzione del suo oggetto; una lente attraverso la quale osservare non solo gli schermi che ci circondano ma la nostra stessa storia.
c`e un momento, mentre ascoltiamo una canzone, in cui qualcosa si accende. non e soltanto una questione di note o di tecnica: e una risonanza, un punto preciso in cui la musica ci "riconosce". e li che un brano smette di essere solo suono e diventa esperienza. in come sono, suona susan rogers, leggendaria produttrice e tecnica del suono, e il neuroscienziato ogi ogas partono dagli studi di registrazione per arrivare a una scoperta tanto semplice quanto rivoluzionaria: la musica non e completa finche non incontra chi l`ascolta. intrecciando memoria personale e ricerca scientifica, gli autori disegnano cosi la mappa del nostro "profilo uditivo", l`insieme delle sette dimensioni - genunita, realismo, originalita, melodia, testi, ritmo, timbro - che determinano cio che ci emoziona davvero. uno studio che ci rivela che imparare a riconoscere cio che ci fa innamorare di un disco significa avvicinarsi a cio che siamo, perche ognuno di noi possiede un punto sensibile diverso: c`e chi cerca la sincerita "dal collo in giu", chi si perde nei paesaggi sonori astratti, chi vibra per un`imperfezione che rende tutto piu umano. in quelle differenze si nasconde la nostra identita. questo libro non insegna a leggere uno spartito, ma ad ascoltare se stessi mentre si ascolta la musica. un saggio appassionato e luminoso che unisce cultura pop e neuroscienze, trasformando ogni lettore in un ascoltatore piu consapevole. perche la musica non suona soltanto: suona come siamo.
?&© 2002 Capitol Records, Inc.
Record April 29, 1969, in the East Room of The White House, Washington, D.C.
"sofia coppola: forever young" e` un viaggio immersivo nella vita e nella carriera della regista americana, dalle prime esperienze artistiche fino ai film che l`hanno consacrata come la voce di una generazione. per qualcuno sofia coppola e` l`immagine di kirsten dunst negli abiti settecenteschi di una marie antoinette circondata da torte e macaron. per altri e` le parole inudibili che bill murray sussurra nell`orecchio di scarlett johansson nella tokyo del finale di lost in translation. per altri ancora e` l`acqua azzurra della piscina dello chateau marmont in somewhere, dove stephen dorff gioca con la figlia interpretata da elle fanning. qualunque sia la scelta, in ognuno dei suoi film coppola e` riuscita a fare di qualcosa di impalpabile un`icona in cui potersi riconoscere e sentirsi compresi. questo libro ci apre le porte del suo immaginario, dai riferimenti estetici e musicali fino alle scelte dei costumi e della fotografia; una magia segreta seppure sotto gli occhi di tutti, capace di rendere ogni spettatore "giovane per sempre". prefazione di alice rohrwacher.