per molti e` stato l`essere piu` intelligente mai vissuto sulla terra - un alieno in grado di imitare alla perfezione gli umani, scherzavano i colleghi. ma chi era davvero john von neumann nessuno e` mai riuscito a decifrarlo. il paragone scontato con einstein non aiuta a capire, giacche` i due non potevano essere piu` diversi, soprattutto in campo scientifico: a princeton, mentre uno inseguiva il miraggio di una teoria unificata della gravitazione e dell`elettromagnetismo, l`altro disegnava l`architettura del primo calcolatore programmabile modernamente inteso, la stessa che ritroviamo oggi nei nostri smartphone. indifferente alle implicazioni filosofiche della meccanica quantistica, von neumann guardava al futuro con la capacita` quasi infallibile di individuare i settori in cui il suo contributo avrebbe determinato il nostro destino: l`intelligenza artificiale, gli automi cellulari, la teoria dei giochi, la bomba atomica. era un genio, ma lontanissimo dallo stereotipo del nerd asociale: un bon vivant che amava i party, le cadillac e le belle donne; un uomo pieno di debolezze e ambiguita`, come testimonia l`inaspettata conversione al cattolicesimo in punto di morte; una figura controversa, bersaglio di feroci critiche per l`estremo cinismo con cui sostenne la necessita` di un attacco nucleare preventivo contro l`unione sovietica. ma innanzitutto - come ci ricorda bhattacharya - una mente capace di fornire gli strumenti per affrontare il futuro da cui sembrava provenire, proprio mentre era disposta a riportarci all`eta` della pietra.
scandito in tre parti - , , -, v13 raccoglie, rielaborati e accresciuti, gli articoli (apparsi a cadenza settimanale sui principali quotidiani europei) in cui emmanuel carre`re ha riferito le udienze del processo ai complici e all`unico sopravvissuto fra gli autori degli attentati terroristici avvenuti a parigi il 13 novembre 2015 - attentati che, tra il bataclan, lo stade de france e i bistrot presi di mira, hanno causato centotrenta morti e oltre trecentocinquanta feriti. ogni mattina, per quasi dieci mesi, carre`re si e` seduto nell`enorme fatta costruire appositamente e ha ascoltato il resoconto di quelle - le testimonianze atroci di chi ha perduto una persona cara o e` scampato alla carneficina strisciando in mezzo ai cadaveri, i silenzi e i balbettii degli imputati, le parole dei magistrati e degli avvocati -, e lo ha raccontato, come solo lui sa fare, senza mai scivolare nell`enfasi o nel patetismo, e riuscendo a cogliere non solo l`umanita` degli uni e degli altri (sconvolgente, ammirevole o abietta che fosse), ma anche, talvolta, la quasi insostenibile ironia dei discorsi e delle situazioni. da questo viaggio al termine dell`orrore e della pieta`, da questo groviglio di ferocia, di fanatismo, di follia e di sofferenza, carre`re sa, fin dal primo giorno, che uscira` cambiato - cosi` come uscira` cambiato, dalla lettura del suo libro, ciascuno di noi.
"confessioni di un borghese" e ben piu di un libro di memorie sul cuore e dal cuore della mitteleuropa, e la sua originalita consiste nell?essere un magnifico romanzo di formazione che nasconde tra le righe, e a tratti rivela, un trattatello esoterico sull?arte di diventare scrittori... capace di evocare ambienti e personaggi memorabili e di imprimere a ogni dettaglio il ritmo avventuroso dell?immaginazione. e cosi che sotto gli occhi ipnotizzati del lettore, marai riesce a trasformare se stesso nel personaggio fondamentale di "confessioni di un borghese" senza lasciar prevalere nel suo autoritratto ne una timida indulgenza ne l?esibizionismo narcisistico di chi si confessa in pubblico: come se questa autobiografia di un uomo poco piu che trentenne fosse stata scritta per tagliarsi via dal tumulto banale della vita cosiddetta normale, e entrare definitivamente in quella eccitata ed eccitante esistenza postuma che l?arte di scrivere pretende da chi la pratica fino alle estreme conseguenze.