in un mondo dominato da schermi e smartphone, c`e` qualcosa di deliziosamente tattile e tangibile nel prendere un pezzo di carta, un paio di forbici e mettersi al lavoro. con alcune semplici pieghe e qualche taglio, una vecchia lista della spesa o, perche` no, l`odiata lettera di licenziamento, puo` trasformarsi in un`eterea farfalla o una stella cometa. scatenate la vostra immaginazione e date vita a incantevoli fiabe ricavando da un vecchio libro malconcio una flotta di mongolfiere o una schiera di angeli, oppure date nuova vita ai quotidiani della settimana scorsa componendo un grazioso festone di cuori. le gemelle helene e simone bendix si occupano di papercut da anni, creando stravaganti universi di carta. in questo volume hanno deciso di condividere le loro doti magiche con noi, e la cosa bella e` che sono tutti progetti semplici, creativi e praticamente a costo zero. tutto cio` di cui avrete bisogno sono un paio di forbici e un po` di carta da riciclare: niente bisturi, niente tappetini da taglio, niente modelli complicati da seguire. l`approccio meditativo di helene e simone, arricchito dalle fotografie di ben nason, accoglie l`imperfezione come un dono e vi insegna a esercitare la creativita`, spronandovi a dar vita a progetti e idee tutti vostri. che desideriate ricavare un mazzo di fiori dalle vecchie bollette della luce o trasformare un imballaggio dalla stampa insolita in splendide decorazioni natalizie, e` il libro che fa per voi.
la vita vista attraverso gli occhi di un "idiota", di un "povero di spirito" che nelle fiabe popolari da cui sembra uscito sarebbe chiamato "lo scemo del villaggio". e come nelle fiabe mattis vive con la sorella hege in una casetta ai margini del bosco, alle prese pero` con reali e vani tentativi di rendersi utile, di lavorare come gli altri, di integrarsi in una societa` che, pur circondandolo di un`affettuosa benevolenza contadina, non puo` fare a meno di ridere di lui. ma e` solo nel mondo della logica, delle convenzioni, della razionalita`, che esiste la stupidita` di mattis, capace invece di sentire con immediatezza cio` che sfugge alla comprensione altrui, dal fluttuare della nebbia al battito di un`ala, alle pause e i silenzi che rivelano l`inconsapevole o l`inespresso nei rapporti umani. perche` come in tutti i marginali e i visionari di vesaas, altro e` il suo modo di intendere il mondo, e il suo sguardo di sognatore smarrito gli fa vedere attraverso una lente d`ingrandimento quello che non vedono "i forti e gli intelligenti". gesti impercettibili, incontri, le impronte di una beccaccia, l`invisibile scia luminosa lasciata da un volo d`uccelli sono messaggi cifrati in cui legge presagi di gioia o di dolore. e se cosi` profonda e` in lui la felicita` di un attimo di contemplazione, mattis e` proprio per questo condannato a soffrire, della sofferenza altrui e della propria solitudine, e, come la sua beccaccia, a rimanere vittima dell`implicita violenza della vita.