con il contributo di numerosi studiosi, fotografi e giornalisti, questo volume compie un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei fenomeni naturali e dei paesaggi piu` sorprendenti. passando dai torridi deserti alle lande ghiacciate, dalle cime dei monti agli abissi oceanici, attraversando paludi e steppe, fiumi e cascate, il libro e` una guida agli scenari incontaminati del pianeta e alle testimonianze della sua travagliata storia naturale. un esplicito invito a conoscere meglio la terra, un catalogo ricco di informazioni sui luoghi che ancora resistono all`impatto distruttivo e omologante dell`uomo. un`indagine sulla natura piu` aspra destinato agli appassionati di viaggi, agli amanti della natura e ai semplici curiosi.
in quale occasione fu costruita la torre eiffel? come si spiega la crescita demografica di berlino nel corso del xix secolo? chi furono gli esponenti del movimento preraffaellita in inghilterra? il volume risponde ai molteplici interrogativi sollevati dall`arte e dalla cultura ottocentesca. dal neoclassicismo all`invenzione della fotografia, da san pietroburgo ai mari del sud, da alma-tadema a zandomeneghi: i movimenti, i centri di produzione artistica e gli artisti che nel corso del secolo hanno portato al radicale rinnovamento della societa` e dell`arte, gettando le basi della modernita`.
la storia della "donna dal collier di velluto", scrive dumas, gli fu narrata dallo scrittore fantastico nodier, in punto di morte. ne e` protagonista un altro grande della letteratura fantastica europea: ernst theodor hoffmann. il pastiche intertestuale che dumas compone con grande abilita`, provoca un potente corto circuito tra elementi e piani di realta`, tra la memoria di nodier, il protagonismo di hoffmann e la grande storia (la vicenda e` ambientata nella parigi del terrore). nel romanzo, personalissima rivisitazione d`un genere letterario che aveva appassionato un grande pubblico, il fantastico non irrompe nella vita quotidiana, e` naturalmente parte di una realta` complessa nella quale coesistono dimensioni diverse.
il cid campeador - nome leggendario d`un personaggio storico, rodrigo diaz de bivar, vissuto nel sec. xi - e` un eroe che si offre al pubblico come modello di equilibrio e di modesta sicurezza di se`, di coraggio mai disgiunto dalla consapevolezza dei limiti del fare umano. ardito ma accorto, leale e generoso, non e` l`eroe sovrumano della canzone di orlando, ne` le sue virtu` sono idealizzate: ogni sua azione appare al contrario meditata, e il poema presenta numerose "istantanee" dell`eroe che riflette prima di reagire, anche di fronte ai gravi oltraggi subiti. l`indiscutibile grandezza del cid, non esente da quelle debolezze umane e da quegli abbandoni all`affetto e all`intimita` di sentimento che lo avvicinano all`uomo comune.
una delle piu` belle commedie "leggere" del teatro mondiale: cosi` scrive guido almansi a proposito di "l`importanza di essere fedele". leggera per levita` di stile, e tuttavia graffiante sul piano della critica morale e sociale. ma lo spirito sferzante di oscar wilde attraversa tutte e tre le commedie raccolte in questo volume, capolavori di parodia nei quali, attraverso la porta del riso, entra subdolamente il piu` nero scetticismo. la loro carica anarchica, rivoluzionaria, estremista, si unisce a una capacita` straordinaria di ritrarre la societa` inglese di fine ottocento nella sua palese contraddittorieta`, mostrando come anche il piu` rigido conformismo possa candidamente tradursi nel piu` scandaloso anticonformismo e come l`ubiquita` della menzogna renda implausibile la verita`.
il regista fiorentino si racconta in questa autobiografia offrendo un affresco di una vita vissuta in nome della bellezza. nato a firenze, cresce con il difficile marchio di "figlio di nn", la guerra lo porta in montagna, partigiano, a vedere la morte da vicino e a schivarla grazie a un colpo di teatro degno del "trovatore". l`incontro con luchino visconti da` il via libera a un grande talento covato negli anni dell`accademia di belle arti. il mondo dello spettacolo gli si spalanca davanti: teatro, cinema, opera. parigi, londra, milano, los angeles. vive d`arte, franco zeffirelli e "di un ottimismo a qualunque costo" che ancora lo spinge a gettarsi nelle sue imprese con l`entusiasmo di sempre. in questa autobiografia, mette in scena tutta la sua vita con l`abilita` di chi sa tenere il pubblico incollato ai fatti e immerso nelle atmosfere. e decide di raccontarsi con franchezza.
ornella muti, prima di diventare un`attrice e una diva mondiale, e stata una bambina di quattro anni, francesca, portata dalla madre presso una zia in svizzera per alleviare con l`aria di montagna i problemi polmonari di cui soffriva. la mamma lascio quella bambina senza spiegarle nulla e se ne ando, per tornare a riprenderla soltanto un anno e mezzo dopo. un abbandono che ha condizionato fin dall`inizio la personalita di una delle piu grandi attrici del cinema italiano, e che le ha impedito per anni, per quanti successi professionali inanellasse, di appartenere davvero a qualcuno o a qualcosa, forse persino a se stessa. in questo libro, per la prima volta, quella bambina racconta come la piccola francesca e diventata ornella muti: senza rinnegare la sua storia e i suoi ricordi, seguendo un destino di esule inscritto nelle origini della sua famiglia, che vide i suoi avi materni, medici degli zar romanov, scappare in europa per sopravvivere alla rivoluzione russa del 1917. ornella muti si confessa attraverso il cinema, gli incontri con i grandi registi - tra cui mario monicelli, dino risi, john landis e woody allen -, i grandi attori con cui ha recitato, gli stilisti che l`hanno vestita sui palcoscenici piu importanti fino alla notte degli oscar, da valentino a giorgio armani. ma "la ragazza piu bella del mondo" si confida in queste pagine anche nella sua intimita fragile, ricordando gli uomini inseguiti con ostinazione e i dolorosi abbandoni subiti, le delusioni, le risalite e le rivincite di una donna d`amore.
A Golden Classics Edition
il catalogo della mostra allestita dal 13 aprile al 30 giugno nella sale di casa masaccio (san giovanni valdarno, firenze) rappresenta un dialogo tra la ricerca di bela tarr, indiscussa figura di culto del cinema europeo e autore di capolavori quali satantango (1994), le armonie di werkmeister (2000), il cavallo di torino (2011) e quella di un altro artista di riconosciuto prestigio internazionale: adrian paci. non si tratta solo di porre a confronto le opere di due artisti che, in perfetta autonomia, si sono spesso misurati su analoghe tematiche sociopolitiche, a cominciare da quelle di migranti, disoccupati e senzatetto, ma anche di ipotizzare, sia pur sottotraccia, relazioni tra due visioni del mondo autonome ma non totalmente divergenti. visioni che trovano forse un elemento di contatto nel considerare, sulla scorta di gilles deleuze, l`atto creativo come un atto di resistenza. testi di rinaldo censi, marco grosoli, armando andria, rocco ronchi, saretto cincinelli, felice cimatti, alessandro rabottini.
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