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ci sono romanzi che toccano corde cosi` profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. e quello che accade con "l`arminuta" fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell`altra, suona a una porta sconosciuta. ad aprirle, sua sorella adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. inizia cosi` questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all`altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piu` care, l`affetto incondizionato dei genitori. o meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. per (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. la casa e` piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. ma c`e` adriana, che condivide il letto con lei. e c`e` vincenzo, che la guarda come fosse gia` una donna. e in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei puo` forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. l`accettazione di un doppio abbandono e` possibile solo tornando alla fonte a se stessi. donatella di pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternita`, della responsabilita` e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensita` espressiva. le basta dare ascolto alla sua terra, a quell`abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

il "secolo breve" e` finito nel 1991: com`e`, come sara` il nuovo secolo in cui abbiamo cominciato a vivere? come saranno le guerre? sopravviveranno le nazioni? e saranno ancora gli stati uniti il paese leader? con quali nuovi e sconvolgenti problemi - dal degrado ambientale alla crescita demografica dovremo convivere? a queste e ad altre domande cerca di dare risposta eric john hobsbawm, fellow della british academy e honorary fellow del king`s college di cambridge.

"la casa brucia proprio quando ci pare di avere il controllo assoluto del fuoco". sappiamo davvero cosa desideriamo? e quanto sono pericolosi i nostri desideri? un messaggio d?amore inviato alla destinataria sbagliata da inizio a una storia irresistibile che non abbandona mai la tonalita ironica e tuttavia sospinge il protagonista verso esiti sempre piu allarmanti. l?errore iniziale, pur nella sua casualita, logora gli argini. nel giro di pochi giorni un marito irreprensibile, affidabilissimo padre di tre figli piccoli, comincia a modificare lo sguardo distratto con cui ha sempre guardato quella che fino a ieri era solo una compagna di lavoro. il desiderio prende forma, esige di essere realizzato. domenico starnone aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilita della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una sintesi dei disastri di cui e capace il genere umano. l?uomo che racconta questa storia ha trentotto anni, fa lo sceneggiatore. e sposato da piu di dieci anni con livia, donna intelligente, bella, soddisfatta del suo lavoro. la coppia ha tre figli (il piu piccolo di dieci mesi), la vita coniugale e appassionata, senza crepe. ma nel corso di un pomeriggio particolarmente caotico si verifica un banale incidente. il giovane marito e padre sta badando ai figli perche la moglie e a un convegno, e intanto scambia messaggi urgenti di lavoro con claudia, la collega con cui scrive sceneggiature per la tv. nella fretta sbaglia: invia a claudia un messaggio d?amore destinato a livia. niente di male, naturalmente, se la collega, seria, affidabile, non gli rispondesse che anche lei lo ama e da tempo. sarebbe urgente chiarire il malinteso, e invece e sufficiente un?esitazione perche tutto corra avanti e nella mente del protagonista si faccia strada qualcosa di latente, una possibilita nuova. di colpo claudia e vista sotto una luce diversa, smette di essere semplicemente una compagna di lavoro e diventa una donna affascinante, complessa, capace di "scatti

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