fra le prose di ricerca che d`annunzio volle distinguere dalle prose di romanzi, "il libro segreto" (1935) non e` solo l`ultimo testo significativo, ma il piu` audace per temi e sperimentazione formale. rinunciando alla progettata autobiografia o a una proustiana recherche, il vecchio eremita del vittoriale si racconta: presenta come cercato suicidio la misteriosa caduta dalla finestra che lo taglio` fuori dalla marcia su roma, e costruisce una "confessione" del suo io piu` occulto, riunendo i fogli in cui fermava pensieri folgoranti, ricordi imprevisti o versi scaturiti nel dormiveglia. e vi premette una agiografia in negativo, una laica via crucis in cui il poeta solare e guerriero si rivela "tentato di morire" fin dalla fanciullezza. l`introduzione e l`ampio corredo di note a cura di pietro gibellini svelano finalmente i segreti di questo libro in larga parte criptico.
nel 1916 un incidente aereo causa al poeta la perdita di un occhio e lo costringe per qualche tempo all`immobilita` e al buio totale. l`esperienza di questa oscurita` e l`attivita` introspettiva che essa favorisce sono la materia della prosa impressionistica del "notturno" (cominciato appunto nel 1916 e pubblicato nel 1921), una prosa senza vincoli narrativi, che costruisce la propria struttura formale nella ritmata e pulsante successione di annotazioni, sogni, visioni, libere associazioni mentali, impressioni sensuali. tutti i temi dannunziani si modulano e si armonizzano intorno alla nota fondamentale, notturna e fantastica, di questa scrittura musicale, che assorbe pause e gridi lirici, sospiri, eccitamenti, cupa fissita`: amore della volutta` di vivere.
primo romanzo di una mai realizzata trilogia del melagrano, "il fuoco" fu pubblicato con grande successo nel 1900. il mito del superuomo vi trova finalmente la sua piu` compiuta espressione: stelio effrena, il superuomo-artista, cosciente dei suoi diritti di individuo eccezionale, si vede riconosciuto come tale anche dagli uomini comuni, a lui subordinati per procurargli piacere e permettergli di creare un`opera d`arte superiore. a questo tema dell`ardore creativo e della potenza distruttrice si intrecciano poi i motivi voluttuosi e malinconici di venezia e della foscarina, personaggio che adombra la duse, in un contrasto che accentua il fascino di un`opera che henry james acutamente defini` .