passioni e sentimenti, paure, tenerezze, invocazioni, tradimenti, ricongiungimenti, botte e minacce, miseria e malattia: tutto sotto "un cielo fatto solo d`amore". e l`incontro di dino campana con sibilla aleramo, incontro straordinario, come le lettere che i due amanti si scrissero. ogni pagina di questo carteggio e` un viaggio, esaltante e senza soste, che ha inizio sotto il sole infuocato dell`agosto 1916, fra la vera montagna dei solitari e la pura bellezza dei grandi boschi e prosegue serenamente negli ultimi splendori della bella stagione a faenza e marradi, fino a quando il "vento iemale" non li trascina in paesi sperduti dell`appennino, dove il freddo morde ancora piu` che nelle soffitte dei lungarni e nelle ville sulle colline di firenze che li accoglieranno. il percorso si fa tortuoso come le vicende alle quali si assiste, segnato da un continuo andirivieni fra pisa, livorno, firenze, sorrento. e ormai il 1917: sullo sfondo l`anno piu` duro della guerra, in primo piano i due amanti e il loro disperato tentativo di trovarsi e abbandonarsi, affidato ormai soltanto alle lettere che si incrociano tra la toscana e il piemonte. poi, nel gennaio del 1918, davanti al cancello del manicomio di san salvi, il viaggio si interrompe. i canti orfici, unica e grande opera di campana, lo manterra` vivo oltre la morte, avvenuta dopo un internamento di quattordici anni. sibilla aleramo, che trasformo` la sua lunga vita in letteratura, mai riusci` a raccontare...
"vicolo del mortaio" e` la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del cairo, durante la seconda guerra mondiale. mahfuz ci offre il vivido ritratto di un`umanita` dolente, spesso molto misera: lo sfruttatore di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffe`, esacerbato da un`inclinazione omosessuale e dall`assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il vicolo attraverso quello per una ragazza, hamida; e poi hamida stessa, nella cui volonta` di fuga dallo squallore del suo quartiere natio e` adombrata la ribellione radicale, l`impronta di un eterno e universale "esser-giovani", in opposizione a ogni forma di immobilita`. mahfuz rappresenta tutto cio` con semplicita` e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l`altro. in ultimo, e` la vita, nella sua nudita` essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina.
Closer Than Togheter, il nuovo atteso disco degli Avett Brothers, arriva tre anni dopo True Sadness e non si può non pensare che, dopo tutto questo tempo, il mondo non sia cambiato E’ cambiato, per gli Avett Brothers, come anche per noi.Sin da quando, un paio di mesi fa, hanno annunciato l’uscita del disco, gli Avett non hanno potuto non sottolineare che l’album poteva avere una valenza sociopolitica: solo qualche anno fa sarebbe stato praticamente impossibile parlare di politica in un disco dei fratelli sudisti, ma ora le cose sono cambiate.Closer Than Together presenta diverse novità: prima di tutto è un disco meno rock e più orientato alla ballata e poi i testi e, sopratutto in alcune canzoni, sono dichiaratamente orientati verso una critica sociale o un commento a fatti che si vedono giornalmente e che non si possono ignorare. Dal punto di vista musicale, gli Avett regalano comunque una manciata di canzoni solide, con alcune ballate di grande spessore.
Zig Zag Territoires 2003.
Hanssler 1992.
Archiv 1977.
