Interessante esordio per un cantautore che mischia rock e canzone d'autore, con lo spirito del folksinger. Kris è figlio di Ivan Drever dei Wolfstone e, seguendo le regole, buon sangue non mente.
Hanno esordito un paio di anni fa con il disco omonimo e, da subito, si sono conquistati il titolo di folk band of the year. Irlandesi, gli High Kings sono in quattro e sono più o meno tutti figli d'arte. Darren Holden, Finbarr Clancy (della Clancy family), Martin Furey (figlio di Finbar Furey) e Brian Dunphy (figlio di Sean Dunphy). Folk 'n' roll energico, con ampi spazi strumentali ( i quattro suonano 13 strumenti ) e grande versalitiltà musicale.
Chitarrista eclettico, Curran diventa solista dopo la sua esperienza negli Arborea. ma la sua compagna in quella band, Shanti Deschanel, rimane legata a lui ugualmente, visto che appare in questo disco (spratutto nel brano che titola il disco, una suite di quasi 15 minuti). Chitarrista estroverso, ha come punto riferimento John Fahey, ma non disdegna neppure prendere qualche idea dall'ermetismo di Robbie Basho (Wayfaring Stranger). Un disco che alterna idee e suoni in modo originale, passando dal folk al blues, alla psichedelia a brani vagamente orientaleggianti.
Giramondo, one mand band, session man, pianista e fisarmonicista, Radoslav Lorkovic arriva al suo nuovo lavoro come solista. Un disco prezioso dove il musicista mischia la sua cultura con sonorità americane ( lui è americano, vive negli Usa da una vita ), messicane, folk, roots etc. Un disco dove suonano musicisti del calibro di Andrew Hardin, Charlie Cinelli, Mary Gauthier, Jono Manson, Shaun Mullins, Paolo Ercoli e molti altri. Tra le canzoni: Mexican Cafe', Tango Till Ther're Sore ( Tom Waits ), Louisiana 1927 ( Randy Newman ), Cafe In The Rain ( Jimmy La Fave ) etc. Copia non sigillata.
Violinista folk e bluegrass ( ha suonato nella band di Ricky Skaggs ), Barnett è una figura importante nella scena musicale di Boston. Come conferma questo disco, in cui suonano Stuart Duncan, Casey Campbell, Chris Eldridge, David Grisman, Bobby Hicks, Rob McCoury, Jesse McReynlds, Tim O'Brien, Noam Pikelny, Bryan Sutton e Tony Trischka.
Morning Star è l'ottavo album del chitarrista Daniel Bachman. Il suo disco più complesso ed intrigante. Disco influenzato, come è successo a molti altri artisti, dagli eventi burrascosi che hanno portato all'orrenda presidenza americana attuale. Bachman riflette la sua amarezza attraverso la sua musica e mischia antico e moderno, lirismo e dramma, avanguardia e folk. Morning Star è un disco bello e fiero, ma anche profondamente complesso. Iniziando dalla lunga ( 18 minuti) Invocation e per finire con l'altrettanto lunga ( 13 minuti) New Moon. Sperimentali e piene di sonorità ricercate. In mezzo abbiamo la bellezza di Song For The Setting Sun III e IV, ed altre canzoni che mettono a fuoco l'assoluta bravura di questo personalissimo chitarrista.
Primo disco dal vivo per Judy Dyble, all'epoca prima cantante dei Fairport Convention. Registrato con The Band of Perfect Strangers e The Ad Hoc Strings