assunto come collaboratore a vanity fair e sbarcato da londra con l`idea di conquistare new york, da li` in poi per toby young sara` tutta salita. nel suo primo giorno di lavoro scoprira` che il concetto di "abbigliamento casual" a vanity fair e` del tutto relativo, e verra` scambiato per il fattorino. e subito dopo che nel mondo dell`editoria newyorkese ingaggiare una spogliarellista per fare uno scherzo a un collega puo` rivelarsi davvero una pessima idea. incapace non solo di accettare le regole e le ipocrisie del sistema, ma proprio di capirle, toby dimostra di avere perlomeno un innegabile talento: una rara incapacita` diplomatica che gli fa dire e fare sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato con la persona sbagliata. un talento che gli consente di esordire nella sua prima intervista con una doppietta di gaffe, che gli fa alzare il gomito al party della notte degli oscar per poi cercare lo scontro con mel gibson, e che lo guida a imbarcarsi in una tirata contro quentin tarantino senza rendersi conto che quella che ha di fronte e` proprio la sua pr. come sintetizza il suo capo, toby ha il "pollice marrone". non ci vorra` molto prima che tutti i locali fashion della citta` abbiano proceduto a metterlo al bando. e tutto questo mentre il suo amico e compatriota alex de silva ottiene fama e fortuna come sceneggiatore con uno script su un gallese gay toelettatore di cani. insomma, toby si sente un alieno, perfino costretto acercare l`amore nei posti sbagliati... fino a inciampare in caroline.
palermo, 1221. la sala verde, con le sue danze voluttuose, la musica e le conversazioni filosofiche, e` l`unico luogo in cui federico ii di svevia ami stare. negli ultimi tempi, infatti, pare che fuori da quelle quattro mura gli sia impossibile trovare pace. ci sono le richieste insistenti del papa che necessita del suo aiuto e delle sue truppe per una nuova crociata in terra santa, la misteriosa scomparsa del suo medico e consigliere, andrea filangeri, morto probabilmente per avvelenamento, e lo strano comportamento di alcuni dei suoi uomini piu` fidati. quella sera, pero`, alla debole luce delle candele, federico e` riuscito a dimenticare gli oneri del sovrano e si e` lasciato sedurre dai movimenti lenti e sinuosi di una delle danzatrici. e splendida. e a un tratto ha osato avvicinarsi con un`audacia che lui aveva visto solo in battaglia, e gli ha parlato. l`imperatore non puo` rimanere indifferente di fronte a una sfida tanto allettante e la vuole con se`, nella sua stanza, per frenare quella temerarieta` e appagare la sua sete di dominio. ma la mattina seguente, dopo averla cercata invano a palazzo, federico scopre la sua vera identita`: e` amina, la figlia del piu` acerrimo dei suoi nemici, l`emiro muhammad ibn abbad, e molto probabilmente e` una spia.
credeva che ci fosse un guasto e invece non aveva mollato gli ormeggi. mollo` gli ormeggi ma si trascino` dietro la colonnina dell`elettricita`. butto` l`ancora dove voleva sua moglie e al mattino si trovo` in una fattoria. tutti i piccoli marinai commettono piccoli errori. e se sono grandi marinai, a volte fanno grandi cazzate. questo libro le racconta senza pieta` per nessuno, che sia un avvocato di piacenza o il grande velista neozelandese. cento idiozie da non crederci, cento aneddoti rigorosamente accaduti che fanno sbiadire le peripezie di "tre uomini in barca". un`antologia di strafalcioni nautici, con i disegni di davide besana.
"il castello di carte" e` un thriller adrenalinico che scava nel lato oscuro della finanza. una mattina di novembre, a londra, una coppia sale a bordo di un aereo privato diretto a ginevra. poco dopo, il velivolo sparisce dal radar e il relitto viene ritrovato sulle alpi. matthew werner, collaboratore della swiss united, una potente banca offshore, era su quell`aereo. la moglie annabel e` devastata dalla notizia. e, soprattutto, non riesce a trovare risposte alle circostanze misteriose che caratterizzano l`incidente. perche` matthew era a londra? chi era la giovane donna con lui al momento dell`impatto? la vita perfetta che annabel credeva di avere inizia a sgretolarsi. quella stessa mattina, a parigi, marina tourneau, una giornalista molto ambiziosa, riceve la notizia della morte improvvisa di un collega, lo stesso che le aveva chiesto, la sera precedente, di indagare su una banca svizzera. proprio quell`inchiesta portera` agli uomini piu` potenti del mondo, e a un incidente aereo sulle alpi. due indagini parallele; due donne determinate e coraggiose disposte a rischiare la vita pur di scoprire la verita`.
alba, fine ottocento. in una notte squassata da tuoni e fulmini, la piccola camilla si avventura fuori casa alla disperata ricerca dei genitori e dei fratelli. nel mezzo della tempesta, un omnibus trainato da cavalli, in gran ritardo, la travolge. sopravvive, ma l?infezione avanza e i medici chiedono il consenso per amputarle una gamba. la madre si oppone: teme che la figlia diventi una donna a meta. il padre, invece, sceglie la vita sopra ogni cosa e autorizza l?operazione. anni dopo, camilla ha imparato a sopportare l?ignoranza paesana e il peso del soprannome che le hanno cucito addosso: la zoppa. durante una festa, relegata in disparte come tappezzeria, incontra felice, studente di medicina a torino, dotato d?intelligenza acuta e animo gentile. e il primo a scorgere la bellezza e la forza della ragazza con la gamba di legno. tra i due nasce un amore ardente e ostinato, capace di sfidare le convenzioni e la diffidenza delle famiglie. la loro storia e destinata a misurarsi con prove dure: per amore, felice rinuncia agli studi e cerca lavoro nelle saline di aigues-mortes, in francia, dove gli italiani emigrati, sgraditi ai locali, vengono travolti dalla furia della violenza. con una prosa sensibile e il piglio di una grande narratrice, anna pavignano scava nelle pieghe piu intime dei suoi protagonisti, restituendo un affresco storico potente e vivido, abitato da figure autentiche, fragili e straordinariamente umane.
no, questo non e necessariamente un saggio pro-trump, pro-musk, pro-milei, pro-netanyahu. anzi: l?autore non nasconde le sue perplessita, ne gli piace sempre il linguaggio usato da donald trump, o la sua maggiore propensione alla battaglia che al sorriso. e tuttavia, come leggerete capitolo dopo capitolo, capezzone non puo certo negare robusti (e differenti) motivi di simpatia per lui e per gli altri tre personaggioni che campeggiano in copertina. si tratta dunque (sfacciatamente, programmaticamente, volutamente) di un libro anti-anti-trump, cioe contro gli oppositori pregiudiziali, ossessivi, assatanati, dell?attuale inquilino della casa bianca. e lo stesso vale per gli altrettanto invasati nemici di musk, di milei, di netanyahu. in genere sono i medesimi soggetti che - senza un grammo di dubbio ne un briciolo di ironia - si impancavano stentorei a dichiarare che il povero joe biden era "lucidissimo": pure quando stringeva mani inesistenti, o salutava amici immaginari, o si perdeva nei prati. proprio su questo, allora, occorre riflettere: perche a sinistra ci sia sempre bisogno di un nemico da abbattere, e perche a destra serva forse un sovrappiu di attenzione verso gli amici da scegliere. al di la della lite musk-trump, loro due e milei, e su un piano diverso lo stesso netanyahu, incarnano - ciascuno a modo proprio - un nostro desiderio: quello di una nuova epica, una dimensione di racconto forte e capace di ispirare, di appassionare. anche di dividere, certamente. ma non di annoiare. chi vorra batterli non dovra essere da meno, in termini di racconto e di mito.