plutarco di cheronea (50-125 d.c. ca.), istruito ad atene presso il platonico ammonio, visse quasi sempre nella sua citta`, dove tenne una scuola filosofica molto attiva. viaggio` nel mediterraneo e ando` a roma, ottenendo la cittadinanza romana. fu anche sacerdote a delfi. i suoi interessi si concentrano sugli aspetti etici e investono piu` campi del sapere, dalla storia alla letteratura alla filosofia vera e propria, fino alle scienze della natura. i suoi innumerevoli lavori sono suddivisi fra le "vite parallele", le famose biografie comparate di personaggi greci e romani, e gli scritti a carattere etico-filosofico, teologico, scientifico o antiquario noti come "moralia".
commedia tra le piu` note del periodo parigino, "il ventaglio" ha avuto un successo ambiguo: successo sulle scene al prezzo di una riduzione a puro spettacolo tecnicamente perfetto, fino alla deriva ballettistica. la nuova edizione della commedia, curata da paola ranzini, propone un bilancio pacato, lontano da censure ma anche da facili entusiasmi, e tenta un`indagine entro l`ambiguita` stessa della commedia.
"lungi dall`essere poco teatrale, re lear puo` ben dirsi l`opera piu` teatrale di shakespeare, e cio` nel senso che in essa il linguaggio del drammaturgo raggiunge la sua piu` alta, e specifica, intensita` ed espressivita`. ne` poteva essere diversamente. nel dramma, composto intorno al 1605 (poco dopo l`0tello e pressoche` contemporaneamente al macbeth) e dunque nel momento in cui piu` profonda era la sua riflessione sull`uomo e sulla sua condizione, shakespeare crea un linguaggio la cui `teatralita`` e` suprema perche` suprema e` la funzione che ad esso viene affidata; un linguaggio che, volendo esplorare e conoscere il movimento e le ragioni della vita, ha cosi` approfondito e arricchito le proprie specifiche risorse e qualita` da aver bisogno, come mai prima, del proprio elemento naturale, il teatro." (dalla prefazione)
tre eccezionali firme - galiani, lorenzi e paisiello -, portarono nell`ottobre del 1775 sul palcoscenico del teatro nuovo una famosa commedia in musica, il "socrate immaginario". una napoli intelligente che trova nella grazia e nella follia del sorriso la sua chiave di interpretazione del mondo, riuscendo con lo sbuffo di una risata amara a rasciugare il tragico dalle sue lacrime e a restituirgli echi forse ancor piu` struggenti. con i "prolegomeni al socrate immaginario", e un altrettanto acuto esercizio d`ironia, roberto de simone propone la sua rilettura dell`opera originale. nasce cosi` un testo che e` surreale luogo narrativo in cui due opere teatrali, con antica intelligenza napoletana, conversano tra loro in un`armonia quasi alchemica.
questa commedia unisce il mondo della commedia dell`arte con "la locandiera", composta nello stesso anno. goldoni riesce a sviluppare caratteri, situazioni e dialoghi, tra il tragico e il farsesco, delineando attraverso la protagonista un memorabile ritratto di donna. la commedia narra di come la serva corallina, amante di florindo, il figlio del suo antico padrone, riesca a favorire il matrimonio fra il suo amato e la ricca rosaura, scalzando cosi` il figlio della scaltra beatrice, andata in sposa al padre di florindo. sacrificato dunque il suo amore, corallina sposera` il servo brighella.
l`ablativo e` un caso latino che non indica l`"io" ne` il possesso, non marca le attese ne` le esclamazioni, ma sintetizza un allontanamento, un`uscita da un luogo o da uno stato, una dislocazione, un`asportazione. un titolo quanto mai azzeccato per la nuova raccolta di enrico testa, la cui poesia e` fortemente "ablativa" perche` parla di privazioni e sa riflettere, con sentenze lapidarie e geniali, sui temi della mancanza per eccellenza, come la morte e la vecchiaia. gia` con i libri precedenti, testa elaborava il senso della perdita in molte delle direzioni possibili, soprattutto nel segno del ricordo, del dialogo reso virtuale e sostanzialmente di una malinconica rassegnazione. nella nuova raccolta si spinge oltre: la perdita e` intrinseca alla vita e coinvolge passato, presente e futuro, perche` "la litania dei casi recitata al ginnasio s`e` fatta prognosi postuma dei giorni" e all`autore non resta che spartirsi il presente "nella pienezza della sua inutilita`".
Un tema di grande attualità, quello della separazione sempre maggiore tra l`arte pura e la produzione d`arte legata all`esigenza della grande industria e dei consumi di massa, affrontato con intelligenza e leggerezza nelle pagine vivacissime di Bruno Munari.
CD. Orfeo, 1989, DE. Registrato dal vivo a Monaco nil 5 giugno 1959, contiene la sinfonia "Mathis der Maler" di Hindemith; Capriccio Op. 2 di Gottfried Von Einem; Ballettsuite "Bacchus Et Ariane" Op. 43 di Albert Roussel e La Valse di Maurice Ravel suonate dalla Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Eugene Ormandy.