aprile 1999. mount pleasant, una tranquilla cittadina del new hampshire, e` sconvolta da un omicidio. il corpo di una giovane donna, alaska sanders, viene trovato in riva a un lago. l`inchiesta e` rapidamente chiusa, la polizia ottiene la confessione del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. undici anni piu` tardi, pero`, il caso si riapre. il sergente perry gahalowood, che all`epoca si era occupato delle indagini, riceve un inquietante messaggio anonimo. e se avesse seguito una falsa pista? l`aiuto del suo amico scrittore marcus goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con il romanzo la verita` sul caso harry quebert, ispirato dalla loro comune esperienza con un altro crimine, sara` ancora una volta fondamentale per scoprire la verita`. ma c`e` un mistero nel mistero: la scomparsa del suo mentore harry quebert. i fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di harry quebert.
"moltissime teorie della traduzione, che negli anni stanno sempre piu` infittendosi, se non la maggior parte, si sviluppano senza contenere al loro interno degli esempi pratici, che e` come fare un libro sui dinosauri senza inserirvi neanche una illustrazione. ho voluto portare avanti un approccio alla traduzione non dall`alto, ma dal basso, esaminando esperienze concrete, provando si` a chiarire dei punti teorici, ma senza preoccuparmi troppo di arrivare a una teoria definitiva." questo volume, diventato un classico contemporaneo per gli studi sulla traduzione, si propone di agitare problemi teorici partendo da esperienze pratiche, quelle che l`autore ha fatto nel corso degli anni come correttore di traduzioni altrui, come traduttore in proprio e come autore tradotto che ha collaborato con i propri traduttori. la questione centrale e` naturalmente che cosa voglia dire tradurre, e la risposta - ovvero la domanda di partenza - e` che cosa significhi "dire quasi la stessa cosa". a prima vista sembra che il problema stia tutto in quel "quasi" ma, riflettendoci, molti sono gli interrogativi anche rispetto al "dire", rispetto allo "stessa" e soprattutto rispetto alla "cosa".