nell`arco di soli due anni (1926-1928), david h. lawrence riscrisse per ben tre volte quello che si sarebbe rivelato il suo capolavoro. la prima stesura faceva leva sull`urgenza del dire, tutta imbrigliata in quel contrasto tra mente e corpo, sensibilita` e intelletto, che si dispieghera` nelle versioni successive. nella seconda, parkin e sir clifford, l`amante e il marito di constance chatterley, diventano i simboli delle due opposte polarita` di una civilta` giunta a un binario morto: solo l`innesco di latenti energie disgiunte dalla razionalita` avrebbe potuto aprire la strada di una nuova fertilita`. intermediaria necessaria, spirito indomito di donna preda di un indistinto anelito di vita, lady chatterley rappresenta il grembo in cui puo` avere luogo la rinascita. e qui si arresta la seconda versione: nessun cenno al lieto fine, il matrimonio annunciato nella terza stesura, nessuna traccia di quello spirito visionario che l`autore affidera` a qualche personaggio secondario, al solo scopo di dar voce alle sue teorie e alla sua critica sociale. ma questo qualcosa in meno si ribalta in un plus narrativo: l`assenza di quel cerebralismo che portera` lawrence a esasperare il gioco delle polarita` contrapposte, calcando la mano da un lato sulla chiave erotica e dall`altro sull`intento simbolico. introduzione di nadia fusini.
nel periodo della sua formazione klee esito` a lungo, come e` noto, tra musica, pittura e poesia; e il fatto di avere infine scelto la pittura, dando cosi` inizio a quella che e` forse la piu` alta e feconda esperienza artistica del novecento, non gli impedi` mai di continuare a coltivare, in modo "disinteressato" e quasi segreto, la ricerca poetica. i sui versi non sono dunque il frutto di un`attivita` marginale; non si tratta di glosse esistenziali alla sua pittura, ma di oggetti espressivi autonomi e, per cosi` dire, omologhi rispetto a quelli creati dalla sua fantasia figurativa. come nella pittura, anche nella poesia klee tende a impadronirsi dei meccanismi originari della genesi cosmica. indipendentemente dal fatto che il processo sia affidato al linguaggio iconico o a quello verbale, klee tende all`individuazione e alla messa in scena di codici archetipici. ed e` proprio a questa ricerca grandiosa e, per definizione, infinita che klee doveva pensare quando scriveva di se stesso: "nel mondo terreno non mi si puo` afferrare perche` io abito altrettanto bene tra i morti come tra i non nati. piu` vicino del consueto al cuore della creazione e ancora troppo poco vicino".
come in tutte le sue raccolte poetiche, in "ad no`ta", cioe` la notte, baldini mette in scena personaggi di paese, ma come stravolti, beckettiani. riscatta il bozzetto di provincia con una visionarieta` surreale e con un`affabulazione che provoca continui cortocircuiti mentali. ma proprio in questo libro che sta in mezzo alla sua produzione poetica, dopo "la na`iva" e "furistir" e prima di "ciacri" e "intercity", baldini ha collaudato quel monologo torrentizio senza pause tanto efficace nella recitazione in pubblico (di cui baldini stesso era un campione insuperabile). questi monologhi si strutturano in catene aperte di associazioni che sembrano deragliare all`infinito, ma che invece vengono sapientemente ricondotte al punto di partenza o culminano in una riflessione finale nella quale l`autore, quasi appartato dietro ai suoi personaggi, fa sentire la sua voce ironica e malinconica. tutti i suoi personaggi sono dei falliti, ma con ossessioni geniali. baldini li ama profondamente e li fa amare a tutti i suoi lettori.
anche se e` stata realizzata come sceneggiato televisivo solo nel 1975, "fragola e panna" e` stata scritta nel 1966, dunque un anno dopo la prima e piu` famosa commedia di natalia ginzburg, "ti ho sposato per allegria". entrambe le commedie hanno al centro una ragazza e scombinata, ma in due contesti molto differenti per non dire opposti: per la protagonista di "fragola e panna" il matrimonio, disastroso, e` alle spalle come peraltro l`allegria, rimasta tutta in un gelato di fragola e panna ormai lontano nel tempo. quattro anni piu` tardi natalia ginzburg scrive "dialogo" espressamente per la televisione. la protagonista di questa pie`ce risente dei mutamenti in corso in quegli anni nella societa` italiana. e una donna consapevole, che sa esprimere le insoddisfazioni della sua vita matrimoniale e le proprie critiche al marito, che sceglie svolte esistenziali coraggiose. eppure entrambi questi testi hanno epiloghi amari, come a dire che i tempi sono cambiati ma nelle vicende sentimentali e nella vita di coppia trionfa sempre il cinismo degli uomini.