"domani era bel tempo" di michel cyprien e` un vaporoso e spumeggiante saggio sul tema della meteorologia. con le sue doti di brillante conversatore l`autore conduce un divertente discorso sul "meteo", costellato di citazioni e riferimenti dotti che vanno da lucrezio a giulio cesare e a plinio il giovane, dalla mitologia hittita alla bibbia, da fritz lang a fred astaire, da vivaldi a debussy e cosi` via fino alla "soluzione di montreal" e al prevedibile avvento (ormai in atto) di un cesarismo tecnologico universale. una conclusione che dimostra come per cyprien, per dirla un po` alla wilde, non c`e` discorso piu` serio di quello fatto con leggerezza.
come si legge un messaggio pubblicitario e in che modo il testo verbale coopera con l`immagine ai fini persuasivi? e la creativita` nel settore e` realmente tale o e` invece il frutto di abili strategie di marketing che attingono alle tendenze espressive e comunicative del momento? il volume affronta alcuni dei temi portanti della pubblicita` odierna, confrontandoli con altrettanti del passato lontano e di quello recente, e delinea possibili scenari per il futuro; offre, inoltre, un`utile rassegna di tipologie comunicative relative ai vari ambiti (dalle automobili ai cosmetici, dai prodotti per la casa ai telefoni cellulari).
sotto il titolo "il seminario" e` raccolto l`insegnamento orale che lacan tenne a parigi senza interruzione dal 1953 fino a poco prima della sua morte. a roma, nell`estate del 1953, alcuni mesi prima quindi dell`inizio del suo seminario, si era tenuto un congresso in cui lacan aveva pronunciato il cosiddetto "discorso di roma", che segna l`inizio del suo insegnamento e che trovera` forma definitiva nel testo "funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi". per i primi dieci anni lacan si dedichera` al commento della teoria e della pratica clinica di freud, facendo anche riferimento ai lavori degli psicoanalisti formati da freud. dal 1964 in poi, invece, ossia dalla rottura definitiva con l`associazione freudiana, lacan si dedichera` alla messa a punto della dottrina psicoanalitica che stava elaborando, precisando gli aspetti strutturali e logici della scoperta freudiana. questo "seminario" e` il primo della serie dedicata all`opera di freud. come indica il titolo stesso, "gli scritti tecnici di freud", lacan prende spunto da alcuni articoli, che all`epoca furono riuniti in francia in una pubblicazione e che mettono l`accento sull`applicazione clinica della teoria freudiana. per questo i temi trattati riguardano sostanzialmente la conduzione della cura, e quindi interessano chiunque si domandi da che posizione uno psicoanalista possa ascoltare e possa interloquire con chi gli si rivolge.
l`insegnamento dei classici greci e latini e` certo un antidoto efficace alla barbarie dei nostri tempi. giusto? piu` o meno, visto che questi stessi classici sono stati chiamati in causa per giustificare la barbarie, a cominciare dai nazisti e dai fascisti che hanno alimentato le rispettive ideologie in nome delle radici classiche dell`occidente: la purezza della razza, la maschia romanita`. quelle stesse radici che oggi si chiamano in causa per confermare la presunta superiorita` della nostra civilta`, per avallare le varie rivendicazioni nazionalistiche o anche i moderni sviluppi imperialistici dell`occidente. se gli americani ottengono la palma del kitsch a mani basse (si pensi al caesars palace di las vegas), dalle nostre parti la situazione non e` meno imbarazzante e coinvolge anche personaggi autorevoli: il ministro x che si appella al diritto romano per giustificare una politica piu` severa sull`immigrazione, il politico y che si cimenta in audaci quanto improbabili paragoni con la democrazia greca e la repubblica romana, il filosofo z che tira in ballo il mito di antigone per criticare le misure sanitarie contro la pandemia. e tanti altri esempi di `sfortuna dell`antico` che troverete in questo libro.
la mitologia di alberi e boschi, i bestiari delle fiabe, il gioco degli scacchi, la storia e l`archeologia dei colori, l`origine degli stemmi e delle bandiere, la leggenda di re artu` e quella di ivanhoe. un grande storico dei simboli alle prese con l`affascinante complessita` di segni e sogni del nostro medioevo. un viaggio intrigante lungo il labile confine dove reale e immaginario si fondono e creano la storia delle idee, una passeggiata incantata lungo i sentieri della cultura e dei simboli.
il fenomeno del pauperismo e la sua considerazione sociale subiscono un salto di qualita` nel trapasso dal medioevo all`eta` moderna. dalla miseria quale fenomeno endemico, in un certo senso istituzionalizzato e integrato dalla dottrina della misericordia cristiana e dalle pratiche degli ordini mendicanti, si passa a una pauperizzazione di diversa qualita`, indotta dai processi di accumulazione primitiva del capitale. prende vita una nuova etica del lavoro e della produttivita` che reprime l`accattonaggio e ogni manifestazione della miseria, considerata una devianza. accanto a una profonda riforma delle politiche assistenziali, nell`europa moderna si introducono il controllo e la `schedatura` dei mendicanti, avviati a lavori coatti o rinchiusi in istituti di pena. un libro diventato un classico, una lettura imprescindibile per l`uso di una documentazione amplissima - dai registri delle tasse ai cahiers de dole`ances, dai trattati teologici ai testi letterari - e per l`attenzione continua alla storia economica e sociale e a quella della mentalita`.