xiamen e` una citta` sull`omonima isola rocciosa, collegata alla cina sud-orientale da un`autostrada e due ponti: a una baia "disseminata di imbarcazioni e sfavillii erratici" fa da controcanto un agglomerato industriale fitto di immigrati "irregolari e affamati". qui per lungo tempo ha spadroneggiato lai changxing, il tycoon che prima di diventare "il latitante piu` ricercato della cina" e` stato il piu` famoso tra i nuovi ricchi del post-maoismo, di volta in volta definito come un semplice tufei ("bandito", ma non sempre in senso dispregiativo) o come un robin hood dispensatore di lavoro. e qui si insedia, alla fine degli anni novanta, il giovane corrispondente del "times" oliver august, per il quale lai e` l`emblema di una cina con il piede in due staffe, che incoraggia i cittadini "ad agire sempre piu` liberamente, ma senza garantire che il loro operato rientri nella legalita`". l`indagine-inseguimento nei luoghi dell`infanzia e dell`ascesa di lai diventa allora un impressionante succedersi di "visioni" rivelatrici: l`"obitorio umano" di beihai e` la quintessenza di tutte le aree depresse; e la stessa xiamen sembra il concentrato di un`interminabile transizione. una transizione di cui august registra ogni aspetto socio-economico, ma di cui coglie soprattutto il versante grottesco e orrorifico.
scopo del libro e` richiamare l`attenzione sull`incidente come l` attraverso cui molti adolescenti segnalano un disagio che andrebbe di volta in volta esplorato. il tema e` affrontato da un punto di vista psicoanalitico, ma le interpretazioni che l`autrice propone coniugano la ricchezza qualitativa di questa prospettiva con i riscontri quantitativi della ricerca. uno studio su ragazzi ricoverati per incidenti mostra, da un lato, la varieta` delle costellazioni psicologiche che differenziano ogni adolescente e ogni incidente, ma dall`altro evidenzia indicatori di rischio su cui fondare interventi preventivi mirati. il problema della prevenzione e` il filo conduttore di tutto il libro.
un saggio di gustavo zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all`argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all`uguaglianza, al dialogo e all`esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d`ogni tempo: erodoto, aristofane, cicerone, montesquieu, tocqueville, brecht, orwell, arendt, bobbio e carillo.
tra le tante voci della poesia novecentesca in italia, quella di clemente rebora spicca unica e inconfondibile. il percorso del poeta milanese parte nel solco del movimento vociano e dura quasi mezzo secolo, innovandosi a incarnare drammi e ricchezze di un`esistenza interamente dedicata alla ricerca della verita`. la gioventu` laica e "risorgimentale", l`esperienza della depressione e dello smarrimento, l`orrore della guerra, l`amore terreno e la scoperta di un amore piu` grande, fino alla conversione e alla vocazione. un travaglio spirituale e creativo che gianfranco lauretano ricostruisce per intero, guidandoci passo passo, attraverso i momenti e soprattutto i luoghi di una vita sorprendente. un racconto completo e accurato e nel quale giungiamo al nocciolo di un`esperienza poetica inesauribile, veramente grande perche` capace di dialogare con il lettore senza subire la patina del tempo.
le terre dell`adriatico orientale sono state uno dei laboratori della violenza politica del ?900: scontri di piazza, incendi, ribellioni militari come quella di d`annunzio, squadrismo, conati rivoluzionari, stato di polizia, persecuzione delle minoranze, terrorismo, condanne del tribunale speciale fascista, pogrom antiebraici, lotta partigiana, guerra ai civili, stragi, deportazioni, fabbriche della morte come la risiera di san sabba, foibe, sradicamento di intere comunita` nazionali. queste esplosioni di violenza sono state spesso studiate con un`ottica parziale, e quasi sempre all`interno di una storia nazionale ben definita - prevalentemente quella italiana o quella jugoslava (slovena e croata) -, scelta questa che non puo` che originare incomprensioni e deformazioni interpretative. infatti, e` solo applicando contemporaneamente punti di vista diversi che si puo` sperare di comprendere le dinamiche di un territorio plurale come quello dell`adriatico orientale, che nel corso del ?900 oscillo` fra diverse appartenenze statuali. inoltre, le versioni offerte dalle singole storiografie nazionali non fanno che rafforzare le memorie gia` a suo tempo divise e rimaste tali generazione dopo generazione. sono maturi i tempi per tentare di ricostruire una panoramica complessiva delle logiche della violenza che hanno avvelenato - non solo al confine orientale - l`intero novecento.
CD. HnH International, 1993, EU. Contiene musiche per pianoforte: Nuits Blanches, Op. 82 e Préludes Pour M'lle Lili, 32 Pièces pour piano, Op. 119 suonati dalla pianista Jean Martin.