il libro tratta di tutti gli aspetti dello sviluppo femminile, ma l`interesse principale delle autrici e` per il rapporto della figlia pre-edipica con la madre, rapporto che a loro parere "plasma il futuro dell`immagine di se` della figlia, della sua sessualita` e del suo complesso edipico". partendo da questa base, le autrici esplorano le implicazioni transferenziali e controtransferenziali nei casi di donne curate da donne. discutono inoltre le fantasie che tipicamente si sviluppano nella donna e il ruolo dell`angoscia di castrazione nel rapporto madre-figlia.
come la "madonna dei filosofi" anche il secondo libro di gadda (1934) raduna "pecore randage": scritture sparse, oscillanti tra le prose di diario, tratte dai ricordi della prima guerra mondiale, e le divagazioni su polemiche letterarie di quegli anni. nella sua unicita`, "il castello di udine" recalcitra a qualsiasi etichetta, anche a quella di "prosa d`arte". ma lascia intravedere tutti i caratteri distintivi, per non dire proverbiali, del gadda maggiore: l`ossessione dell`ordine e il ribellismo anarcoide, l`odio-amore verso milano e la sua classe dirigente, la straordinaria perizia retorica e i limiti costruttivi dell`intreccio, il calligrafismo (ma sui generis) e l`oltranza espressionistica del grande "pasticheur".
ambientata in una fattoria americana, la vicenda narra del ritorno a un rapporto piu` armonioso con la natura e a un contatto piu` diretto quotidiano con essa, ma tutto questo non e` sufficiente a garantire la felicita`.