2 CD. Spettacolare doppio dal vivo, che mette a fuoco tutte le potenziaiità della band.
Un classico della musica irlandese. Stampa Usa.
Il cantautore british Bobby Long si è costruito, coi dischi precedenti, un solido seguito. Più cult musician che volto noto, Long è coumunque un tessitore di melodie che, sotto la guida dell'esperto Mark Hallman, ha messo insieme una manciata di canzoni di peso. Influenzato da Dylan, ma non solo, Long è uno di quei musicisti destinati a diventare famosi. Basta solo aspettare il momento giusto.
Per il suo quinto lavoro come solista, William Fitzsimmons sintetizza il suo anno terribile, un periodo decisamente difficile in cui si è separato da sua moglie. Fitzsimmons mette in musica emozioni positive e negative, amarezza e solitudine. E lo fa con un disco in cui amplia di molto il suo spettro sonoro aggiungendo, alle usuali chitarre acustiche, anche chitarre elettriche, violini e persino un sintetizzatore. Creando così una base musicale, dove prima c'era il vuoto. Un cambiamente intrigante che dà uno spessore molto più profondo alla sua musica.
Erano ormai cinque anni che i Clem Snide non facevano un disco nuovo. Ma poi, l'incontro avvenuto per caso tra gli Avett Brothers e la band ha dato luogo a questo disco, prodotto da Scott Avett e pubblicato dalla Ramseur Records, l'etichetta di proprietà degli Avett Brothers. E Scott Avett ha aiutato Barzelay, il leader della band, a rivitalizzare la sua carriera, mischiando le sue idee e certe sonorità tipiche degli Avett, con il sound rockin' roots dei Clem Snide. Il risultato è un disco interessante, curioso, diverso e, perchè no, anche stimolante.
Imprevedibile, Sturgill Simpson ha inciso il terzo disco in dodici mesi, dopo i due volumi Cuttin' Grass, dedicati alla musica bluegrass. The Ballad of Dood & Juanita è un disco che mischia country classico, bluegrass, gospel e ballate in un cocktail sonoro coinvolgente quanto affascinante, un racconto di redenzione e di vendetta, come lo definisce lo stesso autore, con un pizzico di racconto western nell'assunto. Inciso con gli stessi musicisti di Cuttin' Grass, il disco ha una gemma assoluta nel duetto che Sturgill fa con Willie Nelson nella ballata Juanita, ma mette sul piatto anche altre canzoni di peso come Shamrock, Old Dood, Go in Peace e Played Out. E, ora che lo abbiamo ascoltato, possiamo definirlo disco country dell'anno. Sentire per credere.
