tom waits e` un artista capace di fondere in una personale e raffinatissima idea di songwriting suggestioni poetiche e musicali molto distanti: la letteratura beat e il vaudeville, il folk e il blues, il jazz e la musica industriale. con la sua voce rauca e cavernosa sa interpretare struggenti ballate d`amore e spericolati arrangiamenti rumoristi, raccontando con il candore di un bukowski l`america dei desperados e degli ubriaconi del sabato sera, delle highway e delle tavole calde. ma nei suoi testi, come nella sua inimitabile presenza scenica, scorre sempre anche una vena comica, quasi clownesca, che attinge a piene mani al nonsense, al surreale, al gioco di parole. questa selezione di interviste ripercorre la sua quarantennale carriera, svelandone le passioni, le idiosincrasie, le fonti di ispirazione, le collaborazioni extramusicali - sono celebri i suoi cameo come attore in film di culto quali america oggi di robert altman, daunbailo` e coffee and cigarettes di jim jarmusch, la leggenda del re pescatore di terry gilliam - e restituendoci quella miscela di umorismo, visionarieta` e disincanto cosi` inconfondibilmente (e irresistibilmente) waitsiana.

e proprio vero che la musica ha smesso di evolversi? quel che e` certo e` che gli anni zero non hanno dato inizio al futuro che in campo culturale ci aspettavamo: le reunion piu` o meno riuscite, le cover band, il ritorno del vinile e delle musicassette hanno collaborato alla creazione di uno scenario dove anche i nuovi personaggi assomigliano a un patchwork di fenomeni precedenti. attraverso aneddoti di giganti della vecchia guardia (con esaltanti panoramiche su beatles, patti smith e frank zappa) e di artisti contemporanei - che sono spesso giunti alla notorieta` rielaborando scampoli di musica strappati all`oblio - simon reynolds, incoronato erede di lester bangs, ci racconta questa ossessione per il passato in un saggio che unisce lo sguardo appassionato della critica musicale alla lucidita` dell`indagine sociologica. e, insieme alla denuncia di un futuro che non c`e` stato, pone una domanda a cui ancora non c`e` risposta: continueremo a vivere oppressi dalla nostalgia oppure la retromania si rivelera` una fase storica isolata?

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