questi appartati scritti di jack kerouac testimoniano ancora una volta due grandi motivi dello scrittore americano: il viaggio e il jazz. meglio: in viaggio e nel jazz, perche` ad imporsi nella lettura di kerouac e` il dinamismo della sua prosa e l`immersione della scrittura nel suo oggetto. "se chi scrive e` la musica, kerouac diventa musica. se chi scrive e` il viaggio, lui si fa percorrere dalle visioni, diventa strada. cosi` diventa occhio, mano che impugna una fotocamera nelle mani di robert frank... diventa toro, sangue, e chi scrive e` la stupidita` umana... diventa gente, e linguaggio della gente: dave, il ragazzo messicano, l`umanita` di tangeri con burroughs, gli irochesi, la patetica visione dell`eroico country quotidiano di un`america bambina che non vorra` mai crescere. e kerouac diventa america. ma, come i bambini, la rompe e la rifa` diversa".
nathan mirsky vive a boston, e` un medico quarantenne sofferente di attacchi di rabbia, per i quali e` in cura da un analista. riceve la notizia che suo fratello maggiore daniel - a cui era molto legato, ma che aveva perso di vista da anni - e` morto a san francisco ucciso da un`arma da fuoco, probabilmente in uno scontro tra gang rivali. giunto in california con il padre sol, un ebreo europeo sopravvissuto ai campi di concentramento che si impegna a ricostruire il destino di coloro che si sono salvati dallo sterminio e a tenere i rapporti coi rispettivi familiari, scoprira` che daniel viveva con una ragazza e il figlio di lei. nathan e sol dovranno confrontarsi con i motivi che li hanno allontanati l`uno dall`altro, isolandoli senza il conforto di una famiglia, consapevoli di doversi misurare con uno dei sentimenti piu` indispensabili, il perdono.
lo sviluppo della criminalita` organizzata nei sobborghi di rio de janeiro, fra la fine degli anni sessanta e l`inizio degli anni ottanta, viene narrata attraverso la vita di tre personaggi. tre banditi, ciascuno protagonista di una delle tre parti in cui il libro e` diviso, che il narratore insegue, letteralmente, dalla nascita fino alla morte, fra decine di vicende parallele e un infernale escalation di violenza.
"per lei l`amicizia e` una vocazione," osservava un giorno un mio vecchio maestro, il canonico durieux. "stia attento che non si trasformi in passione. tra tutte, e` l`unica da cui non si guarisce." dal diario di un giovane parroco del piccolo paese di ambricourt, nel nord della francia, emerge il percorso umano e spirituale di un`anima semplice, determinata ad avvicinare alla fede autentica una comunita` chiusa e ostile. sfilano tra luci e molte ombre personaggi come il conte e la contessa, la loro figlia chantal e l`istitutrice, il dottore di paese e l`ex compagno di seminario. l`unica arma contro la diffidenza dei compaesani e` la parola del vangelo portata di casa in casa in sella a una sgangherata bicicletta. insignito del grand prix de l`acade`mie francaise nel 1936 e tradotto in tutto il mondo, il diario e` stato adattato per il cinema da robert bresson nell`omonimo film del 1951. un classico che svela i tormenti della lotta contro il male ma anche la passione della giovinezza e dell`amicizia con una prosa cristallina e potente, da riscoprire oggi nella nuova traduzione di stefania ricciardi.