quella di definire una musica e` una pratica piu` comune di quanto non sembri. nell`ottocento si dovette trovare un nome per la musica che non era d`arte ne` folk, e nacquero i concetti di popular music, di musica leggera, di musique de varie`te`s. ancora quarant`anni fa qualcuno la chiamava musica extracolta. e allora perche` non definire la musica colta come quella musica ? spesso un cambiamento di prospettiva fa vedere le cose sotto un`altra luce. la prima parte di questo libro (con un`unica eccezione) contiene saggi su musiche nate fra l`inizio del novecento e i primi anni duemila, da mahler a donatoni, sciarri-no e francesconi, passando per ives, bartok, weill, sostakovi?, schonberg, bernstein, glass, zappa (lo zappa , naturalmente) e altri. la seconda parte contiene saggi teorici su musica e musicologia, che affrontano la musica eurocolta come una delle culture musicali del pianeta, non la sola. non e` musica leggera, appunto.
questo libro raccoglie in nuova edizione un importante dialogo-intervista con italo mancini (1925-1993). oltre a ripercorrere aspetti biografici significativi di uno dei piu` grandi filosofi cristiani del novecento, il volume introduce alle linee teoriche centrali della sua ricerca: l`interpretazione della trascendenza, la teoria dell`entusiasmo, la , l`anima carnale della mistica e della realta` cristiana e, da ultimo, l`esperienza forse piu` sconvolgente per un fedele: la necessita` di ridefinire l`assetto stesso del linguaggio teologico, liturgico e pastorale.