in quel tempo remoto gli de`i si erano stancati degli uomini, che facevano troppo chiasso, disturbando il loro sonno, e decisero di scatenare il diluvio per eliminarli. ma uno di loro, ea, dio delle acque dolci sotterranee, non era d`accordo e consiglio` a un suo protetto, utnapishtim, di costruire un battello cubico dove ospitare uomini e animali. cosi` utnapishtim salvo` i viventi dal diluvio. il sovrano degli de`i, enlil, invece di punire utnapishtim per la sua disobbedienza, gli concesse una vita senza fine, nell`isola di dilmun. il nome utnapishtim significa . dopo qualche migliaio di anni approda a dilmun un naufrago, sindbad il marinaio. utnapishtim lo accoglie nella sua tenda e i due cominciano a parlare. cio` che utnapishtim racconta e` la materia di questo libro.
un terzo delle terre emerse e` costituito da deserti, in gran parte desolati e inospitali. perche` un ambiente cosi` ostile ci affascina da sempre? quali corde profonde fa risuonare in noi il luogo metafisico per eccellenza, dove terra e cielo si confondono, dove la vita umana e` appesa a un filo? animato dallo spirito di avventura dei grandi esploratori del passato, e spesso armato dei loro libri per ripercorrerne le tracce, william atkins ci conduce alla scoperta di un mondo che e` tanto interiore quanto fisico. e mentre ci offre il resoconto di sette viaggi compiuti nelle regioni desertiche piu` remote, meravigliose e spietate al tempo stesso - dal quarto vuoto dell`oman al victoria australiano, dal deserto del gobi a quelli degli stati uniti -, ne descrive l`ecosistema, la geologia, la flora e la fauna, i popoli che li abitano e la storia che li ha modellati, dalle trivellazioni petrolifere ai test nucleari, fino agli odierni raduni hippie. ma atkins non e` soltanto un trascinante narratore di viaggi: il deserto e` qui esplorato anche come strumento di connessione profonda con noi stessi e con la natura, manifestazione ultima dell`immobilita` e del silenzio. una visione che del deserto trasmette tutta l`immensita` - e ci ricorda che, anche in un mondo dove ogni paesaggio e` disponibile con un click, avventura e scoperta, solitudine e isolamento sono ancora possibili.
con "gusci di noce" maurice sendak ci offre una rivisitazione ironica ed esilarante di quattro tipologie di libri comunemente proposte per le prime letture. "alligatori in abbondanza" e` l`abbecedario piu` originale che vi sia mai capitato tra le mani: una baraonda di coccodrilli intenti alle attivita` piu` varie, ordinarie e straordinarie, dalla a alla zeta. "uno e` johnny" insegna a contare, ma anche alla rovescia, cosa assai utile quando si desidera un po` di solitudine. in "brodino di pollo", filastrocca dei mesi, il tempo passa, si avvicendano le stagioni, si cambiano vestiti e abitudini, si viaggia fino a bombay, ma restano - saldi argini alla precarieta` della vita - inscalfibili certezze come il brodino di pollo. "favoletta in rima", piero ha per protagonista un bambino bastian contrario, che sfida la pazienza dei genitori e persino quella di un leone... e alla fine impara la lezione. "gusci di noce" non e` solo una pietra miliare nella storia del libro illustrato: e` il manifesto, insieme sommesso e rigoroso, di un modo nuovo di guardare all`infanzia, un saggio dell`umorismo piu` lieve e giocoso di sendak, un piccolo tesoro che conquistera` anche i grandi. eta` di lettura: da 5 anni.