abbiamo letto tutti o studiato delle guerre che insanguinavano l`antica grecia. ma come combattevano ateniesi, spartani e tebani? e perche` le piccole armate delle citta` elleniche riuscivano a sconfiggere eserciti come quello persiano, molto piu` forte, numeroso e agguerrito? utilizzando le fonti, ricostruendo le antiche armi, riflettendo sulla struttura sociale delle citta` dell`attica e del peloponneso, hanson fa rivivere le antiche guerre.
questi racconti, scritti nella seconda meta` degli anni ottanta, sono di ambientazione prevalentemente africana, ma non si svolgono solo in sudafrica, o nel resto del continente. offrono piuttosto una panoramica del mondo nel suo complesso. sono storie diverse tra loro, in differenti paesi, con personaggi di varia estrazione sociale e razziale. sono sedici narrazioni lapidarie e folgoranti, tra cui: una fuga dal mozambico attraverso il kruger park, in condizioni cosi` dure da rendere i fuggitivi simili agli animali che i turisti vanno ad ammirarvi; un rapporto d`amore tra una meticcia e uno svedese, messo in pericolo dall`impegno politico di lei; la paura dei bianchi di essere assaliti nelle loro case e il tentativo di trasformare quindi le abitazioni in bunker, con il rischio di rimanervi imprigionati a propria volta; l`eterno interrogarsi da parte di alcuni bianchi sulla possibilita` reale di considerare il sudafrica il loro paese; il disgusto di un controrivoluzionario verso cio` che ha fatto; la colpa segreta di un ricco agricoltore afrikaner. sono spesso storie di violenza, esplicita o implicita che sia, narrate in modo incalzante, con finali per lo piu` imprevisti e aperti, che lasciano il segno. con sguardo disincantato e problematico, e in uno stile asciutto e incisivo, nadine gordimer vi affronta temi a lei particolarmente cari, quali la politica, l`amore, il futuro, l`incontro e lo scontro tra culture, le conseguenze di sradicamento e migrazioni.
e un poema fondamentale della storia del pensiero, in cui vengono assunti a fondamento i princi`pi portanti della filosofia epicurea. lo stesso cicerone fu soggiogato dalla grandezza dell`opera e, pur non approvandone filosoficamente il contenuto, contribui` in modo decisivo alla sua pubblicazione. l`opera e` la celebrazione della dottrina epicurea come filosofia liberatrice dell`uomo e valido mezzo a confortare un`umanita` quanto mai turbata e incerta. cardine del suo approccio era la fisica atomistica democritea: il mondo in cui viviamo non e` che il risultato dell`unione casuale di una parte degli infiniti atomi, da sempre in movimento nello spazio senza fine. al rigido sistema democriteo, epicuro in realta` aggiunse una variante rivoluzionaria, il clinamen, ossia la spontanea deviazione degli atomi dalla loro traiettoria rettilinea, una sorta di "libero arbitrio" ante litteram. anche il mondo degli de`i esiste. ne abbiamo immagine, ma vivendo eternamente beati negli spazi tra mondo e mondo, essi non hanno tempo ne` voglia di occuparsi di noi. la conclusione e` che, in questo modo, sia la fisica sia la teologia ci liberano dagli ostacoli piu` gravi che si oppongono alla nostra felicita`: il timore della morte e della collera divina.