l`autrice ha deciso di scrivere questo libro di fronte alla classica domanda di tutte le neo-mammesingle che incontrava: "e come hai fatto?" ossia, come ha fatto a fare una figlia a venticinque anni, a crescerla mediamente equilibrata e senza traumi ma, soprattutto, a ritrovare un uomo decente? la verita` e` che le librerie pullulano di manuali di cucco, ma nessuna di queste guide per single si preoccupa di chi non puo` mettersi a sgomitare in minigonna a un happy hour perche`, a quell`ora, gli asili sono chiusi, la tata stacca o magari, diciamolo, non ha piu` il fisico per la mini. qui, invece, si parla di come riemergere dal marasma emotivo che e` stata la separazione o la fine di una love story, di come sopravvivere agli incontri combinati dagli amici, di come rifarsi un guardaroba degno almeno di una cena a lume di candela, di come gestire gli sguardi straniti, imbarazzati, preoccupati di chi vede ancora in noi delle creature bizzarre, un po` da compatire e un po` da invidiare. con realismo e ironia questo volume guida lungo quel percorso a ostacoli che portera` verso una nuova vita sociale e sentimentale. se i figli hanno diritto ad avere degli amichetti, certo lo hanno anche le mamme. non pero` a cinquant`anni, quando il pargolo si sara` laureato e lei sentira` di aver assolto a tutti i suoi doveri di brava genitrice. ma subito!
al centro della narrazione sta la "provvidenza", la barca piu` illustre della letteratura italiana, la piu` vecchia delle barche da pesca del villaggio. la vicenda ruota intorno alla sventura dei malavoglia, innescata proprio dal naufragio della "provvidenza" carica di lupini presi a credito. si snoda cosi` tutta una trama straordinariamente complessa che non abbandona mai lo svolgersi doloroso del dramma. il quale e` una serie di rovesci, colpo su colpo contro i malavoglia, ogni volta che a forza di rassegnazione e coraggio riescono a rialzarsi dal colpo precedente.
marina cvetaeva vive in francia, in esilio dopo la rivoluzione russa, quando riceve la notizia della morte prematura dell`attrice sofia gollidej, detta sonecka, la sua amica piu` cara. per mantenere vivo il ricordo dell`amica, marina si getta d`impulso a scrivere "il racconto di sonecka", una favola poetica a meta` tra sogno e realta`, in cui ci tramanda l`immagine di una donna eternamente giovane, sorridente, allegra, pronta allo scherzo e al travestimento. la piccola sofia, brillante allieva di una scuola di teatro, ha sedotto e incantato marina con la sua vitalita` e il suo entusiasmo.