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"nessuno puo` sfuggire a questa relazione. siamo tutti figli di qualcuno, nonostante ci sia chi a sua volta si rifiuta di essere padre. pertanto, il titolo di queste tre storie, riguarda ogni potenziale lettore. ogni racconto, per breve o lungo che sia, e` pieno di padri e figli o di figli e padri. ma credo, e da questo nasce il titolo generico del volume, che le storie che qui si raccontano si basino soprattutto sulle caratteristiche, normali o subnormali, che talvolta presentano le relazioni tra padri e figli. in "ne ho fatto un uomo", il padre padrone e patriarca cerca di guidare il destino del figlio; in "da tetti e terrazze" e` il figlio a proteggere il padre. la relazione madre-figlia in "cercasi sherazade" e` quasi comica". m.v. montalban.

Copertina non disponibile per Popolo Del Duce Storia Emotiva Dell`italia Fascista (il)  di Duggan Christopher - libri
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esprimere gratitudine, avanzare una supplica, dimostrare la propria fede, chiedere favori, in un ventaglio inesauribile di circostanze e occasioni. per il compleanno e l`onomastico del duce; con la richiesta di un incontro; dopo che aveva pronunciato un discorso importante; quando un membro della sua famiglia era malato, o si voleva che facesse da padrino a un figlio; in occasione degli anniversari del fascismo o di una crisi internazionale; perfino quando lo scrivente aveva fatto un sogno significativo. durante il ventennio migliaia di italiani impugnarono la penna per scrivere al loro capo carismatico. i mittenti erano di tutte le estrazioni sociali ed eta`. erano soldati, contadini, massaie, bambini, preti, studenti, artigiani. molti scrivevano per chiedere un aiuto economico, ma in moltissimi per esprimere al loro leader ammirazione incondizionata, fino al desiderio amoroso o all`adorazione religiosa: per tanti il culto del duce non fu soltanto il prodotto della propaganda ma un attaccamento profondamente sentito. christopher duggan ricostruisce il ventennio dagli albori dello squadrismo sino alla caduta del regime, attraverso una documentazione fatta di lettere e diari privati inediti, resoconti giornalistici, programmi radio, canzoni popolari. la straordinaria relazione intima che moltissimi italiani intrattennero con mussolini racconta una storia emotiva dell`italia fascista che corre sotterranea e parallela lungo i binari degli avvenimenti storici.

la legge del dio ebraico e` la legge della parola. questa legge non e` solo scritta sulle tavole di pietra, ma intende inscriversi innanzitutto nel cuore degli uomini. essa sancisce l`impossibilita` dell`uomo di farsi dio e, nello stesso tempo, dona a esso la possibilita` generativa del suo desiderio. si tratta di una dialettica ripresa in modo originale dalla lezione di freud e di lacan. in un lavoro senza precedenti, massimo recalcati dimostra che non solo non c`e` contrapposizione tra il logos biblico e la psicoanalisi, ma che quell`antico logos ne costituisce una delle sue radici piu` profonde. la critica freudiana della religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna possibilita` di appello. la psicoanalisi e` sin nelle sue fondamenta atea perche` non crede all`esistenza di un se non come una favola che serve ad attutire il dolore dell`esistenza. la lettura delle scritture che massimo recalcati propone in questo libro rivela invece l`esistenza inaudita di radici bibliche della psicoanalisi. non e` una tesi teologica o una dimostrazione filologica, ma un effetto del suo incontro singolare con il testo biblico. non si tratta di psicanalizzare la bibbia, ma di riconoscere in essa la presenza dei grandi temi che verranno ereditati dalla psicoanalisi, con particolare riferimento all`opera di freud e di lacan: il carattere originario dell`odio rispetto all`amore; la radice invidiosa del desiderio umano; il fallimento e la necessita` della fratellanza; il rapporto dialettico tra legge e desiderio; la funzione simbolica del nome del padre; il lutto necessario della totalita`; la centralita` attribuita al resto salvifico che sottrae la vita alla morte e alla distruzione; la maledizione della ripetizione e la sua interruzione; la tentazione idolatrica come desiderio perverso dell`uomo di essere dio; la critica al fanatismo ideologico del sacrificio; il taglio virtuoso della separazione; l`eccedenza della gioia erotica; la

anteo crocioni e` un giovane contadino marchigiano degli anni `50. conosce bene il suo lavoro e l`ambiente in cui vive, ama la moglie, la casa, la terra. attraverso l`osservazione dei corpi animali e vegetali, le combinazioni di macchine immaginarie, la lettura di testi filosofici e scientifici, le meditazioni solitarie sulle stagioni, viene maturando la visione di un futuro , di una e , di una progressiva rigenerazione del mondo: e affida la sua utopia a un trattato. i compaesani, ancora dominati dalla paura e dal sacro rispetto delle istituzioni, lo mettono presto al bando. abbandonato anche dalla moglie, che non lo capisce, anteo va a roma per cercarla e far conoscere il suo trattato: e li` la vicenda trovera` la sua drammatica conclusione. nel secondo romanzo di volponi emerge vivissimo il rapporto fra mondo contadino e mondo industriale-cittadino, la carica eversiva dell`ideologia contro i ritardi, le chiusure e le sordita` morali della societa` italiana, la fervida sperimentazione linguistica e stilistica.

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