la vita di un genitore e` un continuo interrogarsi sulle proprie capacita` di amare, comprendere, educare, rendere felici i propri figli. che tipo di persone stanno diventando? quali sono le cose importanti per loro, i valori, le priorita`? come considerano il prossimo? come tenerli lontani da violenza, alcol, droga, bullismo? come sviluppare in loro i necessari anticorpi perche` non ne siano vittime, ma nemmeno complici? gia`, perche` cio` che spaventa maggiormente e` la cronaca che sempre piu` spesso ci restituisce i visi increduli di genitori che scoprono una terribile "doppia" vita dei propri figli. se l`amore e la buona volonta` talvolta non bastano, questo libro, scritto da uno psicologo che da trent`anni si occupa di famiglie, insegna a prevedere i problemi, ad affrontarli e a risolverli in maniera definitiva, attraverso un vero e proprio piano d`azione che, analizzando gli errori piu` ricorrenti, suggerisce cosa occorre fare giorno dopo giorno con i nostri bambini e i nostri adolescenti per dare loro il meglio e farli diventare ragazzi indipendenti, affettuosi, maturi e realizzati. il dottor mcgraw spiega come impiegare strumenti concreti - come le strategie comunicative e le tecniche di ascolto - per imparare a gestire con fermezza e ottimismo le piccole e grandi crisi che possono turbare gli equilibri di una famiglia. esempi, test, suggerimenti e idee per diventare genitori piu` consapevoli e vivere meglio il proprio ruolo.
personaggi senza identita`, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. delitti poco esemplari, come quello del ragazzo che uccide i professori piu` amati per salvarli dalla crudelta` dei compagni, o quello della moglie che uccide il marito per farlo smettere di russare. i gesti estremi vengono compiuti senza alcuna estetizzazione, solo con estraneita`, con la consapevolezza, o forse l`intuizione che le menzogne non possono essere perdonate, che le soluzioni arrivano e arriveranno sempre tardi. vite alla deriva che cercano ostinatamente di tornare a casa, di rivedere in faccia il proprio passato. schegge narrative che raccontano un mondo mostruosamente duro, di fronte al quale domina il senso di estraneita` e di smarrimento.
con giovanni botero la "ragion di stato", per la prima volta nella storia delle idee, diventa oggetto di una riflessione ampia e articolata che fa emergere (anche se poi la formula e` stata usata con un`accezione riduttiva, distante da quella originaria) una scienza del governo monarchico, di ispirazione cattolica e con intenti chiaramente antimachiavellici, ma con non pochi debiti nei confronti dell`autore del "principe". lungi tuttavia dal limitarsi a un`opera di confutazione, il trattato di botero sfrutta un`ampia informazione che alla solida cultura classica e scritturale congiunge conoscenze storico-geografiche derivanti dalle scoperte avvenute durante il secolo. e rispecchia una visione in cui la politica e` legata non solo alle leggi e alle armi, ma anche all`economia e alla demografia. decisamente moderna e` la sua concezione di misurare la potenza di uno stato dalle variabili economiche, fra le quali da` la massima importanza allo sviluppo delle attivita` produttive e commerciali. la presente edizione critica propone il testo definitivo del 1598, arricchito da tutte le varianti delle principali versioni precedenti (non solo la princeps del 1589, ma anche quelle del 1590 e 1596), il che consente di seguire il lavoro di revisione condotto dall`autore. introduzione di romain descendre.
andy warhol e` l`artista piu` famoso e riconoscibile del novecento. questo libro, uscito nel 1975, e` un classico istantaneo. vi troviamo, in forma di dialogo, di aforisma, di monologo interiore, di narrazione, tutto il suo pensiero sull`arte, il tempo, la vita, i soldi, il mondo. "certe volte la gente lascia che lo stesso problema la renda infelice per anni, quando basterebbe dire: `e allora?`. `mia madre non mi amava.` e allora? `mio marito non mi vuole scopare.` e allora? `ho successo, ma sono solo.` e allora? non so come ho fatto a cavarmela per tanti anni prima di imparare questo trucco, ma una volta imparato non lo si scorda piu`." "spazio vuoto e` uno spazio non sprecato. spazio sprecato e` ogni spazio che contiene dell`arte. poiche` continuo a fare un po` d`arte, produco ancora rifiuti che la gente mette negli spazi che, a parer mio, dovrebbero rimanere vuoti. io stesso non seguo la mia filosofia, perche` neppure io riesco a svuotare i miei spazi. non e` la mia filosofia che mi tradisce, sono io che tradisco lei."
Garzanti, 1979, IT. Una valida testimonianza sull'intricata rete di rapporti che lega il formalismo russo alle avanguardie artistiche del tempo e al cinema sovietico del primo decennio post-rivoluzionario.