

un manuale che racconta la storia dello sviluppo del comportamentismo e della terapia del comportamento da watson e pavlov, beck, hayes, segelman, fino alla terza ondata di terapia cognitivo comportamentale. una ricostruzione che consente di verificare non solo quanto delle basi comportamentali vive ancora e quanto invece sia filtrato in nuovi approcci, ma anche come si sia passati dalla visione comportamentistica e cognitivista all`act, alla mindfulness ecc. ma soprattutto un viaggio che permette di comprenderne il futuro. non sono molte le psicoterapie che possono vantare una connessione con la psicologia scientifica. la terapia del comportamento e` una di queste. essa infatti affonda le sue radici nella psicologia sperimentale: da questa ha tratto ispirazione per elaborare veri e propri programmi d`intervento, impiegabili nel trattamento di disturbi psicologici di varia natura, tipici sia dell`adulto sia dei soggetti in eta` evolutiva. ma, al di la` dei problemi trattati, va a merito della terapia del comportamento aver introdotto nella psicoterapia tradizionale il gusto della verifica attraverso l`impiego di modelli non piu` basati sui gruppi ma sull`analisi scientificamente attendibile del singolo soggetto. la terapia del comportamento, come d`altro canto altre forme di psicoterapia, avra` una vita lunga ma non eterna. quello che pero` restera` e` la stretta alleanza con la psicologia scientifica, dalla quale ha derivato teorie, concetti e metodologia che le garantiscono un futuro e che caratterizzano ogni intrapresa scientifica.

a guidare la mano di darwin mentre nel 1837 tracciava il primo schizzo del suo "albero della vita" c`era l`idea della discendenza delle specie da un antenato comune: idea audace, perche` andava contro il dogma creazionista e stabiliva una continuita` tra gli esseri umani e creature ben piu` primitive. da allora l`albero filogenetico non ha fatto che espandersi. ma il bello doveva ancora venire. e il bello, scopriamo grazie a david quammen, e` venuto negli anni settanta con le scoperte di carl woese, che rivelano una realta` molto piu` complessa. l`albero della vita e` piu` intricato di quello immaginato da darwin, e forse non e` neppure un albero. i geni non si spostano solo in senso verticale, da una generazione alla successiva, ma anche lateralmente, varcando i confini di specie, o passando da un regno a un altro, e creando degli ibridi. alcuni sono entrati di traverso nella nostra linea di discendenza da fonti estranee e insospettate, in un "equivalente generico di trasfusione di sangue": sangue infetto, e tra i "donatori" ci sono gli archaca, organismi primigeni che si nutrono di idrogeno e ammoniaca e vivono in luoghi infernali, come lo stomaco delle mucche e gli scarti acidi delle miniere. gli archei sono dentro di noi, nella bocca, nell`intestino, e sono responsabili della creazione di superbatteri resistenti agli antibiotici. le implicazioni teoriche e pratiche della rivoluzione messa in moto da woese, a lungo docente di microbiologia alla university of illinois, faranno discutere il mondo della scienza per molti anni ancora - e di woese, nonche` degli altri protagonisti di questa epopea, quammen lascia un ritratto che rimarra` impresso a lungo nella mente di chi leggera` questo libro.