"noi siamo la danza dell`esistenza e della non esistenza: se non lo capiamo, il tantra e` impossibile. ma, non importa se lo capiamo o no, il tantra attua continuamente se stesso: il tantra e` cio` che accade". il linguaggio scelto da ngakpa chogyam per rendere accessibile agli occidentali la tradizione tantrica tibetana non e` inutilmente poetico e assurdo. perche` il tantra possa davvero mettere radici in occidente, dovra` abbandonare il linguaggio tradizionale di esposizione e inventare una nuova lingua che parli direttamente alla nostra intrinseca natura illuminata. ngakpa chogyam non invita i lettori a rifiutare la cultura occidentale e la sua ricca eredita` spirituale e artistica per diventare orientali fasulli; al contrario, li esorta a usare tutte le loro nevrosi e insoddisfazioni come materiale grezzo per la pratica. l`ampia gamma di dubbi presentati e le risposte di rinpoche delineano un quadro completo dell`antica tradizione ngakphang: la figura del lama, i potenziamenti, il metodo dello shine, la pratica dei mantra e della visualizzazione di se stessi come esseri di saggezza, e cosi` via. non ultimo pregio del volume sono le bellissime illustrazioni di ngakpa pema rig`dzin zangmo, un`artista discepola di ngakpa chogyam esperta nella raffigurazione di thangka e delle immagini di consapevolezza tantriche.
"dignita` spontanea" e` una raccolta di discorsi tenuti da tsoknyi rinpoche nel 1996 al centro di ritiri rangjung yeshe gomde`, in danimarca, e al nagi gompa, in nepal, per un pubblico di studenti ai primi passi nella pratica o gia` piu` esperti. gli argomenti dei discorsi ricoprono tutti i punti essenziali della pratica dzogchen, dalla base, la visione e la fruizione, fino al trascendimento della meditazione shamatha, la compassione, la meditazione negli stati di sogno, l`unione degli stadi di sviluppo e completamento.
non e` mai stato fatto nessun tentativo sistematico per stabilire se l`interpretazione che freud da` della religione possa essere confermata da un esame delle tradizioni e delle leggende rabbiniche. la letteratura classica conosciuta come midrash e aggadah e` una fonte decisiva per un`indagine del genere. questa letteratura, ancora scarsamente esplorata, consiste nelle testimonianze di innumerevoli sermoni, leggende, miti e omelie su temi biblici, tutti di estrazione rabbinica; insomma e` il frutto di un`"immaginazione religiosa" di dimensioni e di ricchezza eccezionali. questo materiale e` indubbiamente segnato in modo riconoscibile dalla storia del popolo ebraico, dalla sua doppia sconfitta: religiosa da parte del cristianesimo e politica da parte dell`impero romano, fino alla persecuzione secolare e agli eventi piu` recenti. ma rubenstein dimostra che soprattutto esso racchiude una realta` psicologica, la dinamica delle tendenze inconsce del gruppo, risultando in cio` analogo al ruolo che ha il sogno per l`individuo. i parametri dello studio sono ampiamente psicoanalitici, basati fondamentalmente sull`opera di freud, erik erikson e gordon allport, ma utilizzati da uno studioso ebraico il cui interesse primario rimane pur sempre la dimensione religiosa.
racconto diretto e descrizione di un pellegrinaggio in tibet negli ultimi decenni della sua indipendenza e della sua intatta tradizione culturale. un pellegrinaggio nel vero senso della parola in quanto non segue itinerari prestabiliti ne` si prefigge uno scopo fisso o limitato; e` un viaggio nello spazio non solo esterno ma anche interiore, che parte sempre da un invisibile centro psichico.