agli inizi degli anni `70, un`e`quipe di psicologi e neurofisiologi americani della menninger foundation invita uno swami a sottoporsi a una serie di esami di laboratorio, per documentare gli straordinari poteri di controllo sul corpo raggiunti dagli yogin con la meditazione. il fascino che emana dall`imprevedibile personalita` di swami rama, un`insospettabile combinazione di saggezza e straripante vitalita` infantile, spinge l`e`quipe a spostarsi nei luoghi sacri del gange, per incontrare swami, baba, yogin, contribuendo cosi` a gettare un ponte tra le due culture, quella americana con il suo laboratorio portatile di bio-feedback e quella indiana, con il suo messaggio d`eternita`. l`autore, all`epoca dello studio assistente personale dello swami, prosegui` poi le sue ricerche antropologiche e culturali in india, e offre in questo libro un ritratto appassionante del meraviglioso mondo indiano, con attenzione, obiettivita` e senso dell`umorismo.
molti scorgono fra le proprie aspirazioni e la propria esperienza effettiva una frattura, una distanza, come se il ponte tra le limitazioni della condizione umana e il proprio potenziale spirituale fosse crollato. diventa automatico, allora, chiedersi che cosa hanno di buono una visione o un`aspirazione spirituale se non sappiamo come renderle reali. l`autore ci porta a percorrere la via della fiducia nella mente, nell`essenza indistruttibile di noi stessi, che e` descritta nei testi in tanti modi diversi, ma che rimane sempre il nucleo essenziale del nostro essere.
nate in epoche in cui la sopravvivenza dipendeva dalla capacita` di annientare un avversario, le arti marziali giapponesi non sono pero` solo tecniche di combattimento. permeate dei principi dello zen, hanno sempre avuto una componente spirituale che ha contribuito a rendere i samurai, i ronin, i ninja, affascinanti, almeno per l`immaginario occidentale, come sacerdoti della morte. essendo vie verso la conoscenza di se` e del mondo, verso l`illuminazione, contengono lezioni ancora oggi preziose. e questo e` l`aspetto che vuol privilegiare qui l`autore, sottolineando come gli anni di sforzo e di allenamento non producano solo una grande capacita` tecnica, ma una mente libera da presunzione, arroganza, paura, aperta ai segreti dell`universo.
l`autore ha individuato come il sogno contribuisca in maniera determinante all`opera di ricostruzione e disintossicazione della mente e ne ha scoperto il grande e complesso contributo al funzionamento e all`integrazione della psiche. i molti compiti che la fisiologia ha assegnato al sogno vanno infatti, ben al di la` di quanto i geniali pionieri dello studio dell`inconscio, freud e jung, avevano supposto. la loro chiarificazione contribuisce all`utilizzazione terapeutica della trama onirica. viene cosi` presentato uno studio sul sogno che, seguendo l`impostazione teorica e la prassi dell`analisi mentale, fornisce la spiegazione coerente di un fenomeno che ci ha sempre affascinato e inquietato.