a berlino est una donna vive apparentemente libera e felice. in realta` e` rosa da un male molto "moderno": l`insensibilita`, cui si e` condannata per evitare coinvolgimenti emotivi, per proteggersi da affetti e passioni che - lo sappiamo - non sono mai disgiunti da dispiaceri e sofferenze. "nell`amico estraneo per scuotere il lettore ho utilizzato un `sottotesto` che e`, come in cechov, un continuum. quando la protagonista dice `sto bene` si legge `sono infelice, disperata, sto male`. non sono nichilista, il nichilismo deprime, non attivizza e questo libro non deprime, ha un enorme effetto morale, perche` con la sua rabbia, la sua sincerita`, da` forza". (christoph hein)
le tartarughe, si sa, durante l`inverno devono stare in letargo, al calduccio, a dormire in attesa della primavera. e allora perche` quest`inverno rosita si e` svegliata e non riesce piu` a riprendere sonno? gli amici del bosco faranno di tutto per aiutarla a riaddormentarsi, ma alla fine, cammina cammina, la soluzione al problema verra` da se`. eta` di lettura: da 4 anni.
una donna in viaggio ascolta un estraneo seduto di fianco a lei mentre parla del suo lavoro, della famiglia e dell`angosciosa notte precedente, trascorsa a seppellire il cane. faye, scrittrice e io narrante, sta raggiungendo il continente europeo per partecipare a un convegno. nel caldo afoso, tra pause caffe` ed eterne attese di navette che fanno la spola dal ristorante alla sede dei meeting, incontrera` colleghi, giornalisti, organizzatori culturali. da quelle sue conversazioni emergera` un quadro meraviglioso e terribile di un`umanita` confusa, scissa tra cio` che teme di essere e cio` che sceglie di mostrare. dopo "resoconto" e "transiti", l`ultimo atto della trilogia.
tante ricette di pasticceria dalla francia all`ungheria e continua la cuccagna nei balcani e in gran bretagna, per passare senza fallo in olanda e in portogallo. panna, cioccolato, uvetta, canditi, marmellata, zucchero e uova si uniscono in mille combinazioni per golosi di tutte le regioni.
"per gran parte della sua vita mia madre ha vissuto nella poverta` e nel bisogno, isolata da tutto, schiacciata e umiliata dalla violenza maschile. la sua esistenza sembrava limitata per sempre da questo doppio dominio, quello della classe e quello legato alla sua condizione di donna. eppure, un giorno, all`eta` di quarantacinque anni, si ribello` a questa vita, fuggi` e, a poco a poco, conquisto` la sua liberta`. questo libro e` la storia di quella metamorfosi." e. l.
quando shirley jackson arrivo` in ospedale per la nascita del terzo figlio, l`impiegata all`accettazione le chiese quale professione svolgesse. e alla risposta , replico` imperturbabile: . senza volerlo, quell`impiegata aveva toccato un nervo scoperto - e colto nel segno. l`autrice di uno dei piu` celebri e disturbanti racconti della letteratura americana moderna era anche, come emerge dagli irriverenti aneddoti familiari, un`eccentrica donna di casa e una madre spassosa e piena d`inventiva. ed e` impossibile non riconoscere qualcosa di lei nelle stravaganti mary poppins che popolano questa raccolta, accompagnate da gatti parlanti e in grado di confezionare abiti con le coccinelle e i denti di leone del giardino. quanto al lato piu` macabro - quello che la spinge ad affrontare tormenti, aberrazioni, crudelta`, a sondare normalita`, follia, soprannaturale e sordido, o ancora a rendere sottilmente inquietante la banalita` di , appunto -, il lettore non avra` che l`imbarazzo della scelta. nessuno meglio di shirley jackson conosce che si cela sotto la piu` linda e ordinata delle superfici. e solo lei sa mescolare assurdo, comico e spaventevole - avvelenata mistura -, portandoli alle estreme conseguenze con un`economia del dettato e un`acutezza del dettaglio del tutto inconfondibili.
edison e stato definito "l?uomo che invento il futuro". fu lui che comincio a distribuire l?energia elettrica nelle case, che invento la lampadina e il modo di riprodurre la voce e la musica, che rese utilizzabili da tutti il telefono e la radio. guadagno milioni di dollari e investi il denaro nella ricerca con l?idea che la scienza migliora la vita. eta di lettura: da 8 anni.
ruth e lucille non hanno mai visto fingerbone, la cittadina del midwest che ha dato i natali alla loro mamma helen, ne` le acque fonde e cupe del lago intorno a cui sorge. ma quel lago, che in passato e` stato teatro di un tragico e spettacolare disastro ferroviario, divenendo luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona, pretende un grande tributo dalle loro giovani vite. lo esige il giorno in cui helen decide di riconsegnare le bambine alle loro origini e, dopo aver affrontato il lungo viaggio da seattle, le deposita sul portico della casa avita con un pacco di biscotti da sgranocchiare per ingannare l`attesa; quindi, senza una parola di commiato ne` una riga di spiegazioni, risale in macchina e va a gettarsi nel lago. la cura delle due orfane e dei loro cuori attoniti passa da quel momento nelle mani di parenti sconosciuti, mani ora tenere ed efficienti, ora timide e inette, fino alle lunghe mani ossute della sorella minore di helen, sylvie, mani nude e perennemente screpolate, mani che sanno carezzare ma non trattenere. sylvie porta scarpette leggere in pieno inverno e una banconota da venti dollari spillata sotto il bavero del cappotto. ama la luce e la natura, fa lunghe passeggiate senza orari, prepara pasti frugali e non particolarmente nutrienti. dei cani ha la paura tipica dei vagabondi. ruth e lucille, cosi` esperte di perdite e abbandoni, sanno di non poter fare affidamento sul suo restare: . la stessa casa di famiglia, il nucleo originario cui sylvie ha accettato di tornare per amore delle nipoti, con la sua gestione va rapidamente in rovina: una moltitudine di gatti e sporcizia, infiniti giornali e lattine vuote, un accumulo erroneamente scambiato per l`essenza di ogni cura domestica. di fronte al modello aereo e sradicato della zia, le due sorelle, fino a quel momento una sola
da tempo immemore ci si chiede chi sono gli italiani: ha cominciato dante con la ?serva italia? poi d?azeglio con gli ?italiani da fare? gli ?italiani nuovi? fascisti o gli ?italiani brava gente?. e allora quando diciamo: "prima gli italiani!", cosa significa? come si traduce in un paese dai confini incerti, diviso tra nord e sud, est e ovest, citta e campagna? un paese che fa fatica a usare la propria madrelingua, che racconta a se stesso una storia composta di micromemorie di parte. un paese in cui i momenti piu divisivi della vita pubblica sono proprio le feste nazionali. attingendo a piene mani dalla storia e fornendo molti dati significativi, francesco filippi ci invita a riflettere su una delle frasi che abbiamo sentito ripetere infinite volte e come una ovvieta: "prima gli italiani!". si, ma che vuol dire?