nel 1995, naipaul torna dopo circa vent`anni in quattro paesi sconvolti in diversa misura dal trionfo dell`islam. in indonesia, un`antica societa` pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla mecca, ma senza perdere d`occhio l`andamento dei corsi nazionali. in iran, l`ayatollah khalkhalli e` agli arresti domiciliari, mentre nella sua qom ogni furore iconoclasta appare spento. in pakistan, l`oro saudita con cui il presidente zia e` andato al potere e` servito essenzialmente a far scatenare faide tribali. intanto in malesia, la gioventu` islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del sud-est asiatico.
scritte da due persone sofferte, lacerate, sempre a rischio, ma anche colte, brillanti, geniali, scritte di getto, telegrafiche o piu` spesso lunghe e a volte lunghissime, riprese nel corso dei giorni, ininterrotte nel corso di un trentennio, attraverso citta`, stati, continenti (da un quartiere all`altro di new york come da una sponda all`altra dell`atlantico, da boston a key west, da firenze a washington, da rio al maine), le lettere di questo epistolario tra gli ultimi due grandi poeti americani sono debordanti di vita, allegre e atroci, piene di notizie e umori, pregne d`idee e pettegolezzi, alimentate da argomenti poetici, politici, economici, arricchite di veri e propri racconti. e amore a prima vista, e amore impossibile: per le crisi maniacali di lui, per le tendenze sessuali di lei. l`ala della follia, dell`alcolismo, del suicidio stende un velo d`ombra sui loro passi. eppure amore e`. tutto congiurerebbe a separarli: l`eterno vagabondare dell`ulisside elizabeth, donna dai molti percorsi, i suoi soggiorni prolungati nei paesi piu` lontani, le sue disavventure sentimentali, spesso tragiche; l`eterno battagliare con genitori, consorti, amanti, amici e soprattutto, sempre sconfitto, con se stesso dell`achilleo cal, ultimo puritano dolorosamente innamorato di dioniso. e invece nulla intacca mai davvero il loro legame: quella liberta` segreta che hanno gli amanti innerva un`amicizia a briglia sciolta, dal tono cospiratorio, che non ha riscontro in altri grandi sodalizi artistici.
munito solo di uno zaino da alpinista, un vecchio cappotto militare, scarponi chiodati, l`"oxford book of english verse" e un passaporto nuovo di zecca che gli attribuisce la professione di studente (anziche`, come avrebbe auspicato, quella di vagabondo), nel dicembre del 1933 patrick leigh fermor abbandona londra e una carriera scolastica sciagurata e ribalda. ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l`europa a piedi e raggiungere costantinopoli. quando vi arriva, il 1? gennaio 1935, e` ormai un altro: non solo si e` lasciato per sempre alle spalle disastri e misfatti, ma ha sviluppato una rara forma di nomadismo e l`arte, ancora piu` rara, di trasmetterlo agli altri. che contempli lo splendore barocco dello schloss bruchsal o le nodose mani dei contadini fra cipolle tagliate, caraffe sbeccate e pane integrale; che dorma in un fienile steso come un crociato sulla tomba o nel "capanno da caccia" del barone pips schey a ko`vecses; che percorra il reno su una colonna di chiatte che trasportano cemento o attraversi vienna offrendosi come ritrattista a domicilio; tutto ci appare il dettaglio di un fantasmagorico affresco, tutto sembra ricomporsi in un gigantesco puzzle dove risorge il passato dell`europa. e insieme scopriremo qui il modello ancora fragrante di quel modo di viaggiare (e di vivere) che sara` un giorno identificato con la fisionomia di un giovane amico di leight fermor: bruce chatwin.
la timidezza e una condanna o un`opportunita? la timidezza, la paura e l`ansia sono esperienze umane comuni, ma possono trasformarsi in ostacoli invalidanti, soprattutto in una societa che premia l`estroversione e la performance. la timidezza non e un difetto da correggere, ma una caratteristica complessa e sfaccettata, che puo essere fonte di sofferenza ma anche di ricchezza interiore. attraverso un`analisi che spazia dalla psicoanalisi alla neurobiologia, dal cinema alla letteratura, il libro esplora le radici della timidezza, tra fattori genetici, esperienze infantili e dinamiche familiari; le diverse manifestazioni dell`ansia e della paura e il loro impatto sulla vita quotidiana; le difficolta relazionali e sociali che incontrano i timidi, soprattutto in adolescenza, e le strategie per sviluppare l`autoconsapevolezza, l`accettazione di se e la capacita di gestire le proprie emozioni; il ruolo dei genitori e degli educatori nel sostenere i bambini e i ragazzi timidi. attraverso l`esempio di figure illustri come darwin e gandhi che hanno fatto della timidezza un`arma vincente, l`autore riflette infine sulla possibilita di trasformare la timidezza in una risorsa, valorizzando la propria sensibilita, la propria capacita di riflessione e il proprio mondo interiore.