in questo libro ernesto de martino risale alle radici dell`esigenza umana di rifiutare la morte nella sua scandalosa gratuita` e, di riflesso, procurare al defunto una culturalmente definita, mediante il ricorso a determinate pratiche rituali. tra queste, l`istituto del lamento funebre, rivolto ai vivi non meno che ai defunti, poiche` la piena del dolore rischia di compromettere l`integrita` della presenza dei sopravvissuti. qui sta la funzione piu` profonda del pianto rituale, che non cancella la crisi del cordoglio ma l`accoglie in se`, trasformandola in disciplina culturale capace di mantenere il pathos al riparo dall`irruzione della follia. in cio` risiede la sua umanissima sapienza, il cui valore trascende i limiti storici di diffusione del fenomeno, e al quale s`abbandona persino la madonna al cospetto della morte del figlio, nonostante l`accesa polemica cristiana contro il costume pagano. dall`analisi del fenomeno, ridotto allo stadio di , scaturisce il bisogno di estendere l`analisi alle antiche civilta` agrarie del mediterraneo, al cui interno l`istituto del lamento funebre visse la stagione del suo massimo splendore, fino al progressivo declino, causato dallo scontro con il cristianesimo trionfante. de martino si interroga infine sul problema della risoluzione laica della crisi del cordoglio, e l`"atlante figurato del pianto" riflette mediante un sapiente uso delle immagini l`affascinante itinerario dell`autore, che sollecita un confronto con l`atlante "mnemosyne" di aby warburg.
la vita di buck, cane di razza abituato al clima mite e alla tranquillita` degli stati uniti del sud, ha un`improvvisa svolta quando, per una scommessa persa, e` venduto e spedito al nord, come cane da slitta. piegato all`obbedienza da un esperto allevatore, riesce a far fronte alle nuove esigenze e a sopravvivere alle privazioni e al clima inclemente. ma qualcosa e` cambiato in lui: nel suo comportamento riaffiorano istinti sopiti. buck sente crescere, sempre piu` forte, il contrasto tra natura e educazione, tra amore per il padrone e slancio incontenibile verso la liberta`.
Released by special arrangement with Ms. Cole and the estate of Nat King Cole and with Mr. Dan Morgenstern and the Rutgers Institute of Jazz Studies.
Recorded live at the Circle Room of Hotel LaSalle, Milwaukee, Wisconsin and broadcast over WEMP, September 1946 on the following nights:
Saturday the 21st (#2-5), Sunday the 22nd (#6-9), Monday the 23rd (#12-14) and Wednesday the 25th (#1, 10, 11, 15-17).
All songs feature vocals by Nat King Cole, except #4, 7, 10 & 13, which are instrumentals. #2 and #15 also feature singing by Moore and Miller.
1 to 6: New York, June 8, 1944.
7 to 13: Los Angeles, February 16, 1946.
Tracks 1, 4, 5, 6, 7, 9, and 11 are previously unissued master/alternate takes.