Soundtrack del nuovo western di e con Kevin Costner. Musica di Michael Kamen.
Kasey è la country singer più famosa in Australia. Con questo suo nuovo album, il quarto, lascia un attimo da partte gli abiti di country singer e si traveste da cantante roots rock con implicazioni bluesy. Un disco solido, la Chambers è in possesso di una voce molto ben impostata.
RCA 2019. Paavo Jarvi e la Deutsche Kammerphilarmonie di Brema.
Emi 2011. 3CD.
AliaVox 1999. Raccolta di romanze e musica strumentale dalla Spagna ebraica. Direzione di Jordi Savall e canto di Montserrat Figueras.
Decca 2011.
in memoriam a.h.h. e` un grande poema elegiaco ispirato a tennyson dalla morte dell`amico fraterno arthur henry hallam, deceduto poco piu` che ventenne: una tragedia familiare che diviene emblema di un dramma esistenziale ben piu` vasto. vero bestseller dell`epoca vittoriana, questo testo - e i numerosi che lo accompagnano in questa ricca antologia - e` una summa dei temi ottocenteschi: l`immortalita`, la disperazione di fronte al dolore, la presenza di dio in un mondo dominato dalla natura selvaggia. tennyson incarna la complessita` e l`ambivalenza della cultura vittoriana, sospesa tra illusioni romantiche e smarrimenti moderni, tradizione e rinnovamento, fede e scienza, idealismo e consumismo, arte e mercato.
"nella vita e nell`arte la cvetaeva aspiro` sempre, impetuosamente, avidamente, quasi rapacemente, alla finezza e alla perfezione: e nell`inseguirle si spinse molto in avanti, sorpasso` tutti. oltre al poco che ci e` noto, essa ha scritto una quantita` di cose che da noi sono ancora sconosciute: opere immense, tempestose... la loro pubblicazione segnera` un grande trionfo e una rivoluzione per la nostra poesia che, inaspettatamente, si arricchira` di un dono tardivo straordinario." cosi` scriveva, nel 1956, boris pasternak, preconizzando per la sua sfortunata amica grandi, e tardivi, riconoscimenti. oggi la cvetaeva e` unanimemente considerata una delle piu` alte voci della poesia del secolo scorso.
ancora nel 1972 angelo maria ripellino stimava necessario farsi largo tra che , confinandolo alla sola dimensione politica. con un ritardo di mezzo secolo, ora che il culto forzoso del poeta capace di incarnare l`utopia divenuta realta` e` definitivamente alle spalle, quell`invito a rileggere majakovskij! puo` essere raccolto tentando una scelta di alcuni dei momenti che meglio incarnino questa sua fisionomia piu` privata e universale al tempo stesso. con una dose inevitabile di arbitrarieta`, procedendo per esclusioni obbligate e motivate inclusioni, e avendo a che fare con un tema rintracciabile in ogni piega della sua poesia, un tema di cui la sua anima trabocca. il profilo amoroso del poeta delle masse e` estrapolato qui attraverso una cernita che abbraccia momenti molto distanti tra loro, che vanno dal majakovskij futurista agli ultimi abbozzi intimisti, mettendo insieme le rime livide di un rancore insanabile e i toni del piu` delicato sentire, dove il cuore e` a nudo, a perpendicolo sul mondo. e trascegliendo dalla tetralogia dei poemi d`amore - quattro pezzi da leggersi a coppie, frutto di due flussi creativi separati l`uno dall`altro da un settennio - due opere che restituiscono stagioni creative diverse, riflesso di profondi cambiamenti sul piano personale come su quello storico: il flauto di vertebre, che germina dalla nuvola in calzoni, , e amo (necessaria premessa a su questo), in cui sono scolpiti i capisaldi autobiografici da offrire al suo giovane pubblico sovietico. (dall`introduzione di paola ferretti)